Contus Antigus - Leggende e Tradizioni di Sardegna Blog

Astara Giovanni Maria

Dei Nuraghi: seconda parte

Ecco la seconda parte relativa ai nuraghi da parte del caro amico Paolo di Ozieri che coglie l’occasione di fare gli auguri a noi e a tutti i lettori di Contusu.

A bois de Contus, e-a totu sos lettores
chi de nos legger no faghen s’onore,
pro sas festas, e-i su tempus benidore,
aguro amistade, paghe e amore.

La Candelar?a di Orgosolo

Rechiglias o Relicuias

Le rechiglias o relicuias sarde, sono la stessa parola latina reliquiae, cioè «resti, avanzi» ecc. Ma con la differenza che il termine latino si riferisce a qualsiasi rimasuglio in genere, mentre quello sardo, indica sì, resti o rimasugli, ma di cose sacre.

torre dell'elefante di Cagliari

Torre dell’Elefante (II)

La torre dell’Elefante, opera dei Pisani per “matita” dell’architetto Giovanni Capula del 1307, ha nei secoli stimolato sentimenti contrapposti nei Cagliaritani. Mentre ai giorni nostri è senz’ombra di dubbio uno dei simboli la città fino non molto tempo fà suscitava nella gente sentimenti decisamente contrapposti in quanto carcere oltre che sede di sa campana mala il cui, immaginiamo, sinistro rintocco era sinonimo di sentenza di morte.

Astara Giovanni Maria

Morat bey, un sardo convertito all’islamismo

Morat I, bey di tunisi, uno schiavo sardo convertito all’islamismo che con la sua intelligenza e il suo genio, creò un’enorme fortuna e conquisto il potere.
Nacque in Sardegna nel secolo XVII, ma condotto in schiavitù dai pirati africani mentr’era ancor fanciullo, rinegò la fede, ed abbracciò l’islamismo verso il 1632. Nel farsi seguace della legge di Maometto prese il nome di Morat, per gratitudine verso il padrone, dal quale ricevette la libertà.