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Da Stonehenge a Pranu Muttedu

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Si trasferisce a Sadali,dal 20 luglio al primo agosto, la Scuola estiva internazionale di preistoria europea.
Menhir, tombe dei giganti, domus de janas. I nuraghi. E poi la necropoli di Pranu Muttedu, il pozzo di Santa Cristina.

 

E ancora Stonehenge, Aveburi, il complesso di Rego de Murta. Saranno proprio il megalitismo in Sardegna e in Europa e l’archeologia del paesaggio i temi dominanti della Scuola estiva internazionale di preistoria europea che quest’estate si trasferisce a Sadali, dal 20 luglio al primo agosto, dopo le due scorse edizioni organizzate a Seulo.
Un tuffo nel passato e lezioni dotte rivolte a laureati in discipline umanistiche e scientifiche che vogliono approfondire le conoscenze su questi suggestivi argomenti che l’antichissima terra sarda condivide con molti altre zone d’Europa, a cominciare dall’Inghilterra e dal Portogallo.
Una sessione, quella del megalitismo, coordinata da Terence Meaden dell’Università di Oxford, e che potrà contare su insegnanti di prestigio e di fama. Sarà Alexandra Figueiredo (Politecnico de Tomar) a parlare del megalitismo in Portogallo,mentre l’antropologo Michael Singleton, dell’Università Cattolica di Louvain, in Balgio, si soffermerà sui modelli di vita nomade e la cultura materiale, ma anche sul culto degli antenati.

Il fenomeno del megalitismo in Inghilterra e in particolare delle sepolture, i paesaggi astronomici e il simbolismo ancestrale, le fertilità e i santuari saranno gli argomenti trattati Da Meaden. Il docente di Oxford interverrà anche sul Neolitico superiore e sull’età del bronzo, soffermandosi sul complesso megalitico di Stonehenge, innalzato nella pianura di Salisbury, in Gran Bretagna, nel 3200 avanti Cristo. Sue le lezioni su un calendario astronomico legato ai cicli agricoli.
La società protosarda e le statue menhir, così come i nuraghi e il territorio, sono i temi che tratterà il professor Giovanni Ugas, lo studioso del Dipartimento di Archeologia dell’Università
di Cagliari. «Un’esercitazione pratica di archeoastronomia», spiega Giusi Gradoli, corresponsabile della scuola internazionale estiva, «sarà organizzata il pomeriggio del 23 luglio a Pranu Muttedu,mentre la sera, dalle 22,30 in poi, grazie alla collaborazione con l’Associazione astrofili sardi, si svolgerà “Notte di Stelle”, l’osservazione del cielo con i telescopi. La geologa, insieme a Terence Meaden, presenterà anche il resoconto della relazione presentata a Malta sulla Simbologia antica e i siti sacri naturali del Neolitico nella Sardegna centrale. Di astronomia megalitica (si tenterà di risponderà al quesito che da tempo si pongono i ricercatori: esiste davvero?) e simboli celesti nell’arte rupestre preistorica interverrà la belga Emilia Pastor, della Società europea di astrononia culturale. «Tutte le lezioni», spiega Gradoli, «si terranno in inglese, francese e italiano. L’ammissione alla scuola è per titoli, abbiamo già iscritti provenienti dall’Inghilterra, dai Paesi dell’Est, dal nord Italia, dalla Sicilia e naturalmente dalla Sardegna.
Sono tra l’altro disponibili quattro borse di studio, due messe a disposizione dalla Provincia di Cagliari e le altre due dalla Fondazione Banco di Sardegna».
Sarà l’archeologia del paesaggio, la disciplina che si occupa delle relazioni tra gli insediamenti, l’uso delle risorse, le relazioni sociali, politiche e d economiche nel passato, l’argomento di cui si occuperà la seconda sessione coordinata da Robin Skeats.

Particolarmente attese le lezioni di Roberto Melini (conservatorio di Trento) sulle sonorità del paesaggio e la musica preistorica, e di Claudio Aresu di Sadali, esperto di musica tradizionale isolana (Il tema: gli strumenti dell’antica tradizione della Sardegna). Dieci giorni di intensa attività culturale che coinvolgeranno interamente Sadali (il Comune è uno dei protagonisti, oltreché sponsor insieme a Consorzio turistico dei Laghi e all’Unione europea, della manifestazione). Numerose le iniziative parallele alla scuola, come mostre d’arte, di paramenti sacri. E ancora
mostre di fotografie, proiezioni di filmati.

ANDREA PIRAS



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