Press "Enter" to skip to content

S’Érchitu

erchitu

Si narra che tanto tempo fa, nelle notti buie, strane creature attraversassero le strade dei paesi del centro Sardegna. Alcune di esse erano animate da forze positive, altre erano in preda a forze oscure, perché avevano percorso le vie del male.
S’Érchitu di giorno era un uomo come tutti, ma la notte si trasformava in bue. Portava grosse corna dalla punta d’acciaio alla sommità del capo e muggiva tre volte davanti alla porta di colui che in breve tempo sarebbe stato visitato dalla morte. Le donne ne riconoscevano il passo e il muggito, ma sapevano di non dover uscire. La notte era buia e pericolosa e ormai s’Érchitu aveva già portato a termine la sua missione.

A volte ne parlavano, incontrandosi alla fonte il mattino seguente. Raccontavano di quei muggiti alti e lugubri che squarciavano il cielo e turbavano i loro sonni, lasciandole atterrite e con gli occhi sbarrati fino alle prime luci del giorno. Raccontavano che a volte, se un uomo era particolarmente malvagio, scontava già qui, su questa terra la sua pena, condannato ad una vita doppia, da uomo e da bestia, condannato a sapere. A conoscere in anticipo, egli solo, le vie percorse da colei che recide il filo della vita di noi tutti, quando giunge l’ora.

S’Érchitu era passato. Entro tre mesi le campane avrebbero suonato a morto, le donne avrebbero messo il lutto, i bambini avrebbero interrotto i giochi.
A chi sarebbe toccato stavolta? Questo il lugubre figuro non poteva svelarlo. Solo che, presto, sarebbe accaduto.

Tiziana Basciu

Racconto pubblicato il 2 settembre 2013 su La Rassegna Stronza – L’Almanacco di Violet.
http://larassegnastronza.blogspot.it/2013/09/lalmanacco-di-vilet.html

Disegno: Antonello Pintus