1
10
11
12
13
14
15
16
17
2
3
4
5
6
7
8
9

Un viaggio meraviglioso nel mondo del mistero

Questo articolo è stato letto: 3625 volte

Racconti fantastici di Villacidro, Spagna e America LatinaDopo il fortunato Sa bidda de is cogas , che ha raggiunto, cosa insolita per la piccola editoria di nicchia, la seconda edizione, Gian Paolo Marcialis si cimenta in una nuova fatica letteraria affrontando ancora una volta un tema che gli è caro: quello delle tradizioni popolari, del mondo arcano e magico, del fantastico e del mistero. Racconti fantastici di Villacidro, Spagna e America Latina - Ed.Fiore (San Gavino M.le), 2008

 

Sono in tanti a giurare di non credere a fatture, maghi, streghe, malocchio e simili pratiche, ma sono altrettanto (o forse di più, visto che molti, per vergogna, lo occultano…) a consultare il veggente, la chiromante o la cartomante, a giocare certi numeri, ricevuti in sogno, al lotto, a tenere appeso sull’automobile il cornetto portafortuna oppure, insieme, il crocefisso e la streghetta…Una società che sbandiera con ostentata sufficienza la propria razionalità e il proprio laicismo consulta poi i cosiddetti maghi (eufemisticamente definiti operatori dell’occulto); basta sfogliare un qualsiasi quotidiano per trovare decine di annunci di maghi, guaritori, sciamani i quali, al passo con i tempi, appaiono anche in televisione e viaggiano in Internet…
Racconti fantastici di Villacidro, Spagna e America LatinaLa società secolarizzata e materialistica non può fare a meno del mondo dello spirito e, se da un lato si snobba la fede cristiana, fioriscono curiose mode vagamente ispiratesi a religioni orientali, al new-age, allo spiritismo e, talvolta, al satanismo…
Si può dire che in questo suo nuovo lavoro si incontrano il micro e il macrocosmo perché vi è presente la sua Villacidro, molto appropriatamente dall’autore definita capitale delle superstizioni, con le sue antiche storie di streghe (cogas), il suo santo protettore,  San Sisinnio, is brebus, i tesori nascosti e insomma tutta la varietà di temi tipici dell’ambiente rurale del medio Campidano e, più in generale, della Sardegna.
Questa raccolta però conserva un tono di concreto ancoraggio alla realtà, senza indulgere a facili suggestioni o condividere mode e tendenze: più semplicemente si tratta del tentativo di salvare, almeno per quanto riguarda i testi ambientati nella sua Villacidro, una Sardegna lontana e a molti ormai sconosciuta, una Sardegna dove le pratiche magiche erano in realtà la risposta della gente del popolo all’indigenza e alle malattie, così la cosiddetta strega altra non era se non la donna del popolo esperta di erbe e unguenti che di quelle si serviva per curare malattie del corpo e dello spirito, magari usando in modo del tutto improprio formule e preghiere tipiche della religione cattolica. Insomma, almeno in Sardegna, siamo lontani dalla persecuzione dell’Inquisizione per stregoneria, anche se non sono mancati casi di processi a donne, anche villacidresi.
Si tratta semmai del recupero delle tradizioni antiche, quelle che, specialmente le donne, hanno conservato narrando ai bambini spaventose storie di cogas durante le sere d’estate o parlando di tesori nascosti o delle apparizioni del diavolo, bonariamente chiamato Coittedda. C’è insomma, nei racconti riportati dall’Autore, una componente rustica e sostanzialmente bonaria anche nelle vicende più intriganti. Il diavolo non è poi così cattivo come lo si dipinge.
La stessa dolcezza e semplicità che si ritrova nei miti dei paesi latinoamericani, mentre l’aspetto inquietante e spoglio d’innocenza si ritrova nei racconti spagnoli o in quelli dell’America post-conquista: l’intrusione del cattolicesimo porta una nota di persecuzione inquisitrice nei racconti spagnoli e una di sofferenza dolente in quelli dell’America Latina.
Con una manovra culturale affascinante il Nostro sbarca in Spagna (che con la Sardegna ha avuto molto da spartire…) e scopre, e ci fa scoprire, le ricchissime tradizioni di Castiglia, Navarra, Galizia, Asturias. Un universo affascinante e misterioso si spalanca davanti ai nostri occhi di lettori e viaggiatori: sono le leggende dei mori di Granada, le lontane gesta di cavalieri cristiani e capitani musulmani, le nobili gesta di cavalieri e uomini del popolo, poveri ma ricchi di onestà e onore; e ancora le truci tradizioni legate alle streghe che popolano le scoscese  balze dei paesi della Spagna del nord.
Infine il viaggio virtuale si sposta nella mitica terra del sud America e qui incontriamo le affascinanti leggende scaturite dai miti andini: si coglie così l’affascinante vicenda di quei popoli semplici e felici, almeno fino a quando non hanno conosciuto la conquista  della spada e della croce. I miti latinoamericani ci riportano a una civiltà che ancora doveva entrare in contatto con l’Europa, la razza bianca, il cristianesimo. Un mondo dove il rapporto uomo-ambiente era ancora intatto e che finirà irrimediabilmente dopo la conquista di Cristoforo Colombo.
Questa raccolta di racconti si può leggere a livelli diversi: è un’antologia di letteratura popolare, ma è anche l’espressione di autori moderni, spesso giovanissimi che si cimentano con il mistero e l’enigma. Giovanissimi sono per esempio Stefania Sperandio e Alessandro Aru. Giovani ma ricchi di talento e voglia di cimentarsi in promettenti progetti letterari…
Prevediamo per questo libro lo stesso successo, se non maggiore, dei precedenti lavori pubblicati da Gian Paolo Marcialis.

Pietro Esora

Dello stesso autore: Villacidro, capitale delle superstizioni-Ed.LG, Arbus), 1997
Sa bidda de is cogas- Ed.Fiore (2ª Edizione), San Gavino M.le, 2007

I libri si possono richiede, via e-mail, al seguente indirizzo:
gianpaolo.marcialis@tiscali.it



Segnala, vota, condividi, salva l'articolo tramite:
Tags:     racconti      villacidro      gian paolo marcialis      streghe      libri sardi