Medicina popolare sarda: Il fico e il cinto erniale

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Eccovi un altro racconto relativo alla figura di Thiu Giarrette di Ploaghe. Buona lettura.

“Uno dei miei fratelli, piccolo, di 3 o 4 anni, presentava un’ernia inguinale.
Su richiesta medica, babbo comprò il cinto e glielo mise, ma, dopo qualche giorno il bambino, non lo volle più tenere.
Intervenne tiu Solinas: – Tale die, battimi su pitzinnu a campagna (“In tale giorno, portami il bambino in campagna”) – e babbo lo portò.

Poi raccontò alla mamma: – L’at appoggiadu ficchidu a s’avure de sa figu affacca a sa pinnetta, l’at toccadu in su erettu, l’appo intesu nende calchi cosa chi no appo cumpresu, ca m’aiad fattu istreiare et bastad. Poi m’at dadu su pitzinnu, amus arreionadu unu pagu e poi m’at nadu: Falali su calzoneddu.
L’at toccadu torra e l’at fattu toccade puru a mie. Non jughiat pius nudda.

(“L’ha appoggiato, tenendolo eretto, all’albero del fico accanto alla pinnetta, l’ha toccato nella zona interessata dal male. Gli ho sentito dire qualcosa che non ho capito, perché mi aveva fatto allontanare. Poi mi ha restituito il  bambino, abbiamo preso a discorrere, dopodiché mi ha detto: Abbassagli i pantaloni. L’ha toccato nuovamente, dicendomi di fare lo stesso. Il bambino non aveva più niente”) –

Dopo diversi anni, quando fui grandicella, mia madre mi portò più volte a cogliere i fichi. Una volta mi indicò l’albero cui tiu Solinas aveva appoggiato mio fratello. Era secco, era quello di cui ho parlato nel primo episodio.”

Pasquale Demurtas

 

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