Nuraghe Crabia, Bauladu

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Del Nuraghe Lugherras (Coordinate: 40°5’52″N   8°42’49″E), sebbene non avessimo mai avuto la possibilità di vederlo avevamo letto qualcosa, prese le coordinate è stato facile raggiungerlo dopo una piacevole passeggiata attraverso le bellissime campagne di Paulilatino; sfortunatamente (o fortunatamente) raggiunto il sito abbiamo constatato che lo stesso è oggetto di un cantiere di restauro e scavo rendendo quindi di fatto impossibile una visita alla struttura interna.

Per quello che abbiamo potuto vedere “al di qua della rete” la struttura è quella di un interessatissimo nuraghe complesso la cui area circostante appare significativamente ricca di interessanti elementi (resti di capanna con bacili per l’acqua) che sicuramente faranno la gioia degli archeologi impegnati negli scavi (nella speranza che i tombaroli non abbiano fatto troppi danni).

Una nota interessante è quella per la quale la denominazione lugherras deriva dal gran numero di lanterne rinvenute nella struttura, lanterne attribuite ad un periodo storico successivo quello nuragico (questa “nota di colore” è in realtà molto significativa dato che a mio avviso rende lecite una moltitudine di considerazioni in merito l’effettiva destinazione d’uso dei Nuraghe, considerazioni e ipotesi che non ritengo sia il caso di discutere in quest’occasione).

Molto interessate anche il Nuraghe Battizzones (Coordinate: 40°5’28″N   8°43’23″E) raggiunto quasi per caso grazie ad una preziosa indicazione ricevuta da una persona incontrata sul posto. La struttura di quest’ultimo risulta per la grande parte nascosta dal crollo della torre centrale, da una rapida analisi la struttura è sicuramente complessa (non è quindi un semplice monotorre) ed evidenzia la presenza di un cortile interno e quindi di cortina muraria esterna.

Purtroppo l’accesso alle torri non è possibile a causa della presenza di detriti che obliterano i varchi d’accesso (individuabili).

La vera piacevolissima sorpresa della giornata è stato il Nuraghe Crabia (Coordinate: 40°2’32″N   8°41’28″E); percorrendo la SS 131 in direzione Sassari è chiaramente visibile nelle campagne a ridosso della statale sul lato sinistro della carreggiata poco prima della salita che conduce a Santa Cristina di Paulilatino.

Per raggiungere il Trontile è necessario percorre qualche chilometro della ex 131 e quindi, parcheggiata la macchina in corrispondenza dell’indicazione turistica, percorrere poche centinaia di metri attraverso la macchia mediterranea.

Nuraghe Trontile, paulilatinoLa struttura è quella di un semplice monotorre il quale però al suo interno costituisce un “caso particolare”.

In analogia alla quasi totalità delle strutture Nuragiche, superata l’importante architrave di ingresso, si ha accesso ad un breve corridoio (2 m circa) dal quale si attesta sulla sinistra la scala (si sviluppa in senso orario all’interno della muratura a raggiungere la seconda tholos), una nicchia “canonica” immediatamente sulla destra dell’osservatore e quindi l’apertura di accesso alla tholos principale (chiaramente frontalmente l’osservatore).

Nella descrizione di questo ambiente tralascio, volontariamente, un particolare che risulterà caratterizzante il successo della visita..

La tholos è perfettamente integra e presenta, all’apparenza, le canoniche 3 nicchie sviluppandosi per un raggio di 4 metri circa; per i più attenti in essa sono espresse due fondamentali differenze rispetto le strutture simili:

1. la nicchia posta alla sinistra dell’osservatore è dotata di architrave munita di “finestrella” di scarico, fatto questo non comune e quindi decisamente particolare. Da precisare che la stessa funzionalità di questo elemento è tutt’altro che certa nel senso che non è affatto scontato si tratti di un elemento di strutturale finalizzato all’ottimizzazione delle componenti di sforzo verticale. Dovendo esprimere un giudizio personale ritengo che questi elementi avevano, almeno in occasione di una loro collocazione in corrispondenza dell’ingresso alla struttura, una funzionalità essenzialmente legata all’accesso della luce solare dall’esterno all’interno.

Certo è il fatto che questa nuova tipologia di collocazione ci spinge e costringe ad una nuova riflessione in merito questo punto.

2. la nicchia posta alla destra dell’osservatore è in realtà il vano di accesso ad una seconda scala la quale, muovendosi in senso antiorario all’interno della muratura, conduce ad un inusuale ambiente posto esattamente in corrispondenza del corridoio di accesso e con esso comunicate attraverso un’apertura ricavata sulla volta del corridoio stesso. Questo tipo di soluzione è, sulla base della mia personalissima esperienza, un elemento unico fortemente caratterizzante il nuraghe Crabia.

Ritengo sia fortemente affascinante, oltre che interessante, rivedere le posizioni prese dalla scienza ufficiale in materia alla “luce” di questa nuova evidenza strutturale… magari in un prossimo articolo esporrò le mie ipotesi..

Dimenticavo, alla fine presi dal Nuraghe Crabia abbiamo fatto tardi dovendo quindi rinunciare alla tomba dei giganti di Mura Cuada, sarà per un prossimo giro.

Andrea.

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