Scoperte speleo-archeologiche in via Mameli

Tempo di lettura: 0 GCC vigila sui beni storici della città…
Cagliari. Mura di roccia, poi una spettacolare cisterna (di probabile origine romana) e una serie di canali scavati nel duro calcare: è il tesoro ritrovato in via Mameli 125, dentro un cantiere edile dove si lavora per costruire una palazzina. Da mesi, il G.C.C. osserva il cantiere che dista poche decine di metri dall’area archeologica Villa di Tigellio.

Il Gruppo Cavità Cagliaritane lancia un appello: salviamo la cisterna e speriamo di poterla rendere fruibile al pubblico, senza correre il rischio di ritrovarci davanti all’ennesima cementificazione.

Perchè sia la cisterna (ancora ricoperta di terra) che le canalizzazioni, risalgono quasi certamente al periodo romano e potrebbero appartenere all’acquedotto che riforniva d’acqua sorgiva la città romana di Karales.

Via MameliIn data 8 e 9 Luglio 2008, il quotidiano L’Unione Sarda (vedi l’articolo qui sotto…) ha pubblicato il nostro appello, così i cittadini sono stati resi edotti che in quel cantiere è presente un sito archeologico di grande interesse per la storia della città e, nello specifico, per conoscere maggiormente Cagliari sotterranea. Il terreno di via Mameli 125/a dista poco meno di 100 metri dall’area archeologica Villa Tigellio. Dunque la zona è ad alto rischio archeologico, nel senso che ovunque si scavi nei pressi del Corso Vittorio Emanuele e in via Mameli, esiste la possibilità di ritrovare antiche vestigia.

Tuttavia, mentre nel cantiere tra via Mameli e Vico Carloforte vanno avanti i lavori, un gruppo di residenti continua a scriverci: “siamo allarmati per la sorte di questi tesori del passato…” dicono in coro.

La storia è semplice. Dal mese di maggio 2008, i nostri speleologi ricevono le segnalazioni di vari cittadini (e-mail con immagini allegate). Sono allarmati per la sorte della cisterna poichè la stessa era ben nota alla famiglia Villasanta: fin dai primi anni del Novecento la utilizzavano come riserva idrica per raccogliere l’acqua piovana.

Gli eredi villasanta, sostengono che la cavità idrica aveva una forma campaniforme, era simile ad una grande campana scavata nella dura roccia: sostengono che era profonda 10 metri, larga 8 e interamente rivestita di uno stucco impermeabilizzatore. A quei tempi il sito era accessibile da un imbocco che si apriva nel piano di calpestio del loro podere.

Consultando il nostro archivio abbiamo scoperto che effettivamente la famiglia Villasanta risiede dal 1928 in uno stabile costruito (nel 1926) tra vico I Carloforte (vecchio vico San Pietro) e via Mameli: gli eredi avevano a cuore la sorte della stessa cavità sotterranea perché, dal secondo dopoguerra, ne disposero la chiusura, facendovi  posare – sull’imboccatura – una pesanta lastra di ferro.

A mezzo secolo dalla chiusura, la bocca d’accesso della cavità è stata riportata alla luce ai margini del cantiere mentre i residenti della zona – dalle loro finestre – relizzavano fotografie, poi trasmesse alla segreteria del GCC (Gruppo Cavità Cagliaritane).

Abbiamo avvisato la Soprintendenza archeologica e, per l’ennesima volta, attraverso una dettagliata relazione, posto alcuni quesiti.
Ora, gli archeologi, lavorano quotidianamente nel sito dove riaffiorano dalle polveri del cantiere antiche mura, porzioni dell’acquedotto romano e parecchi reperti.
Siamo ottimisti per il futuro di questi beni archeologici anche se, da un lato, i progetti esecutivi per la costruzione del soprastante palazzo creano un pò di inquietudine.
Sorge spontaneo domandarci se la cisterna verrà valorizzata e in che modo.

L’UNIONE SARDA – 10 luglio ’08

Archeologia. Appello del Gruppo Cavità cagliaritane dopo l’importante scoperta in un cantiere edile

«Salvate la cisterna romana di via Mameli»

A due giorni dal ritrovamento della cisterna romana nel cantiere di un palazzo in costruzione in via Mameli prevale un augurio: «Speriamo che le canalizzazioni dell’acquedotto e gli altri siti trovati vengano valorizzati e magari resi fruibili, in questa città dove innumerevoli siti archeologici e cavità storiche riposano sotto i palazzi».

Parole di Marcello Polastri, presidente del Gruppo speleo archeologico Cavità cagliaritane, preoccupato per il futuro della scoperta archeologica. Si attende ora la decisione della Soprintendenza ai beni culturali, in grado di valutare il futuro del cantiere.
Il cisternone romano, riportato alla luce nel pomeriggio di martedì in un cantiere edile in via Mameli 125, a quanto pare era già noto ai residenti che avevano contattato il nucleo per la tutela dei beni archeologici dei carabinieri.

«Da tre mesi riceviamo numerose telefonate ed e-mail dai residenti della zona, allarmati per la sorte dei siti romani adiacenti all’area della Villa di Tigellio», riferisce Polastri.

Attorno all’imboccatura della cisterna sono state anche ritrovate differenti strutture murarie, realizzate con blocchi di roccia e due cunicoli, simili alle condotte degli acquedotti romani che riposano sotto le strade del centro storico.

«La cisterna, interamente scavata nella roccia» commenta lo speleologo, «mostra una forma piriforme, simile a una grande pera. Seppure parzialmente ricoperta di terra, è profonda una decina di metri e larga otto, come del resto hanno sostenuto i residenti della zona e gli anziani proprietari del terreno che, circa trent’anni fa, ne coprirono l’imboccatura con un pesante tombino di ferro, nel tentativo di preservarla».

Gli speleologi non stanno più nella pelle dall’entusiasmo. «Attraverso questi ritrovamenti, ora al vaglio degli archeologi, sarà possibile ricostruire l’antico tracciato dell’acquedotto che riforniva la Karales romana, portando l’acqua sorgiva da una considerevole distanza di ben 50 chilometri. Purché questi ritrovamenti non scompaiano per sempre».

Stefano Cortis

10/07/2008

La fotografia, scattata dai residenti della zona nel mese di maggio 2008 documenta una ruspa sopra la cisterna romana, in prossimità dell’imboccatura che verrà riscoperta nel mese di luglio 2008, quando il GCC ne darà notizia sulla stampa. Accanto alla bocca d’accesso della cavità sono stati realizzati alcuni “micropali”, future fondazioni per il palazzo che si appresta a sorgere.

Per una corretta informazione inseriamo una delle tante mail inviate al Gruppo Cavità Cagliaritane:

—-Messaggio originale—-
Da: (non riportato per motivi di privacy);
Data: 17/05/2008 10.38
A: < sardegnasotterranea@tiscali.it>
Ogg: SEGNALAZIONE LAVORI SU CISTERNA ROMANA (?) A CAGLIARI

Egregi speleologi del GCC,

Vi segnaliamo per eventuali URGENTI provvedimenti del caso che nel cantiere edile di proprietà della Società EL.FA srl, sito in via Mameli 125/a – Cagliari – (con permesso di costruzione 853/2007 C rilasciato in data agosto 2007) per la realizzazione di un palazzo per abitazioni civili, è presente un’antica cisterna di probabile origine romana distante in linea d’aria non più di cento metri dalla Villa di Tigellio. Nello stesso cantiere è anche presente lo sbocco di una antica galleria.
In questi giorni sono in corso di realizzazione le fondamenta speciali per la realizzazione del complesso edilizio esattamente dove è presente la cisterna.

Vi ringraziamo per l’attenzione e aspettiamo un vostro cordiale riscontro.

Distinti saluti

info: http://www.sardegnasotterranea.org

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