Malocchio a Triei

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LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SUL MALOCCHIO IN SARDEGNA Malocchio, prevenzione, cura e formule

Molti mali vengono attribuiti al “malocchio”; capita che si riconosca la sua presenza in una persona che ha mal di testa o altri dolori come quelli ossei, vomiti e capogiri.

Il malocchio può essere causato involontariamente come conseguenza di troppe lodi e complimenti elargiti alla persona ma può anche essere provocato volontariamente da colui che nutre sentimenti malevoli.

togliere il malocchioPer difendersi dal malocchio le persone sono solite mettere in tasca o negli indumenti intimi, a diretto contatto con la pelle, un ramoscello di lentischio o d’ulivo. Per allontanare il malocchio dagli animali si appende una foglia di fico d’India sul recinto o all’ingresso della stalla, così pure per proteggere le coltivazioni .

Nel paese solo alcune persone custodiscono le formule per individuarne la presenza e per scacciarlo, qualcuno sostiene che può curarlo solo chi ha entrambi i genitori in vita; in ogni caso per mantenere l’efficacia della pratica è necessario rispettare rigorosamente alcune prescrizioni quali l’obbligo di non insegnare “la medicina del malocchio” ad una persona più anziana oppure di mantenere segreti “is pregantus”, le formule magiche che accompagnano il rito della guarigione.

Il riconoscimento della presenza del malocchio può avvenire in vari modi.

Si dispongono tre carboni ardenti dentro un bicchiere d’acqua fredda e si recita l’Ave Maria, se almeno uno di essi va a fondo significa che si è colpiti dal malocchio in forma leggera, se vanno a fondo tutti e tre si è colpiti in forma molto grave; oppure si mette dell’acqua in un piatto con cinque granelli di sale grosso, per ogni granello si recita una preghiera e per ogni granello si versa una goccia d’ olio, se l’olio si sparge mescolandosi con l’acqua si ha il malocchio.

Per scacciarlo la pratica più diffusa è quella di mettere in un bicchiere d’acqua cinque granelli di sale grosso e cinque gocce d’ olio, se ne fanno bere tre sorsi alla persona malata, gliene vengono spruzzate addosso alcune gocce e il resto lo si getta nel caminetto mentre si recitano delle preghiere.