Violante Carroz, una morte avvolta nel mistero

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Antonio Maria Dettori ricostruisce, in questo articolo, la vita dell’unica figlia ed erede di Giacomo Carroz, Donna Violante detta “la sanguinaria”…

La sua storia ha inizio nel momento in cui il padre Berengario incontra la morte nel (1470)….in quello stesso anno non solo vive il suo primo dramma familiare, ma ben presto viene sottoposta ad una rigida tutela da parte dello zio Nicolò Carroz d’ Arborea con il quale vive un secondo dramma….la morte del suo primo marito Dalmazzo.
Violante ha appena 15 anni , la vita e il destino hanno appena incominciato un lungo cammino verso la  gloria.
Il 1470  comunque non porta solo brutte notizie….la nomina a contessa del castello di Quirra e contessa di Cagliari con sede nel castello di S. Michele non sono altro che la naturale conseguenza della sua nobile discendenza…..ed un nuovo matrimonio con Filippo Castre Sol ( da cui ebbe due figli..FILIPPO e GIACOMO) le ridona il sorriso.

In un bellissimo giorno di Aprile del 1471, Donna Violante entra per la prima volta a Cagliari, trovandosi ben presto a contatto con una triste realtà…..i Cagliaritani non erano assolutamente contenti di avere a che fare con una donna come “regina”.
Violante Carroz deve assolutamente fronteggiare l’ insolenza dei suoi cittadini, e, non tarda a farsi una fama di donna dura e crudele tanto da guadagnarsi il soprannome di “SANGUINARIA”…..temuta e rispettata dai suoi sudditi….ancora una volta deve fare i conti con il destino…e con la morte.
La “NERA” figura si porta via il suo secondo marito nel 1481 costringendola in una dura causa che la vedeva contrapposta  alla madre di lui per la tutela dei figli e sopratutto dei suoi possedimenti.

Con l’ aiuto di alcuni parenti spagnoli, e dopo un lungo viaggio in Spagna, riuscirà a vincere anche quest’ amarezza della vita.
Nel 1496 rientra a Cagliari….con un terzo marito, BERENGARIO….i suoi guai sembrano passati….ma il destino ha ancora qualche freccia nel suo arco….e la colpisce duramente portandosi via prima il figlio Giacomo e subito dopo anche Filippo…è il 1503.
Violante sembra essere sopraffatta da questo vortice di morte….ma ben presto una nuova causa legale, questa volta contro i Carroz d’ Arborea (cugini di lei), la riporta in scena.
Il motivo scatenante pare sia dato da uno strano avvenimento: nel 1504 muore Nicolò Carroz d’ Arborea ( suo tutore dopo la morte del padre)….durante la sua sepoltura nella chiesa di S.Francesco di Stampace, chiesa usata dai due rami della famiglia Carroz per le sepolture (via Mameli, Cagliari), la tomba del figlio Giacomo conteneva gli addobbi con i colori del ramo Carroz d’Arborea.

L’ira per la profanazione dei colori della sua casata costrinsero Violante ad un nuovo viaggio in Spagna per servirsi di nuovo dell’aiuto ricevuto in passato….ma questa volta, temendo un’attentato contro di lei, redò di propio pugno un testamento che vedeva Guglielmo Raimondo Centelles, figlio della sua sorellastra Toda e di Luigi Centelles, suo unico erede universale indicando il suo luogo di sepoltura accanto alla tomba del figlio Giacomo,vicino all’altare della chiesa di S.Francesco di Stampace.

Ma il destino aveva ancora una volta l’ultima freccia nel suo arco.

Nel 1508 Violante Carroz incontra e si innamora di un tale Berengario Batroz.
L’amore è troppo forte e cerca di sciogliere il suo vincolo matrimoniale con l’attuale terzo marito (anche lui di nome Berengario) ma il parroco di Quirra, Giovanni Castangia, suo confessore personale, cerca di dissuaderla e rifiuta di aiutarla.
Per tutta risposta lei lo fa catturare, impiccare per tradimento,e lo lascia penzolare per due settimane nella torre del castello di S.Michele di Cagliari a monito per la popolazione.
La scomunica, da parte del parroco di Ales, è la conseguenza per il gesto di Violante.

Tra il 1509 e il 1511, anno della sua morte, Violante vive nel rimorso del suo gesto, scrive un nuovo testamento che annulla il precedente e qui inizia la LEGGENDA.
Per alcuni Donna Violante Carroz si ritirò all’interno delle mura del Castello di S.Michele dove morì, per altri si suicidò gettandosi dalla rupe del castello di Quirra (per altri si gettò dal colle di S.Michele e par altri ancora si gettò dalla finestra più alta della torre del castello di Cagliari)….per altri..e forse è  l’ipotesi più attendibile, passò il resto dei suoi giorni nel convento di S.Francesco di Stampace,in una stanza sul lato destro rispetto all’ingresso di via Mameli in espiazione per il delitto commesso.

Non sentendosi più in pace con se stessa, diede nuove disposizioni per il suo luogo di sepoltura al di fuori delle mura della chiesa di S.Francesco di Stampace, sul lato sinistro rispetto all’ingresso di via Mameli, lontano dagli amati figli.
Ancora oggi c’è chi assicura di averla vista passeggiare nel parco di S.Michele sotto il suo castello o vicino a via Mameli dove espiò le sue colpe e dove fu sepolta, oppure tra i ruderi del castello di Quirra nei luoghi che ha amato, nei luoghi in cui ha vissuto e che continua ancora oggi ad abitare.

Antonio Maria Dettori

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