Panas – morte di parto in Sardegna

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Con il termine Panas venivano indicate le donne morte di parto.

Essendo morte in un momento particolare della loro esistenza considerato “impuro”, erano condannate ad un lungo periodo di espiazione e quindi a lavare i panni della loro creatura, per un tempo variabile tra i due e sette anni.

Le panas, mantendendo l’aspetto che avevano da vive, potevano essere scorte lungo i ruscelli posti ai crocevia, fra l’una e le tre del mattino, mentre lavavano e cantavano una tristissima ninna-nanna.

La condanna implicava l’assoluto divieto di parlare o di interrompere il lavoro: se questo accadeva, esse dovevano ricominciare daccapo il tempo della penitenza.
Per questo motivo chiunque le scorgesse non doveva in nessun modo interromperle perchè le Panas si sarebbero vendicate spruzzando addosso allo sprovveduto acqua, che però bruciava come fuoco. Per questo motivo le donne sarde non andavano mai a lavare i loro panni durante la notte.
Spesso le macchie sul viso, soprattutto di giovani donne, venivano spiegate come una vendetta delle panas disturbate.

In Gallura venivano conosciute con il nome di “paltuggiane“.

vedi anche:

Analogie tra le Panas e le Bean Sidhe (o Bean Nighe)
Panas, le anime-ombra delle donne morte di parto
Kuntilanak, le donne morte di parto in Malesia
Folletti irlandesi e demoni sardi
Gli esseri fantastici della Sardegna
Analogie tra esseri fantastici Sardi e Giapponesi

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