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Le leggende del Castello di Burgos

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Castello di BurgosIl castello del Goceano fu certamente uno dei fortilizi edificati in epoca Medioevale che, per la sua importanza strategica, politica ed economica venne a trovarsi sempre al centro di importanti e drammatiche vicende, le quali, in alcuni casi, segnarono per sempre la vita dei suoi protagonisti;

ma in questa sede non si parlerà dei fatti e degli avvenimenti che hanno trovato, grazie ai numerosi studi recenti, riscontri nella documentazione esistente, vi parlerò, infatti, dei racconti e delle leggende che aleggiano intorno alla vita di questo importante baluardo difensivo, posto tra il regno del Logudoro e quello di Arborea.
Il castello venne realizzato dal nuovo sovrano Gonnario II, tra il 1130 e il 1131, anche grazie all’aiuto del suocero, Ugo di Pagano Ebriaci, e dei cognati che l’avevano scortato al suo rientro nell’Isola (1). Gonnario II, infatti, aveva deciso di lasciare la sua residenza fortificata di Ardara, capoluogo del Regno, per trasferirsi nella solida fortezza che egli aveva progettato e fatto realizzare perché non si sentiva più al sicuro dai propri nemici, soprattutto dalla potente famiglia degli Athen che lo riteneva un usurpatore e che era già in forte contrasto con il sovrano defunto.
L’imponente struttura fortificata si erge sulla sommità di un colle roccioso particolarmente aspro situato alla base del versante sud-occidentale del monte Rasu (2).
L’importanza strategica di questo territorio era dovuta al fatto che, essendo la curadoria posta al centro dell’isola, diveniva, quasi naturalmente, un punto di passaggio inevitabile per coloro che dovevano recarsi nel Regno; un vero e proprio castello di frontiera a difesa del Regno di Torres dagli attacchi provenienti dai Regni di Arborèa, di Càlari e di Gallura..
Nell’Alta valle del Tirso, come in molti altri luoghi dell’isola, si era sviluppata una discreta attività agricola e pastorale, notevole doveva essere anche l’afflusso di mercanti che si recavano nel Regno; queste le motivazioni che porteranno da qui in avanti ad una serie di lunghi e duri scontri tra i vari potentati che si contendevano questo importante fortezza.
Importanti e spesso drammatiche furono le vicende che si susseguirono tra i diversi potentati presenti nell’isola per il possesso di questa importante fortezza, tra il 1131 ed il 1144, Gonnario si vide costretto a respingere con le armi l’assalto di Comita III d’Arborea; nel 1195 un’altra vicenda molto drammatica, che quasi rasenta la leggenda, fu l’attacco di un imprecisato numero di armati pisani che, sotto il comando del Marchese Guglielmo I di Massa, invasero il territorio, attaccarono e occuparono il castello di Goceano e rapirono Prunisinda, moglie del re Costantino II; la poverina inizialmente fu tenuta prigioniera nel castello, dove avrebbe subito violenza dallo stesso marchese, poi, fu condotta a S.Igia dove morì poco prima di essere liberata.
Per trovare altre vicende di una certa importanza, che videro protagonista l’importante baluardo difensivo dobbiamo arrivare al 1259, anno in cui, Adelasia de Lacon-Gunale, ultima regina reggente del Regno di Torres, ritiratasi nel castello in volontario esilio, dopo esser stata abbandonata dal secondo marito Enzo Hohenstaufen di Svevia, figlio legittimato dell’imperatore Federico II, sentendo avvicinarsi la morte, e non avendo eredi diretti, decise di donare il suo Regno alla Chiesa; la carica di “giudice” non fu ricoperta più da nessuno (3).
Nel 1339 Mariano IV venne nominato conte del Goceano, egli, inoltre ripopolò, le appendici del castello fondando la villa di Burgos con 25 famiglie provenienti da Villanova Monteleone (4).
Il piccolo villaggio si sviluppò in poco tempo e poté confrontarsi, sia dal punto di vista demografico, sia dal punto di vista economico, con le ville preesistenti nel territorio circostante.
Gli abitanti di Burgos, dopo breve tempo, si resero conto che le razzie e i soprusi in quel territorio, contrariamente a quanto avevano sperato, non cessarono con il suo inurbamento.
Gli scontri che si svilupparono tra l’arborea e i Catalano-Aragonesi non mancarono di coinvolgere oltre


1 CASULA F.C., La storia di Sardegna, vol. 2, L’evo Medio, lemma 256, p. 238; BROOK L.L. – CASULA F.C. (a cura di), Casate indigene dei giudici di Torres, in «Le Genealogie», tav. 6, p. 198; in BOSCOLO A. – SANNA A. (a cura di), Libellus Iudicum Turritanorum, Cagliari 1957, p. 8 e pp. 14-15.
2 FOIS F., Il castello di Burgos roccaforte del Goceano. Contributo alla storia della architettura militare medioevale in Sardegna, in «Anuario de estudios medievales», vol. 7, Barcelona 1970, pp. 709-724.
3 TOLA P., Codex Diplomaticus Sardiniae, tomo I, Aggiornamento e note storico-diplomatiche, Boscolo A - Casula F.C. (a cura di), doc. LXXIX, p. 359, nel documento sono indicati i titoli nobiliari di re Enzo, cito: «Enrico (Enzo) re di Torres e di Gallura, figlio, e legato generale in Italia dell’Imperatore Federico II, riceve sotto la sua reale protezione, e quella dell’Impero, lo spetale dei poveri di S. Maria di Siena»; BOSCOLO A., La figura di Re Enzo, Sassari 1950; BOSCOLO A – SANNA A. (a cura di), Libellus Iudicum Turritanorum, Cagliari 1957; ARTIZZU F., La Sardegna pisana e genovese, in «Storia della Sardegna antica e moderna», n. 5, Sassari 1985; OLIVA A.M., Il Goceano punto nevralgico della storia sarda, in «Medioevo. Saggi e Rassegne», vol. 12, Pisa 1987, pp. 129-152; CIOPPI A. Enzo, re di Sardegna. Dal Giudicato di Torres alla prigione di Bologna, Sassari 1995; VACCA D., Il castello di Gocèano o di Burgos, in «Castelli in Sardegna», Sara Chirra (a cura di), Arxiu de tradicions, Oristano 2002, pp.39-48, tratto da VACCA D., Il castello di Burgos o del Goceano: avvenimenti storico-politici ed economici di un importante punto strategico tra il Logudoro e l’Arborèa, Tesi di Laurea, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari, a.a. 1999-2000, relatore prof. Barbara Fois, pp. 81-88. Per le ultime vicende sulla vita di Adelasia si veda anche VACCA D., Adelasia de Lacon-Gunale-Massa. Le alterne vicende di una tra le più importanti figure femminili della storia di Sardegna, in «Donne e potere nella Sardegna Medioevale», Arxiu de tradicions, Cagliari 2002, pp. 21-26.
4 FOIS F., Il castello di Burgos roccaforte del Goceano…. cit., pp. 709-724; Tilocca P.P., Bortiocoro, Burgos, Esporlatu: paesi di Sardegna, Sassari 1988, pp. 40-41; SORGIA G., Il Goceano tra medioevo ed età moderna, in «Quaderni Bolotanesi», vol. 11, Nuoro 1985, pp. 43-51.