Tonino Canu

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Inizia a cantare giovanissimo accompagnato alla chitarra dal fratello Salvatore, poi emigrato in Francia.
Calca i primi palchi all’età di 15 anni durante le feste e le serate nel circondario del sassarese, spesso accompagnato alla chitarra da Antonio Marongiu di Osilo, anch’egli agli esordi.
L’ esordio ufficiale avviene poco dopo, a Porto Torres, chiamato sul palco dall’idolo locale Pietro Porqueddu e da Mario Scanu di Luras, accompagnati alla chitarra da Emilio Oggiano di Mores.

Le prime incisioni sono del 1961 e del 1962 presso la RCA di Roma con Giuseppe Chelo ed il chitarrista Pietro Fara di Pozzomaggiore, con cui Tonino Canu costituisce il “Terzetto Sardo”. Celebre è il muttu prolungadu “Sa gala est terminada” con versi del poeta perfughese Cicciu Piga. Nel 1963, con Antonio Meloni e con il chitarrista Peppino Doro incide come “Trio Logudorese” per la Fonit-Cetra di Torino. Sono anni fondamentali per la carriera di Tonino Canu. La sua presenza viene sempre più spesso richiesta dai comitati organizzatori delle più importanti manifestazioni folkloristiche isolane. Assieme a Leonardo Cabizza e Giuseppe Chelo, accompagnati alla chitarra da Aldo Cabizza ed alla fisarmonica da Peppino Pippia, forma un quintetto apprezzato e richiestissimo in Sardegna, in Italia e all’estero.
Nel 1966 e 1967 iniziano anche le incisioni per la Italmusica di Milano (IPM) come “Quartetto Logudoro” (Tonino Canu, Leonardo Cabizza, chitarra Aldo Cabizza, fisarmonica Antonio Ruju).
Alcuni brani divengono i suoi cavalli di battaglia, il mutto “Maria Giardinera” scritta dal poeta Pantaleo Serra di Bortigali e la disisperada “Sa nave in sa tempesta” con versi di Cicciu Piga. Numerose, in questi anni, le trasferte all’estero (con Leonardo Cabizza, Aldo e Nicolino Cabizza, Antonio Zuccheddu, Giuseppe Pintus, Antonio Marongiu e Pietro Fara) in Svizzera (Ginevra, Losanna e Zurigo), Olanda (Amsterdam), Belgio (Bruxelles e Liegi), Germania (Colonia e Berlino) e Francia (Parigi e Marsiglia). Nell’ Aprile 1966 partecipa anche a una breve tournée nella zona francese della Moselle (con premiazione da parte delle autorità consolari).

Sempre alla fine degli anni ’60 Tonino Canu compone assieme a Peppino Pippia la celebre “Tarantella Sardignola”, canto allegro ed innovativo per l’epoca (versi del poeta Cicciu Piga), durante un viaggio in treno per Milano diretti alla Italmusica per effettuare delle registrazioni. Il brano viene inciso a 2 voci da Tonino Canu e Giuseppe Chelo con Peppino Pippia alla fisarmonica e Aldo Cabizza alla chitarra. Il disco riscuote un successo eccezionale ed impensabile per un brano tipico della cultura tradizionale sarda. Il 4 Marzo del 1973 Tonino Canu sposa Maria Grazia Meloni (sorella del cantadore Antonio) da cui ha 2 figli, Pierfranco e Marco.
Sono anni di intensa produzione artistica e di impegno che si concretizza con una serie di incisioni per la casa discografica sarda “Tirsu” e con una quantità incalcolabile di “gare” dal vivo. Nel Marzo del 1974 Tonino, in compagnia di alcuni colleghi “sonadores” e “cantadores” tra cui l’immancabile Leonardo Cabizza, partecipa a 2 serate all’auditorium CIDA di Roma. In quella occasione vince il primo premio e riceve la coppa per il 1° classificato dall’onorevole Salvatore Cottoni, sottosegretario di stato per i trasporti e l’aviazione civile. E’ solo una delle innumerevoli esibizioni e vittorie che Tonino Canu regala agli appassionati del “continente” ed agli emigrati sardi all’estero (Germania, Svizzera, Belgio).
A cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 ricopre la carica di Presidente dei cantadores e suonatori sardi, carica affidatagli grazie alla notorietà ormai ottenuta e consolidata negli anni ed al carisma dimostrato. In questi anni anima la manifestazioni e riempie le piazze in compagnia di Giuseppe Chelo e Aldo Cabizza con i quali forma un “Trio Folk” molto in voga. I calendari sono fitti di impegni, anche se una serie di problemi fisici e di salute riducono progressivamente le apparizioni in pubblico, ma la forza e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto lo spingono a continuare ad esercitare quella che è sempre stata la sua grande passione.
Negli anni ’80 sono comunque svariate le apparizioni televisive e radiofoniche su varie emittenti locali e su Videolina tra le quali, nel 1980, con altri cantadores, l’inaugurazione della nuova sede di Via Marconi a Cagliari. Le ultime fatiche discografiche sono del 1982 e del 1983. Per la Fonit-Cetra e per la “Prince” di Torino incide con Mario Mannu, Pietrino Giallara alla chitarra e Peppino Pippia alla Fisarmonica. Nei primi anni ’80 anche alcune incisioni fatte con Giuseppe Chelo per la Free Records. L’ultima incisione è dell’Ottobre 1983, “La Sardegna che canta” con Nino Manca alla chitarra alla F Record Studio.
Muore a Sassari il 1 Gennaio 1992.

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