{"id":2971,"date":"2016-01-05T10:32:02","date_gmt":"2016-01-05T09:32:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.contusu.it\/?p=2971"},"modified":"2026-08-05T14:58:29","modified_gmt":"2026-08-05T12:58:29","slug":"frastimmos-e-irroccos-le-imprecazioni-sarde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.contusu.it\/es\/frastimmos-e-irroccos-le-imprecazioni-sarde\/","title":{"rendered":"Imprecazioni Sarde: Un Viaggio nel mondo dei Frastimmos e Irroccos"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"236\" class=\"wp-image-2983\" src=\"http:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu.jpg\" alt=\"frastimu\" srcset=\"https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu.jpg 640w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu-200x74.jpg 200w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu-300x110.jpg 300w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu-584x215.jpg 584w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu-250x92.jpg 250w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/frastimu-149x55.jpg 149w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Sardegna, terra di antiche tradizioni e misteri, custodisce un patrimonio linguistico di inestimabile valore: i <strong><em>frastimmos<\/em><\/strong> e gli <strong><em>irroccos<\/em><\/strong>, le potenti imprecazioni e maledizioni sarde.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 che semplici maledizioni, queste espressioni sono uno specchio dell&#8217;anima isolana, cariche di storia, cultura e, talvolta, di un&#8217;ironia amara.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lista \u00e8 in continuo aggiornamento suddivisa per tipologie di imprecazioni\/maledizioni. Clicca sulla freccetta nera per vedere le imprecazioni per categoria e scoprirne il significato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Buon divertimento&#8230;..<\/p>\r\n\r\n\r\n<h2>&#8212; IMPRECAZIONI SU SALUTE &#8212;<\/h2>\r\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">\r\n<summary>Clicca<br><br><\/summary>\r\n<strong>Abruxau siasta<\/strong> &#8211; Che tu possa essere bruciato. <br>Questa \u00e8 un&#8217;imprecazione diretta e molto forte, che augura una fine drastica e dolorosa attraverso il fuoco. Spesso non \u00e8 intesa letteralmente come un incendio, ma piuttosto come un augurio di rovina totale, distruzione, o di una fine tragica e definitiva che consuma tutto. \u00c8 un modo estremo per esprimere rabbia o disprezzo, desiderando la scomparsa completa e rapida della persona a cui \u00e8 rivolta.<br>In alcune varianti o contesti, pu\u00f2 anche essere legata all&#8217;idea di essere \u00abconsumato\u00bb da un male o da una condizione, fino a non lasciare traccia.<br><br><strong>A itte est chi m\u2019irroccas? Sa medichina a broccas. A itte mi frastimas? Sa medichina a tinas<\/strong> &#8211; Perch\u00e9 mi imprechi? La medicina a brocche. Perch\u00e9 mi bestemmi? La medicina a tini.<br>Questo \u00abfrastimmo\u00bb sardo non \u00e8 una semplice domanda, ma una potente maledizione che augura all&#8217;offensore una malattia grave e prolungata. La metafora della \u00abmedicina a brocche e a tini\u00bb simboleggia la necessit\u00e0 di infinite e costanti cure, indicando una sofferenza duratura.<br>\u00c8 una forma di giustizia o vendetta popolare, dove la punizione per un torto \u00e8 una lunga e tormentata afflizione fisica, proporzionata all&#8217;offesa ricevuta.<br><br><strong>A spagu ti c\u00f2santa<\/strong> &#8211; Ti possano cucire con lo spago.<br>Questa imprecazione si riferisce alla pratica di cucire i cadaveri con uno spago o filo spesso prima della sepoltura, specialmente in contesti di emergenza o quando i riti funebri erano pi\u00f9 semplici. Pertanto, augurare \u00abA spagu ti c\u00f2santa\u00bb equivale a dire: \u00abChe tu possa morire e che il tuo corpo sia cucito per la sepoltura\u00bb, implicando una morte violenta, improvvisa o comunque prematura e disonorevole, che non permetta una preparazione dignitosa.<br>In sintesi, \u00e8 un augurio di morte, spesso violenta o inaspettata, priva di cura e rispetto. (segnalato da Francesco Arzu)<br><br><strong>Ancu andisi a duas cambas e torres a camba sola<\/strong> &#8211; Che tu possa andare con due gambe e tornare con una sola gamba.<br>Questa imprecazione augura a qualcuno di subire un grave infortunio o una mutilazione fisica durante un&#8217;uscita o un viaggio, tale da menomarlo permanentemente. Non si limita a desiderare un incidente, ma proprio la perdita di un arto o una disabilit\u00e0 che alteri irreversibilmente la mobilit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita della persona.<br>\u00c8 un augurio di sofferenza fisica e invalidit\u00e0 duratura, una punizione corporea che rimarca in modo visibile il male ricevuto o l&#8217;offesa commessa.<br><br><strong>Ancu andisi pista pista e feri feri comente aiscu de Loceri<\/strong> &#8211; Che tu vada pesta pesta e gira gira come una scodella di Loceri.<br><br><strong>Ancu c&#8217;arruzzasta in unu fossu e moris de famini in viaggiu<\/strong> &#8211; Che tu possa cadere in un fosso e morire di fame in viaggio.<br>Questa \u00e8 un&#8217;imprecazione particolarmente crudele e creativa, che desidera una fine estremamente misera, solitaria e prolungata. La caduta \u00abin un fosso\u00bb simboleggia un incidente banale ma fatale, un&#8217;assenza di aiuto o di dignit\u00e0. L&#8217;idea di \u00abmorire di fame in viaggio\u00bb enfatizza un&#8217;agonia che si protrae nel tempo e nello spazio, lontano da ogni soccorso e affetto.<br>La sua peculiarit\u00e0 risiede nell&#8217;iperbole: il frastimmo suggerisce una caduta in un abisso cos\u00ec profondo e isolato che la morte per fame sopraggiunga addirittura durante la caduta stessa, prolungando all&#8217;infinito l&#8217;agonia. \u00c8 un augurio di disperazione totale, di solitudine assoluta e di un&#8217;impotenza che culmina in una morte lenta e senza possibilit\u00e0 di fuga o aiuto. (segnalata da Marco Sechi)<br><br><strong>Ancu curras cun is istintina in manos<\/strong> &#8211; Che tu possa correre con l&#8217;intestino nelle mani (segnalato da Francesca Marzo).<br><br><strong>Ancu fettes su campidanu a ginugus tira tira<\/strong> &#8211; Che possa fare il Campidano strisciando sulle ginocchia (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Ancu p\u00f2ngiasa sa gamba po pei!<\/strong> &#8211; Che usi la gamba al posto del piede.<br><br><strong>Ancu t\u2019ag\u00e0ttene in d\u2019unu lettu e sida<\/strong> &#8211; Che tu sia colto da malore in campagna (segnalata da Santina Santapazienza).<br><br><strong>Ancu t\u2019arruara sa minca a terra e da pappinti is canis!<\/strong> &#8211; Che ti possa cadere il pene in terra e lo mangino i cani.<br><br><strong>Ancu ti connoscant dae sos pes<\/strong> &#8211; Che possano riconoscerti solo dai piedi, intendendo che il resto \u00e8 bruciato (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Ancu ti enzet unu male chi no bi siet rimediu a ti sanare<\/strong> &#8211; Che ti venga una malattia e che non ci sia nessun rimedio per guarirti (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Chi ti fazza che s\u2019erba a is canis<\/strong> &#8211; Che ti faccia come l\u2019erba ai cani. Si dice cos\u00ec quando si augura a qualcuno che ci\u00f2 che mangia gli vada di traverso o che lo vomiti! (segnalata da Daniele Mostallino).<br><br><strong>Ancu ti bia m\u00e0rturu in s&#8217;ungroni po totu vide tua!<\/strong> &#8211; Che ti veda paralizzato in un cantuccio per tutta la tua vita.<br><br><strong>Ancu tindi essad&#8217;una e pibisia chi no abarri logu de ndi essiri un&#8217;antra!!!<\/strong> &#8211; Che ti esca una pustola cos\u00ec grande che non rimanga posto per uscirne un&#8217;altra.<br><br><strong>Ancu ti bengada su bremini<\/strong> &#8211; Che ti vengano i vermi.<br><br><strong>Ancu ti bengiada ua callentura de t\u2019arridai duas fittas \u2019e pani in sa schina<\/strong> &#8211; Che ti venga la febbre tanto alta da abbrustolirti due fette di pane nella schiena (segnalata da Patrizia Onida).<br><br><strong>Ancu ti carpas che canna<\/strong> &#8211; Che ti spacchi come una canna.<br><br><strong>Ancu ti pighiri una callentura fotti de ti scallai s&#8217;aneddu in su didu!<\/strong> &#8211; Che ti venga una febbre cos\u00ec alta che ti squagli l&#8217;anello nel dito (segnalata da Marco Sechi).<br><br><strong>Ancu ti pighidi ognia mali malu<\/strong> &#8211; Che ti venga ogni male cattivo.<br><br><strong>Chi no pozzasta torrai sulidu<\/strong> &#8211; Che possa mancarti il fiato (segnalato da Massimo Di Martino).<br><br><strong>Chi ti falene tanto males cantos ooso bi cherene p\u00f2 ippaccare una campana<\/strong> &#8211; Ti vengano tante malattie quante uova servono per spaccare una campana (segnalata da Elisabetta Derosas).<br><br><strong>Dolore \u2019e matta, ti enzat in die \u2019e festa!!<\/strong> &#8211; Mal di pancia ti venga in giorno di festa.<br><br><strong>Gesu Cristu ti onga 100 annus de vida&#8230; 99 mobadiu e croccau e morendi un\u2019annu e una xida<\/strong> &#8211; Ges\u00f9 Cristo ti dia 100 anni di vita, 99 malatto e coricato e un anno e una settimana di agonia (segnalato da Mocci Vittorio).<br><br><strong>Iscuricau sias in concales d\u2019ocru<\/strong> &#8211; Oscurato sii nel cavo degli occhi. In poche parole si augura la cecit\u00e0.<br><br><strong>Mancai t\u2019arruzada unu brazzu affatt\u2019e s\u2019attru<\/strong> &#8211; Che ti possa cadere un braccio dietro l\u2019altro.<br><br><strong>No po ti oli Mali, ma d\u2019ogna giru chi faidi s&#8217;arroda de sa macchina po\u2019 torrai a domu, una di de uspidali!<\/strong> &#8211; Non per volerti male ma ogni giro che fa la ruota della macchina per tornare a casa, un giorno di ospedale.<br><br><strong>Sa limba pabassada!<\/strong> &#8211; La lingua appassita.<br><br><strong>Sa manu chei sa de su milesu, chi contaiat s\u2019aranzu chin su p\u00e8<\/strong> &#8211; Che tu possa avere la mano come quella del milese (?) che contava le arance con il piede.<br><br><strong>Sas manos chi filighe naschinne<\/strong> &#8211; Le mani come la felce quando nasce. Per avere una idea, cercate una foto della felce in boccio.<br><br><strong>Sas manos che sa minca e nonnu<\/strong> &#8211; Le mani come il membro di nonno (secco, rattrappito, morto). Rivolto a chi ha le mani lunghe o non chiude la porta. (segnalata da Costantino Mongili).<br><br><strong>Sas manus siccas<\/strong> &#8211; Le mani secche.<br><br><strong>Sa matta chi ti che falet<\/strong> &#8211; Il ventre che ti scenda (ernia).<br><br><strong>Sos ojos in su piattu ke a Santa Lughia<\/strong> &#8211; Gli occhi nel piatto come Santa Lucia.<br><br><strong>Ti auguru de essi talmenti arriccu de ti podi comprai 1000 cuaddusu chi no pozzanta accudi andendi e torrendi pottendid\u00ec mexina<\/strong> &#8211; Ti auguro di essere cos\u00ec ricco da poterti comprare 1000 cavalli che non possano stare dietro ad andare e tornare portandoti medicine.<br><br><strong>Ti pighidi una guta serena<\/strong> &#8211; Ti venga una paresi con la bocca sorridente. (segnalata da Imperator Dino Pontifex Maximus).<br><br><strong>Una camba da perdasa in camminu e s\u2019attra ti da seghi su dottori!<\/strong> &#8211; Una gamba la perda in cammino e una te la tagli il dottore.<br><br><strong>Una colora e una maladia chi ti fettene cumpagnia<\/strong> &#8211; Una biscia e una malattia ti facciano compagnia (segnalata da Carlo Cabras).<br><br><strong>Unu, duos e trese, Male ti corches e pejus ti peses<\/strong> &#8211; Uno due e tre, Che ti corichi male e peggio ti alzi.<br><br><\/details>\r\n\r\n\r\n<h2>&#8212; IMPRECAZIONI SU DESTINO &#8212;<\/h2>\r\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">\r\n<summary>Clicca<br><br><\/summary>\r\n<strong>Ancu andisi de grutta in grutta che su c\u00e0schidu de bucca in bucca<\/strong> &#8211; Che tu possa andare di grotta in grotta come lo sbadiglio di bocca in bocca.<br>Questa \u00e8 un&#8217;imprecazione particolarmente originale e pungente. Non augura una morte o una sofferenza fisica diretta, ma una condizione di estrema instabilit\u00e0, disagio e mancanza di pace, che si propaga e si amplifica. L&#8217;immagine centrale \u00e8 quella dello sbadiglio:<br>&#8211; Lo sbadiglio \u00e8 involontario, spesso associato a stanchezza, noia, o malessere.<br>&#8211; \u00c8 contagioso, si diffonde rapidamente da persona a persona.<br>&#8211; Non ha una \u00absede\u00bb fissa, passa velocemente da una bocca all&#8217;altra.<br>Pertanto, l&#8217;imprecazione augura a qualcuno di:<br>&#8211; Vagare senza sosta, senza una casa o un punto fermo (\u00abdi grotta in grotta\u00bb).<br>&#8211; Essere costantemente affetto da un malessere interiore o da una stanchezza cronica (come la condizione che induce lo sbadiglio).<br>&#8211; Vedere la propria sofferenza o infelicit\u00e0 diffondersi e riverberarsi nelle vite altrui, o essere lui stesso fonte di disagio che contagia chi gli sta intorno, senza mai trovare riposo o stabilit\u00e0.<br>&#8211; Essere instabile e senza identit\u00e0 definita, proprio come lo sbadiglio che non si ferma in nessun luogo e non appartiene a nessuno.<br>In sintesi, \u00e8 un frastimmo che augura una vita di perenne irrequietezza, di contagioso malessere e di esistenza frammentata, senza mai trovare pace o stabilit\u00e0, simile a un&#8217;epidemia di disagio che si propaga.<br><br><strong>Ancu andes dae janna in janna e in neddube accattes grassia<\/strong> &#8211; Che tu vada di porta in porta e in nessun luogo trovi grazia.<br><br><strong>Ancu appes disauras, dispiagheres e maladias cantos os bi cherent a istampare una campana noa<\/strong> &#8211; Che tu abbia disgrazie, dispiaceri e malattie quanti colpi di uova ci vogliono per bucare una campana nuova.<br><br><strong>Ancu non bias mai luche \u2019e Deus<\/strong> &#8211; Che tu non possa mai vedere la luce di Dio. Che non abbia mai fortuna (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Ancu no ti torrint&#8217;a b\u00ec mancu pintau<\/strong> &#8211; Che tu non possa essere visto nemmeno dipinto.<br>Questa \u00e8 un&#8217;imprecazione che desidera l&#8217;assoluta e totale scomparsa della persona a cui \u00e8 rivolta. Non si augura solo la morte, ma una condizione di oblio cos\u00ec profondo che non ne rimanga nemmeno un ricordo, nemmeno un&#8217;immagine, un ritratto. \u00c8 un desiderio di cancellazione completa dall&#8217;esistenza e dalla memoria collettiva, come se la persona non fosse mai esistita.<br>Esprime un&#8217;intensa rabbia o disprezzo, volendo negare all&#8217;altro non solo la vita, ma anche ogni forma di permanenza o riconoscimento postumo.<br><br><strong>Ancu spaccisi sa beccesa in presoni<\/strong> &#8211; Che possa finire la vecchiaia in prigione.<br><br><strong>Ancu t\u2019accorrinti in d&#8217;unu logu strintu, de toccai a ti fai su bagnu d\u2019ogna d\u00ec po \u2018nci cappi<\/strong> &#8211; Che ti rinchiudano in un luogo cos\u00ec stretto che devi farti il bagno ogni giorno per starci.<br><br><strong>Ancu ti bia cun sa bertuledda<\/strong> &#8211; Che ti veda con la bisaccia (chiedendo l\u2019elemosina).<br><br><strong>Ancu ti bia cun dognia mala fortuna e ti spaccisi<\/strong> &#8211; Che possa vederti con ogni fortuna avversa e cos\u00ec ti consumi.&lt;br<br><strong>Ancu ti bia cun dognia disgrazia!<\/strong> &#8211; Che ti veda con ogni disgrazia.<br><br><strong>Ancu ti manchet su pane, s\u2019abba e su fogu<\/strong> &#8211; Che ti manchi il pane, l\u2019acqua e il fuoco (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Chi ti pighidi scraffingiu a is ogus e is manus a canciofa<\/strong> &#8211; Che ti venga prurito agli occhi e le mani come carciofi.<br><br><strong>Ancu ti ponganta in pitzus de unu molenti e ti nci scudanta in su peus logu<\/strong> &#8211; Che ti trasportino a dorso di un asino e ti scaraventino nel peggior luogo.<br><br><strong>Ancu torres a nudda<\/strong> &#8211; Che tu possa ritornare a nulla.<br><br><strong>Bae in oramala<\/strong> &#8211; Vai in malora.<br><br><strong>Cantas sunu sas pummas de sa pudda, annadas malas e maledisciones ti calent<\/strong> &#8211; Quante sono le piume della gallina, annate cattive e maledizioni ti vengano (segnalato da Harry Angel).<br><br><strong>Mal\u2019accabbu fezzasta<\/strong> &#8211; Che tu possa fare una brutta fine (segnalato da Massimo di Martino).<br><br><strong>Mala Jana ti jucat<\/strong> &#8211; Cattiva Jana ti porti. Le janas sono le fate sarde. Queste potevano portare del bene o male alle persone.<br><br><strong>Mancai fezzasta s\u2019andada e su fumu e sa torrada de s\u2019Andrea Doria<\/strong> &#8211; Che possa fare l\u2019andata del fumo e il ritorno dell\u2019Andrea Doria.<br><br><strong>Ti auguru de accabai in una presoni aicci strinta ca ti deppisi segai sa braba d\u2019ogna d\u00ec po doi capi<\/strong> &#8211; Ti auguro di finire in una prigione cos\u00ec stretta che ti devi tagliare la barba per starci dentro. (segnalata da Hermione Miao).<br><br><\/details>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.contusu.it\/proverbi-sardi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10956\" src=\"https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi-300x300.png 300w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi-150x150.png 150w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi-768x768.png 768w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi-640x640.png 640w, https:\/\/www.contusu.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scopri-i-proverbi-sardi.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\r\n\r\n<h2>&#8212; IMPRECAZIONI SU MORTE\/SCOMPARSA&#8211;<\/h2>\r\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">\r\n<summary>Clicca<br><br><\/summary>\r\n<strong>A perdas pizzighese<\/strong> &#8211; Che tu possa essere lapidato (segnalato da Gabriella Lucchesu).<br><br><strong>Aicci castis is froris de is arrexinas<\/strong> &#8211; Cos\u00ec possa guardare i fiori dalle radici. Dedicato a chi ti guarda storto.<br><br><strong>Aicci potzasta pappai cun frocchitta de pratta<\/strong> &#8211; Si narra che ai condannati a morte della citt\u00e0 di Cagliari venisse servito l\u2019ultimo pasto in stoviglie d\u2019argento. (segnalato da Federico Casti).<br><br><strong>Ancu andisi che su cinisciu<\/strong> &#8211; Che tu possa andare come la cenere.<br>Questa imprecazione augura a qualcuno di dissolversi e scomparire completamente, senza lasciare traccia, proprio come la cenere che il vento disperde. \u00c8 un desiderio di annientamento totale, non solo fisico ma anche della memoria o dell\u2019influenza della persona. Non si augura solo la morte, ma una fine che non lasci nulla dietro di s\u00e9, n\u00e9 un ricordo, n\u00e9 un\u2019eredit\u00e0.<br>Esprime un profondo disprezzo e il desiderio che la persona sia completamente cancellata, come se non fosse mai esistita, quasi polverizzata e portata via per sempre.<br><br><strong>Ancu andisi e no torristi<\/strong> &#8211; Che tu possa andare e non tornare.<br>Questa \u00e8 un\u2019imprecazione diretta e potente che augura l\u2019assoluta e definitiva scomparsa della persona a cui \u00e8 rivolta. Non si limita a desiderare che qualcuno vada via, ma implica una partenza senza ritorno, che sia attraverso la morte, un allontanamento irreversibile, o una completa sparizione.<br>Esprime un desiderio di cancellazione totale e permanente dalla vita di chi la pronuncia, un taglio netto e irrimediabile, come se la persona non dovesse pi\u00f9 esistere o incrociare mai pi\u00f9 il proprio cammino.<br><br><strong>Ancu andisi e non torris e ndi torri scetti su nomini iscrittu in su giornali<\/strong> &#8211; Che tu vada e non ritorni e torni solo il tuo nome scritto nel giornale.<br>Questa imprecazione non solo augura una scomparsa definitiva e senza ritorno, ma aggiunge un elemento di tragicit\u00e0 e disonore pubblico. \u201cTornare solo il nome scritto sul giornale\u201d \u00e8 un chiaro riferimento alla notizia della morte della persona pubblicata sul necrologio.<br>\u00c8 un augurio estremamente severo che desidera:<br>&#8211; Una morte inaspettata o violenta che venga riportata dai media.<br>&#8211; L\u2019assenza di un ritorno fisico, segnando una rottura totale e irreversibile.<br>&#8211; Una forma di pubblica registrazione della fine, priva di ogni dignit\u00e0 o ricordo affettuoso, ma ridotta a una semplice notizia. In sintesi, \u00e8 un frastimmo che augura la morte e la successiva, fredda, notizia della scomparsa, negando qualsiasi forma di ritorno, di presenza o di ricordo personale significativo.<br><br><strong>Ancu non t\u2019arb\u00e9sciada sa d\u00ec de crasi<\/strong> &#8211; Che non veda l\u2019albeggiare di domani.<br><br><strong>Ancu intret sa ruche in dommo tua<\/strong> &#8211; Che entri la croce in casa tua.<br><br><strong>Ancu ti nci pappinti is porceddas<\/strong> &#8211; Che ti divorino le scrofe.<br><br><strong>Ancu ti ponganta in sa mesa!<\/strong> &#8211; Che distendano il tuo cadavere sul tavolo.<br><br><strong>Ancu si che morzada in unu mamentu e unfradu che su pane lentu l\u2019agattene<\/strong> &#8211; Che possa morire in un momento e lo trovino gonfio come il Pane Lentu (\u00e8 un prodotto della lavorazione del pane carasau).<br><br><strong>Ancu sias isperdiu, tue e sa zenerassione tua, chi no s\u2019accattet prus radichina<\/strong> &#8211; Che possa venir disperso tu e la generazione tua, che non si trovi pi\u00f9 radice.<br><br><strong>Ancu siast spredtziau in su fogu et fitiperiau sempiri po sempiri<\/strong> &#8211; Che tu sia disperso tra le fiamme e insultato per l\u2019eternit\u00e0. (segnalata da Graziella Pinna Arconte).<br><br><strong>Ancu ti carrarjen<\/strong> &#8211; Che ti coprano di pietre e di frasche. (Che ti ammazzino e nascondano il tuo cadavere).<br><br><strong>Ancu ti facan a pedichinos<\/strong> &#8211; Che ti facciano a gelatina.<br><br><strong>Ancu ti pachet sa morte sa bidda<\/strong> &#8211; Che ti paghi la morte la citt\u00e0 (ridotto in miseria).<br><br><strong>Ancu ti ponganta peis a genna e conca in su muru<\/strong> &#8211; Possano metterti con i piedi verso la porta e la testa verso il muro (posizione della salma in attesa di essere inumata).<br><br><strong>Ancu ti pighinti in quattru<\/strong> &#8211; Che ti prendano in quattro, intendendo i quattro che portano la bara del morto. (segnalata da Barbara Dess\u00ec).<br><br><strong>Ancu ti possiani aciap\u00e0 moltu in lu riu, cuss\u00ec ki li cani ani da b\u00ec e magn\u00e0!<\/strong> &#8211; Che ti possano trovare nel fiume, cos\u00ec che i cani abbiano da bere e da mangiare (segnalato da Nino Sardonico).<br><br><strong>Ancu ti sparidi sa giustizia<\/strong> &#8211; Che ti spari la giustizia.<br><br><strong>Ancu t\u2019ia mortu a balla!<\/strong> &#8211; Che ti veda ucciso da una fucilata.<br><br><strong>Ancu t\u2019agg\u00e0tene spistiddau, mortu e iscorgiau<\/strong> &#8211; Che ti trovino con la nuca fracassata, morto e scorticato.<br><br><strong>Ancu t\u2019ag\u00e0ttene strag\u00e0u a balla!<\/strong> &#8211; Che ti trovino straziato dalle fucilate.<br><br><strong>Ancu t\u2019agattinti cra manzana imbuligau in d\u2019unu lanzoru aintru a unu baule<\/strong> &#8211; Che ti trovino domani mattina avvolto in un lenzuolo dentro una bara.<br><br><strong>Bai e chi andis che su pilu \u2018e su pilloni<\/strong> &#8211; Va e che tu vada come le piume dell\u2019uccello (Che sii disperso).<br><br><strong>Bai e chi ti sianta contaus is passus<\/strong> &#8211; Vai e che ti siano i passi contati.<br><br><strong>Chi non t\u2019arbescat sa die \u2019e cras<\/strong> &#8211; Che non possa vedere l\u2019alba di domani.<br><br><strong>Chi non t\u2019iscurichet sa die de oe<\/strong> &#8211; Che tu non possa vedere il tramonto di oggi.<br><br><strong>Chi t\u2019interrinti biu po sa pressi<\/strong> &#8211; Che ti sotterrino vivo per la fretta.<br><br><strong>Chi ti occiada su sidi conca a s\u2019aqua!<\/strong> &#8211; Che tu possa morire di sete quando ormai sei giunto alla sorgente d\u2019acqua.<br><br><strong>Chi ti pozzas squartarai in d\u2019unu muru e candu ti ciccanta, non t\u2019agattinti, poitta ti piganta po sa pubblicidadi de is tamattasa<\/strong> &#8211; Che ti possa schiantare su un muro e quando ti cercano, non ti trovino, perch\u00e9 ti confondono con la pubblicit\u00e0 dei pomodori.<br><br><strong>Corfu \u2019e balla ehi ti trunchet sa bena e su coro<\/strong> &#8211; Colpo di palla che ti tronchi la vena del cuore.<br><br><strong>Dae su lettu a su baulu fatzasta<\/strong> &#8211; Che tu faccia dal letto alla cassa da morto. (segnalata da Zeno Veruti).<br><br><strong>Fogu t\u2019abruxidi e su bentu ci tiridi a casinu su cinixu<\/strong> &#8211; Il fuoco ti bruci e il vento sparga lontano la cenere (segnalato da Fabio Marduk Ardu).<br><br><strong>Is ossusu in pruini nd\u2019aregolla su Dottori<\/strong> &#8211; Le ossa in polvere raccolga il dottore.<br><br><strong>Lumbara e spistiddara<\/strong> &#8211; Fatta a pezzi e con la nuca fracassata (segnalata da Martina Dess\u00ec).<br><br><strong>Mancai siasta oi sazau e crasi interrau<\/strong> &#8211; Che tu possa essere oggi sazio e domani sepolto.<br><br><strong>Mancari dures comente unu punzu de sale in s\u2019abba callente<\/strong> &#8211; Che tu possa durare come un pugno di sale nell\u2019acqua bollente. (segnalata da Santina Santapazienza).<br><br><strong>Oliau siast<\/strong> &#8211; Oliato sia. Per l\u2019olio si intende quello della estrema unzione.<br><br><strong>Raju ti falet e non bi codiet prughere<\/strong> &#8211; Raggio (fulmine) ti piombi addosso e non ci lasci polvere (di te).<br><br><strong>S\u2019anima ti \u2019ndi bessat<\/strong> &#8211; L\u2019anima ti esca, ti abbandoni.<br><br><strong>S\u2019andar\u2019\u2019e Jaju<\/strong> &#8211; L\u2019andata di Nonno&#8230; (segnalata da Vincenzo Piras).<br><br><strong>Sa basca de Cragallu, ca ddi funti abbaradasa scetti is accioasa \u2019e is crappitasa<\/strong> &#8211; Possa provare il caldo che prov\u00f2 Cragallu, a cui rimasero solo i chiodi delle scarpe intendendo che il resto \u00e8 bruciato (segnalato da Piero Cossu).<br><br><strong>Sa fune, su boja e tottu sa cavalleria<\/strong> &#8211; La corda, il boia e tutta la cavalleria. Cio\u00e8: la corda per appiccarti, il boia per tirar la corda, e la cavalleria di guardia intorno alla forca.<br><br><strong>Sa mazza in prazza e sa frisciura in crabettura<\/strong> &#8211; L\u2019intestino in cortile e le interiora nel tetto.<br><br><strong>Sa prossim\u2019orta chi bessis de dommu siada appalas de sa cruxi<\/strong> &#8211; La prossima volta che esci da casa che possa essere dietro la croce.<br><br><strong>Santa Bibbiana, Ancu morjas de gana, O ti surbet s\u2019arrana<\/strong> &#8211; Santa Bibbiana, Che tu muoia di fame, O ti succhielli la rana.<br><br><strong>Si t\u2019ag\u00e0tas prenu de appetitu ti \u00e0nzat unu frittu e morzas ululande<\/strong> &#8211; Se ti trovi a mangiare pieno di appetito, ti venga un brivido di freddo e possa morire ululando.<br><br><strong>Siccau t\u2019agattene; Siccu sias<\/strong> &#8211; Ti trovino secco (segnalata da Vincenzo Piras).<br><br><strong>Su corpu a sos corbos, s\u2019anima a sos dimonios<\/strong> &#8211; Il corpo ai corvi e l\u2019anima ai demoni.<br><br><strong>Su Credo cantau chi ti neue iss\u2019oricra, cantu prus innantis<\/strong> &#8211; Il Credo cantato che ti dicano all\u2019orecchio, quanto pi\u00f9 presto. Il Credo vien cantato nei funerali, vicino alla bara del defunto.<br><br><strong>Squattarau siasta<\/strong> &#8211; Che tu sia squartato.<br><br><strong>S\u2019urtimu<\/strong> &#8211; L\u2019ultimo. Solitamente si dice quando uno starnutisce forte, nel senso che sia l\u2019ultimo che fa in vita.<br><br><strong>Su predi a mengianu e is froris a mer\u00ec<\/strong> &#8211; Il prete di mattina e i fiori di sera.<br><br><strong>Ti auguru de ci campai a 100 annusu: 99 annusu palasa a terra e un annu morendi<\/strong> &#8211; Ti auguro di campare cento anni, novantanove schiena a terra e uno morendo.<br><br><strong>Ti auguru cent\u2019annus de vida. norantanoi maladiu e unu preghendi a morri<\/strong> &#8211; Ti auguro cent\u2019anni di vita, novantanove malato e uno pregando per morire.<br><br><strong>Ti auguru de bivi cent\u2019annusu: norantanoi pesa e crocca e unu in agonia<\/strong> &#8211; Ti auguro di vivere cent\u2019anni di vita. Novantanove malato e uno in agonia. (segnalata da Hermione Miao).<br><br><strong>Ti doppiasta scidai fridu<\/strong> &#8211; Ti dovevi svegliare freddo (un augurio di morte). (segnalato da Gianfranco Erriu).<br><br><strong>Ti sicchidi su soli e su bentu ti sonidi is ossus<\/strong> &#8211; Il sole ti secchi ed il vento ti faccia suonare le ossa.<br><br><\/details>\r\n\r\n<h2>&#8212; IMPRECAZIONI GENERICHE&#8211;<\/h2>\r\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">\r\n<summary>Clicca<br><br><\/summary>\r\n<strong>Aicci siada su ziu chi m\u2019iddai bendia<\/strong> &#8211; Riferito a chi vende la frutta marcia all\u2019interno. (segnalata da Barbara Dess\u00ec).<br><br><strong>Aicci ti ghettinti su pani<\/strong> &#8211; Cos\u00ec ti lancino il pane. Usata per riprendere una persona che invece di passarti delicatamente un oggetto te lo lancia. Voleva indicare una situazione di stenti estremi dove il pane duro veniva lanciato con disprezzo a chi ne era bisognoso.<br><br><strong>Ancu ti currat in fattu<\/strong> &#8211; Che ti corrano dietro.<br><br><strong>Ancu ti gioghinti de centu e una stoccara<\/strong> &#8211; Possano colpirti con cento e una coltellata (segnalata da Carlo Rosas).<br><br><strong>Ancu ci torrisi in su cunnu<\/strong> &#8211; Che tu possa rientrare da dove sei stato partorito (segnalato da Vincenzo Piras).<br><br><strong>Appicc\u00e0du siast in die de sole e untu a mele<\/strong> &#8211; Che tu possa essere appeso in d\u00ec di sole e unto col miele.<br><br><strong>Azzapula, azzapula, feri, feri&#8230; andisti!!!<\/strong> &#8211; Cadi cadi, sbatti sbatti tu possa andare. (segnalata da Gabriella Seu).<br><br><strong>Cantu dura su sonu campe su padronu<\/strong> &#8211; Quanto dura il suono duri il padrone. Si dice solitamente a chi scorreggia.<br><br><strong>Che in sa cadriga de Santu Larenzu ti che ponzana a fogu lentu<\/strong> &#8211; Che ti mettano a fuoco lento nella graticola di San Lorenzo.<br><br><strong>Chi passidi a mei e bengada a tui<\/strong> &#8211; Che (questo fastidio, dolore, etc.) passi a me e venga a te. Si usa solitamente quando qualcuno sminuisce le nostre lamentele per qualche malanno.<br><br><strong>Chi tengasa s\u2019arrisu de is crabittus in d\u00ec e\u2019 Pasca<\/strong> &#8211; Che possa avere il sorriso delle caprette nel giorno di Pasqua. (segnalata da Virginia Piras).<br><br><strong>Chi ti pighiri su dimmoniu in dommu tua a intra\u2019\u00e8 notti!!<\/strong> &#8211; Che ti porti via il demonio in casa tua nella notte.<br><br><strong>Corpu \u2019e balla<\/strong> &#8211; Colpo di palla. Che tu sia colpito da una fucilata! Si usa spesso come intercalare.<br><br><strong>Corpu \u2019e balla a s\u2019ischina<\/strong> &#8211; Colpo di palla alla schiena.<br><br><strong>Deus ti mantenzat e sos santos ti addobbene<\/strong> &#8211; Dio ti mantenga e i santi ti picchino.<br><br><strong>Dogna curva un\u2019orroda<\/strong> &#8211; Ad ogni curva (si stacchi) una ruota, usato quando uno guida imprudentemente rischiando di investire la gente. (segnalata da Francesco Arzu).<br><br><strong>Fogu ti pichidi e acqua t\u2019ammachidi<\/strong> &#8211; Possa prendere fuoco e mancarti l\u2019acqua.<br><br><strong>In culu setti agus ti passinti<\/strong> &#8211; Diretta a qualcuno che si lamenta perch\u00e9 non riesce a passare per la strada.<br><br><strong>Is barras cancaradas<\/strong> &#8211; Anche semplicemente \u00ab<strong>Is barras<\/strong>\u00ab. Ti possano cadere le mascelle. Solitamente riferito a qualcuno che bestemmia. (segnalato da Diego Cotza).<br><br><strong>Is manus cancaradas e impromittias a sant\u2019arega<\/strong> &#8211; Le mani rattrappite e promesse a Santa Greca.<br><br><strong>Is manus che su sagrestanu de sant\u2019arega, ca sonada is campanas cun is dentis<\/strong> &#8211; Le mani come il sacrestano di Santa Greca, che suonava le campane con i denti.<br><br><strong>Is manus che ziu Pinna, una de ferru e s\u2019attra de linna<\/strong> &#8211; Le mani come zio Pinna (?), una di ferro e l\u2019altra di legna.<br><br><strong>Is manus purdiadas<\/strong> &#8211; Le mani putrefatte.<br><br><strong>Is ogus arrutus<\/strong> &#8211; Gli occhi ti cadano. Solitamente si dice contro chi fa il malocchio o guarda storto.<br><br><strong>Is ogus puntus<\/strong> &#8211; Gli occhi punti. Solitamente si dice contro chi fa il malocchio o guarda storto.<br><br><strong>Istoccada<\/strong> &#8211; Stoccata ti diano, coltellata.<br><br><strong>Istrale<\/strong> &#8211; Ascia. Lapidario. Si pu\u00f2 aggiungere in genere \u00aba conca\u00bb (in testa) o \u00aba tzugu\u00bb (nel collo) (segnalata da Vincenzo Piras). <strong>L\u2019alenu d\u2019unu ammazzia l\u2019altu<\/strong> &#8211; Il respiro di uno uccida l\u2019altro.<br><br><strong>Lampu ddi calidi!<\/strong> &#8211; Che gli scenda un lampo (segnalato da Andrea Nonnis).<br><br><strong>Maleittu chie ti fachet bene<\/strong> &#8211; Maledetto chi ti fa del bene.<br><br><strong>Maleitta s\u2019aima chi ti cheret bene<\/strong> &#8211; Maledetta l\u2019anima che ti vuol bene.<br><br><strong>Maladittu su latti chi ti sesi buffau candu sesi nasciru!<\/strong> &#8211; Maledetto il latte che hai bevuto quando sei nato. (segnalato da Gianni Mura).<br><br><strong>Malas pascas chi fettas<\/strong> &#8211; Che tu possa passare delle brutte feste (segnalato da Antonio Regnum Sardiniae Pira).<br><br><strong>Mancai ti pighinti a stoccasada de canna prea de arena<\/strong> &#8211; Che ti prendano a coltellate con una canna con la punta piena di sabbia.<br><br><strong>Mancai ti spizzullidi s\u2019Axra<\/strong> &#8211; Che ti possa pizzicare l\u2019Argia (ragno velenoso) (segnalata da Fabio Mulas).<br><br><strong>Mancu ki no bidasa lughe in totta vida e si la idese ki siede mamma dua brujende<\/strong> &#8211; Che tu non possa vedere mai luce nella tua vita e se la vedi che sia tua madre che brucia.<br><br><strong>No esti po d\u2019olli mali ma chi du biemmu allupendi du cumbidammu una tassa de abba<\/strong> &#8211; Non \u00e8 per volergli male ma se lo vedevo affogando gli offrivo un bicchiere d\u2019acqua.<br><br><strong>Pagami Deu!<\/strong> &#8211; Pagami Dio! Pi\u00f9 che imprecazione questa \u00e8 una invocazione sacrilega. Si chiede l\u2019aiuto di Dio nella vendetta contro qualcuno che ci ha offeso. Si usa anche in segno di ringraziamento allorch\u00e9 si apprende qualche disgrazia accaduta al nemico, all\u2019offensore.<br><br><strong>Poborittu chi potada un\u2019oghu de zappu e una gamba de figu!<\/strong> &#8211; Poveretto se aveva un occhio di stracci e una gamba di legno di fico. In risposta a qualcuno che dice \u201cPoveretto quello\/a\u201d.<br><br><strong>S\u2019arrisu e s\u2019arenada, chi s\u2019est opetta e no s\u2019est prus serrada<\/strong> &#8211; Il sorriso della melagrana, che si \u00e8 aperta e non si \u00e8 pi\u00f9 chiusa.<br><br><strong>S\u2019arrisu de s\u2019arenada chi cando s\u2019\u00e8 cotta s\u2019\u00e8 crepada<\/strong> &#8211; Il sorriso della melagrana che quando matura si spacca. Si dice quando qualcuno ride a sproposito.<br><br><strong>S\u2019arrisu de s\u2019angioni in d\u00ec de pasca<\/strong> &#8211; Il sorriso dell\u2019agnello nel giorno di Pasqua.<br><br><strong>S\u2019arrisu t\u2019andidi in prantu<\/strong> &#8211; Il ridere si trasformi in pianto. Quando qualcuno ride a sproposito.<br><br><strong>S\u2019enna de su baullu!<\/strong> &#8211; La porta della bara. Da dire quando qualcuno non chiude la porta.<br><br><strong>Sa giustissia ti \u00e8ndada a s\u2019incantu<\/strong> &#8211; La giustizia ti venda all\u2019incanto.<br><br><strong>Salude e trigu a carras, e cumente tronat in chelu ti tronente sas barras<\/strong> &#8211; Salute e grano a stai, e come tuona in cielo ti tuonino (?) le mascelle.<br><br><strong>Saludi a su bessiu e fogu a su biu<\/strong> &#8211; Salute al suono e fuoco al vivo. Si dice solitamente a chi scorreggia.<br><br><strong>Saludi a su sonu e fogu a s\u2019istrumentu!<\/strong> &#8211; Salute al suono e fuoco allo strumento. Si dice solitamente a chi scorreggia.<br><br><strong>\u2019Stizia ti pighidi<\/strong> &#8211; La giustizia ti catturi (segnalata da Giulia Chillocci).<br><br><strong>Su Diaulu sa mama chi t\u2019\u00e0 fattu<\/strong> &#8211; Al Diavolo la madre che ti ha fatto.<br><br><strong>Su Diaulu chie ti reghet in terra<\/strong> &#8211; Al diavolo chi ti regge sulla terra.<br><br><strong>Su Dialu chiea prima t\u2019hat battili a su mundu<\/strong> &#8211; Al diavolo chi prima ti port\u00f2 al mondo.<br><br><strong>Su pidu piu piu cantu dura su fragu duristi biu<\/strong> &#8211; Lo scorreggio piu piu quanto dura la puzza possa durare tu vivo. Solitamente riferito a chi scorreggia.<br><br><strong>Ti calente tantos rajos cantu fotzas nanniga su entu<\/strong> &#8211; Ti possano colpire tanti fulmini quante foglie riesce a muovere il vento.<br><br><strong>Ti \u2019nde falene duos rajos, unu mannu e unu minore, ei su minore chi non lasse logu a su mannu<\/strong> &#8211; Ti colpiscano due fulmini, uno grande e uno piccolo, e quello piccolo che non lasci posto al grande.<br><br><strong>Zaccau siasta<\/strong> &#8211; Che tu possa spaccarti.<br><br><\/details>\r\n\r\n<h2>&#8212; IMPRECAZIONI ARTICOLATE &#8212;<\/h2>\r\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">\r\n<summary>Clicca<br><br><\/summary>\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>A: Bazzi in bon\u2019ora!<\/strong><br><strong>B: Donzi passu una colora!<\/strong><br><strong>A: Una colora e una malattia chi ti fettan cumpanz\u00eca!<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>A: Fai\/fate buon viaggio. (Sarcastico)<br>B: Che tu possa incontrare un serpente ad ogni passo che farai lungo il cammino!<br>A: Un serpente e una malattia siano le tue compagne di viaggio!<br>(segnalato da Antonio Regnum Sardiniae Pira)<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Da cantos pisches at su regnu marinu,<br>a cantos puzones bolant in s\u2019aera,<br>a cantas untzas pesat su terrinu;<br>da cantos frores bessint in beranu,<br>a cantos coros palpitant in sinu,<br>ancu non bias mura ne cota n\u00e9 froria;<br>da cantu in mill\u2019annos b\u2019at minutos,<br>gai ti calent lampos e tronos allutos\u2026<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Sii colpito dalla malasorte \u2013 tante volte quanti pesci ci sono nel mare,<br>quanti uccelli volano nell\u2019aria,<br>quante once pesa la Terra,<br>quanti fiori sbocciano in primavera, quanti cuori palpitano in seno,<br>cos\u00ec tante volte tu non possa vedere le more ne mature ne fiorite;<br>tante volte quanti minuti vi sono in mille anni,<br>cos\u00ec scendano su di te lampi e tuoni accesi\u2026<br>(segnalato da Antonio Regnum Sardiniae Pira)<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Frastimu ma no isciu frastimai<br>Ca Deus no m\u2019hat donau su talentu.<br>Ancu si pesit unu fogu tentu<br>E no ndi dhu studit s\u2019acua de su mari!<br>Su palatzu torrit fundu a susu<br>Cun sa teulada a fundamentu<br>E su fundamentu a pat\u2019e susu.<br>Sa ruxi potint ainanti e a tui avatu!<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Impreco, ma io non so imprecare<br>Ch\u00e9 Dio non mi ha concesso il talento.<br>Possa scoppiare un forte incendio<br>Che non lo spenga l\u2019acqua del mare!<br>Il palazzo si possa rovesciare<br>Con il tetto come fondamenta<br>E le fondazione al di sopra.<br>Vada avanti la croce e tu dietro<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Cumenti fai a nci dhus bogai<br>ancora no tengu bidea<br>Ancu dhis pighit una diarrea<br>Cumenti hiat a praxi a mei:<br>Is pantalonis a brutz\u2019e pei<br>Pot\u00e9ssint acapiaus!<br>&#8230;De sanguni calit un\u2019arr\u00ecu<br>De is venas de cussa cumpang\u00eca<br>In modu chi sa genti in sa \u2018ia<br>No potzat mancu passai!<br>&#8230; De maistrali si pesit un\u2019araxi<br>Chi ndi pinnighit custa cumpang\u00eca!<br>Ancu intenda campanas sonendi<br>Po sa moti de is barracelus!<br>E candu sentzat su bentu<br>In bidha f\u00e0tzanta lamentu<br>Ca no dhusu bolinti interrai.<br>E funti pudescendi giai!<br>Sa genti sigat a nai:<br>est frastimu de tziu Antinu!<br>Pigai subitu unu cadinu<br>E cicai de dhus arregoli<br>Ca mancu nosu hestus a boli<br>A si lassai fuliaus<br>Fintzas a essi isfiguaraus<br>De is canis o de is crobus!<br>Obetus potint is ogus<br>Ma no bianta mancu su soli!<br>Ancu dhus pongant a moli<br>Che burricus, a notti intera!<br>Benimindi, su Capitanu:<br>Ancu preghist a bivi sanu<br>E a mitadi ti seghisti!<br>A su barracelu C.:<br>In donnia pilu unu gur\u00f2ni<br>Chi no ti lessit tranquilu!<br>M\u2019iscaresc\u00eca de M.<br>Satzau de petza de angi\u00f2ni<br>Chi hessisti potziu cherpai!<br>Naru a su barracelu L.:<br>Dexiottu po\u2019 ti nci tr\u00f2ci<br>Imbodhicau in d\u2019unu cappottu!<br>Po\u2019 ti nci tr\u00f2ci dexi\u00f2ttu!<br>A tui C. E.:<br>Piscau de mari cun d\u2019una arretza<br>Cun is ossus foras de pari.<br>Cun d\u2019un\u2019arretza piscau!<br>Ab\u00e0rranta M.e C.:<br>Mancu a fustigu si t\u00f2ccu<br>Ca no seis genti fidada!<br>Barracelus de Crabonaxa,<br>Chi seis genti intelligenti<br>No s\u2019estis a depi offendi.<br>E no timais po\u2019 is frastimus<br>Ca no seis bos\u00e0turus is primus<br>Chi deu hapu frastimau!<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Come fare per cacciarli via<br>Ancora non ne ho idea<br>Che prendano una diarrea<br>Come piacerebbe a me:<br>Pantaloni legati alle caviglie<br>Portassero legati!<br>Scorra un fiume di sangue<br>Dalle vene di quella compagnia<br>In modo la gente per strada<br>Non possa pi\u00f9 passare!<br>Si levi il vento di maestrale<br>Che porti via questa compagnia!<br>Possa sentire campane suonare<br>Per la morte delle guardie campestri!<br>E quando si calma il vento<br>In paese elevino un lamento<br>Perch\u00e9 non li vogliono seppellire.<br>E stanno puzzando gi\u00e0!<br>La gente continui a dire:<br>\u00c8 imprecazione di tziu Antinu!<br>Prendete subito un cesto<br>E cercate di raccoglierli<br>Ch\u00e9 neppure noi vorremmo<br>Essere lasciati buttati<br>Fino ad essere sfigurati<br>Dai cani o dai corvi!<br>Abbiano gli occhi aperti<br>Ma non vedano neppure il sole!<br>E li mettano a macinare<br>Come asini tutta la notte!<br>E che dire del Capitano:<br>E debba pregare per vivere sano<br>E possa romperti a met\u00e0!<br>Alla guardia campestre C.:<br>In ogni pelo un foruncolo<br>Che non ti lasci tranquillo<br>Mi dimenticavo di M.<br>Abbuffato con carne d\u2019agnello<br>Che tu potessi scoppiare!<br>Dico alla guardia campestre L.:<br>Diciotto per spostarti<br>Avvolto in un cappotto!<br>Per spostarti diciotto!<br>A te, C. E.:<br>Ripescato dal mare con una rete<br>Con le ossa dislocate.<br>Con una rete pescato!<br>Rimangono M. e C.:<br>Io non vi tocco neppure a bastoncino<br>Perch\u00e9 non siete gente di fiducia!<br>Le guardie campestri di Villasimius,<br>Se siete gente intelligente<br>Non dovreste offendervi.<br>E non abbiate paura delle imprecazioni<br>Che non siete voi i primi<br>Contro i quali ho imprecato<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>A su chi mi nd\u2019hat furau su tascapani<br>No d\u2019abastit sa vida po dhu spaciai<br>Bessendi sa limosina a cicai<br>De pota in pota. Dhi \u2018onganta su pani<br>Ma totus dhu tengant a ischivu<br>E i si dhu \u2018etint a terra che a cani<br>Siat cussu feti s\u2019impiegu<br>E cichit de si prandi sendi intzegu!<br>Gei dhu sc\u00ecat ca po mei est unu dannu<br>Si mi ndi furat tascapani e cantzoni.<br>Sa vida passit in penas e affannu<br>E torrit m\u00e0turu in totu sa personi.<br>Sa giustitzia dhu serrit in presoni<br>Condennau a vida o a trint\u2019annus<br>De ndi bessiri siat isfiduciau<br>E a s\u2019acabu de is trinta, impiccau!<br>Giai chi fuedhu, fuedhu mali<br>Poita ca sentu meda su dolori:<br>Sa vida passit in manus de dottori<br>E de s\u2019unu a s\u2019ateru spidali,<br>no agatinti mexina po\u2019 su mali,<br>no si cumprendat mancu chi est tumori<br>n\u00e9 cali est sa vera malad\u00eca<br>e dhu depant sumeti a s\u2019autops\u00eca!<br>Po\u2019 frastimai, nci bessu a sa deretta<br>Ca Deus m\u2019hat donau su talentu:<br>Ancu dhi pungiant is ossus a saetta,<br>Abruxau siat che santu Larentu<br>Ndi dhu potint a arrogus a carruciu<br>De logh\u2019e bidha o de una tzitadi<br>E apustis motu no agatit piedadi!<br>Sa moti dhi fatzat malu giogu<br>E no dhi lessit bisur\u2019e cristianu.<br>Acantu bivit dhui passit fogu.<br>Coiau siat, giovunu o antzianu,<br>no si cumprendat mancu in cali logu,<br>apparixau e torrau in cin\u00ecxu,<br>sa moti est passata che malu man\u00ecxu.<br>De frastimai, no hap\u2019a ismitti mai,<br>A su chi m\u2019hat furau is iscrittus:<br>De lampus, l\u00e0ndiri e tronus<br>Dh\u2019ag\u00e0tinti sententziau.<br>De custus malis intendant is sonus,<br>Cun pressi manna e a l\u00e8sturu,<br>In bidha siat o in su campu<br>Dh\u2019agatint abruxau de unu lampu!<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>A colui che mi ha rubato il tascapane<br>Non gli basti la vita per consumarlo<br>Andando a chiedere l\u2019elemosina<br>Di porta in porta. Gli diano il pane<br>Ma l\u2019abbiano tutti a schif\u00eco<br>E glielo buttino per terra come un cane<br>E abbia solo quell\u2019impiego<br>E cerchi di saziarsi da ammalato<br>Sapeva bene che per me sono danni<br>Quando ruba il tascapane e la canzone.<br>Passi la vita in pene e affanni<br>Resti paralizzato in tutta la persona<br>La giustizia lo rinchiuda in prigione<br>Condannato a vita o a trent\u2019anni<br>Perda la speranza di uscirne<br>E alla fine dei trenta, sia impiccato!<br>Poich\u00e9 parlo, io parlo male<br>Perch\u00e9 sento molto il dolore:<br>Passi la vita in mano dei dottori<br>E dall\u2019uno all\u2019altro ospedale,<br>Non trovino rimedio per il male<br>Non si capisca neppure se \u00e8 tumore<br>N\u00e9 qual\u2019\u00e8 la vera malattia<br>E lo debbano sottomettere all\u2019autopsia!<br>Per imprecare, vado sempre dritto<br>Perch\u00e9 Dio me ne ha dato l\u2019ingegno:<br>Che gli pungano le ossa con la freccia<br>Bruciato come San Lorenzo<br>Lo portino a pezzi in carriola<br>Da un paese o da una citt\u00e0<br>E dopo morto non trovi piet\u00e0!<br>La morte gli faccia un brutto scherzo<br>E non gli lascia sembianza di cristiano.<br>Dove abita possa passare il fuoco.<br>Sia sposato, giovane o anziano,<br>Non si capisca neppure in quale luogo<br>Appianato e ridotto in cenere,<br>La morte \u00e8 passata come brutto lavoro.<br>D\u2019imprecare, non smetter\u00f2 mai,<br>Contro chi m\u2019ha rubato gli scritti:<br>Da fulmini, grandine e tuoni<br>Lo trovino sentenziato<br>Di questi mali si sentano i suoni,<br>In fretta e in tutta sveltezza<br>Si trovi in paese o in citt\u00e0<br>Lo trovino bruciato da un lampo<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">6.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Males chi ti \u2019enzan<br>Canta rena b\u2019hat in mare<br>Cant\u2019isteddos b\u2019hat in chelu<br>Cantas fozas movet bentu<br>E duttore no s\u2019agatet<br>A ti los poder curare.<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Ti vengano tanti malanni<br>Quanta sabbia c\u2019\u00e8 in mare<br>Quante stelle ci sono in cielo<br>Quante foglie muove il vento<br>E dottore non si trovi<br>Che possa curarteli<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">7.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Punta, su verme a zunta<br>su verme a corcarju,<br>punta \u2019e atarju,<br>punta \u2019e aliderru,<br>su corpus inoche, s\u2019anima in s\u2019inferru<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Colpo, i vermi a manate,<br>I vermi a cucchiaio,<br>Colpo di acciaio,<br>Colpo di cerro,<br>Il corpo qui, l\u2019anima all\u2019inferno.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">8.<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-table\">\r\n<table class=\"has-fixed-layout\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong>Puntu, che orju \u2019e Baronia,<br>a un\u2019ocru non bias,<br>a s\u2019atteru bajoccu<br>e pusti cras mortu.<\/strong><\/td>\r\n<td>&nbsp;<\/td>\r\n<td>Forato [sii] come orzo di Baronia,<br>A un occhio non veda,<br>All\u2019altro [sii] cieco,<br>E dopo domani morto.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/figure>\r\n<\/details>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sardegna, terra di antiche tradizioni e misteri, custodisce un patrimonio linguistico di inestimabile valore: i frastimmos e gli irroccos, le potenti imprecazioni e maledizioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3143,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[1131,1132,750,754,749,753,751,752,40],"class_list":["post-2971","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leyendas-y-tradiciones-de-cerdena","tag-detti-sardi","tag-frasi-sarde","tag-frastimmos","tag-frastimmu","tag-frastimos","tag-imprecazioni-sarde","tag-irroccos","tag-maledizioni","tag-tradizioni","entry","double"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Imprecazioni Sarde: Un Viaggio nel mondo dei Frastimmos e Irroccos<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Scopri i Frastimmos e Irroccos, le antiche e potenti imprecazioni sarde. 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