Zio Giarrette e la moria del bestiame - Leggende e tradizioni di Sardegna Press "Enter" to skip to content

Zio Giarrette e la moria del bestiame

Zio Giarrette e la moria del bestiame

Tratto dal libro dell’amico Pasquale Demurtas “La magia di un uomo buono: Thiu Giarrette, anime e demoni“.

Testimonianza anonima
“ Tempo fa, mio padre e mio nonno furono testimoni di questo
incredibile aneddoto.
Il loro gregge fu colpito improvvisamente da un terribile epidemia,
che sterminò, nel giro di poco tempo, gran parte del bestiame.
Dopo aver consultato diversi veterinari, e non trovando risposte
mediche, o soluzioni concrete per porre fine al dramma,
chiamarono zio Giarrette.

Questi, appena vide con i suoi occhi la sofferenza di quei poveri
animali, capì subito che si trattava di una fattura.
Fece disporre il gregge in fila, indirizzandolo verso un passaggio
obbligato, dove mise sas pungas, degli amuleti.
Nel caso specifico, erano degli involti, al cui interno si trovavano
oggetti benedetti, preghiere e formule alchemiche che nessuno
conosce.

Raccomandò, infine, di fare in modo che tutte le pecore passassero
attraverso lo stretto varco.
Mio padre e mio nonno, ligi al dovere, ed avendo ben udito le
parole di zio Giarrette, eseguirono il lavoro alla perfezione.
All’improvviso, però, le povere bestie iniziarono a manifestare una
strana paura. Si rifiutarono di attraversare lo stretto, comportandosi
come se vedessero qualcosa che ostruisse loro il passaggio.

Dopo diverse ore ed uno sforzo epico, gli uomini riuscirono a fare
in modo che tutte oltrepassassero il cammino.
Ma una, la più testarda, preferì saltare il muro e morì, come colpita
da un fulmine.

Le altre pecore, invece, si salvarono e guarirono dal male.
Mio padre ricorda ancora come fosse ieri questo episodio. Ricorda
questo piccolo signore di bassa statura, dai modi gentili, capace di
scatenare forze fuori da ogni immaginazione.”

Pasquale Demurtas