Il tesoro di Capitana - 4° Parte
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La paura che il sotterraneo potesse essere allagato li aveva frenati perché non sapevano cosa li avrebbe aspettati li in fondo. La cripta era molto profonda e non si vedeva un minimo spiraglio di luce, per verificare le condizioni del sotterraneo, armati di torce e soprattutto di coraggio, Gianni ed Efisio, legatisi con le robuste funi che avevano portato iniziarono lentamente la pericolosa discesa....
La luce delle torce schiariva sufficientemente il condotto che portava da basso, fino ad illuminare l'immensa “grotta” che si presentava asciutta ma con un forte odore di chiuso, l'odore della muffa e le ragnatele che pendevano dal soffitto e quelle attaccate alle pareti rendevano il posto spetrale.... il pavimento dell'immensa sala era reso con delle grosse piastre di terra cotta ricoperte a tratti da una coltre di povere finissima .... in fondo si intravedevano ossa sparse e scheletri interi e sulla parete di fronte un grosso tavolo in pietra che sembrava un altare... più in fondo sulla destra si intravedeva la famosa cassa ..... quella del tesoro... ancora legata con delle robuste catene che trattenevano lo scheletro del povero Jossuph.
Alla vista del forziere un urlo che sembrava un tuono all'interno della cripta fecce accorrere verso l'interno tutti i presenti... l'unico costretto all'esterno fu il padrone di casa, dal momento che invalido come si trovava non poteva certo scendere lungo le ripide e pericolose scale ... l'euforia generale era incontrollabile e subito si accingevano ad aprire la cassa.
In quell'attimo Enrico cacciò un urlo che fece rabbrividire tutti quanti:
<Fermi! Non toccate nulla, chiunque tocchi il contenuto della cassa.... stasera non tornerà a casa> tremante, continuò... < Il tesoro è maledetto..... Prima che qualcuno di voi si azzardi a toccarlo bisogna fare degli scongiuri particolari e, questi li dovrà fare il sacerdote qui presente.>
La masnada di “ladri... assatanati” fecce qualche passo indietro borbottando ed imprecando...
<Cosa dovrà succedere ancora... non basta quello che abbiamo vissuto? Perché non possiamo aprire questa maledetta cassa e prendere il tesoro?.... Perché? ... Chi, come e perché, dovrebbe morire, é forse qualcuno di noi?>
Mariuccia, il sacerdote ed Enrico si erano stretti vicini ed il giovane riprese a parlare:
< Sapete che il contenuto è della chiesa e che nessuno di voi ne é padrone... se insistete e non fatte le cose che sono state raccomandate non sarà uno solo a morire.... partendo da Mario.... il figlio del padrone di casa... non lo dimenticate.>
Raggelarono, a queste parole..... e prontamente intervennero il sacerdote e Mariuccia, i quali cercarono di calmare gli animi e placcare i loro istinti primordiali... in quei momenti sarebbero stati capaci di uccidere pur di arricchirsi... Alle parole suadenti del sacerdote si rabbonirono e stettero ad ascoltare:
<Vi rendete conto di quel che potrà succedere? Siete forse così avidi da lasciar cadere vittima il caro Mario e senza preoccuparvi poi, della vostra stessa incolumità e magari dei vostri cari? Avete già scordato di aver giurato solennemente di non approfittarne. Questo tesoro farà la fortuna di tutti voi me compreso, ma non a condizioni della vita>
Mariuccia annuì e non proferì parola, mentre Enrico espresse il desiderio di voler tornare a casa, ma non prima che si fosse ricoperto l'ingresso della scala .... lasciando la cripta così com'era. Sentite quelle parole il vecchio che era al di fuori, richiamò tutti all'aperto e si decise di occultarne l'ingresso ponendo delle travi di legno e delle frasche che permettessero di porre poi delle pietre sopra per rendere più naturale possibile la copertura così fatta.
Eseguito il lavoro Enrico pretese di essere accompagnato a casa avvertendo prima che andasse via, che se non si fossero rispettati i patti, lui sarebbe uscito dalla partita e che non gli sarebbe interessato nulla di quanto poteva succedere conseguentemente.
Furono il sacerdote e Mariuccia ad accompagnarlo cosi che, durante il viaggio, ebbero a puntualizzare sull'accaduto con la rassicurazione del sacerdote, secondo lui, tutto si sarebbe svolto per il meglio ... ormai hanno capito ripeteva, andrà tutto bene... Ce ne sarebbe stato per tutti... tanto da vivere ricchi e sereni per diverse generazioni. Tanti soldi non li aveva mai visti nessuno e parte di questi sarebbero serviti per ripagare a padroni di casa che quell'anno era stato nominato Obriere per la Festa che tutti gli anni si teneva a Flumini di Quartu, località a mezza strada tra Quartu Sant' Elena ed il luogo del tesoro.
La festa era prossima e già si organizzavano i preparativi. Era una festa solenne che richiamava genti di ogni dove, i festeggiamenti, normalmente, si protraevano per una settimana ed a questi, anche loro erano invitati, quali ospiti speciali... non potevano mancare, famiglia compresa. Per l'occasione si sarebbe festeggiato anche il rinvenimento del tesoro ma, in forma privata.
Enrico aveva declinato l'invito, ed alla festa non era presente, perché pochi giorni prima due dei componenti il gruppo, accompagnati da Mario, il figlio del vecchio ed Obriere della festa, andarono a trovarlo a casa, dal momento che lui non si era fatto più vedere ne sentire.... Vennero fatti accomodare e portarono della frutta raccolta in giardino ed una busta che aprirono mostrando all'interno un fagotto legato da un fazzoletto da donna.... quelli classici, neri, che portavano le donne di una certa età.... Lo slegarono e, meraviglia delle meraviglie era pieno di monili e pietre preziose, erano tantissime, oltre due chili abbondanti, splendide luminose e di mille colori...... c'erano rubini, smeraldi, splendi opali e mille altre indefinibili e preziosissime, tutte evidentemente smontate dai castoni dei gioielli d'oro che era stato fuso per venderlo più facilmente, raccontarono.
<Questa è la sua parte, come era stato concordato.> disse uno di loro. Mario, stranamente non disse una parola e la cosa non mi stupiva per niente, anzi, era chiaro che nonostante i solenni giuramenti la folle bramosia e l'avidità avesse preso il sopravvento, la prova erano i preziosi li presenti e c'era da aspettarselo..... cosa poteva succedere lo sapevano bene e che fossero arrivati a tanto era un fatto assurdo.
Le stesse leggende popolari, da sempre, raccontavano di terribili fatti verificatisi conseguentemente al non aver rispettato i patti... Era risaputo ... da sempre, che gli Spiriti non perdonano.... Si sarebbero vendicati nella maniera peggiore, come era stato notato in altri casi conosciuti.
Questi erano i pensieri che affollavano la mente di Enrico mentre osservava quella fetta di tesoro che gli era stata posta sotto gli occhi, ma senza che l'avesse toccata con le mani.
Sapendo bene quel che sarebbe accaduto, invitò i presenti a richiudere il fagotto senza che perdessero altro tempo, che facessero in fretta e lo portassero lontano da quella casa.
Lui li aveva preavvertiti, perché mai si erano azzardati a portagli quella robba, dal momento che già sapevano che sarebbe stato fuori dalla partita se mai fossero arrivati a tanto. Sapevano bene che “Il Fatto” non avrebbe risparmiato nessuno di loro.... Perché lo avevano sfidato con questa folle azione? Per questo decise di congedarli dicendo:
< Voi siete pazzi. Riavvolgete tutto, in fretta, e portate fuori da questa casa il frutto delle vostre disgrazie future. Già sapete che la morte aleggia intorno a voi. fuori da questa casa e non tornate mai più neanche in questo paese. Dimenticate di avermi conosciuto e non azzardatevi a nominarmi per nessuna ragione, con nessuno.... Vi avverto... non fatelo.>
Si alzo in piedi e li sospinse verso la porta, era importante che andassero via, in fretta, già puzzavano di morte.
Certo non s'aspettavano una simile reazione, sorpresi ed imbarazzati, si levarono e riposto il malloppo nella busta andarono via con la coda tra le gambe... senza proferir parola.
Cosa successe al loro rientro a casa non si sa, probabilmente anche quella “fetta” venne ripartita tra tutti i partecipanti alla “caccia al tesoro”.
Intanto si era giunti al giorno della festa.... i preparativi per il pranzo trovava impegnate decine di persone che, indaffaratissime, correvano a destra ed a manca perché fosse tutto in ordine... La gente, tra fedeli e semplici curiosi, numerosissimi, erano accorsi sin dall'alba per accaparrarsi i posti migliori..... Erano centinaia le persone presenti, e tutto era pronto... L'aria di festa era viva, frizzante, e tutti felici e spensierati erano in attesa che si servisse ai tavoli che erano stati allestiti per l'occasione.
La Santa Messa era appena finita e “l'Obriere” venne chiamato d'urgenza perché mancava qualcosa di importante, per cui, il vecchio fece rintracciare il figlio Mario perché andasse a casa a prendere quella determinata cosa ... Mario ascoltò con attenzione le parole del padre e proposto ad un amico che lo accompagnasse, presa la Vespa e partì.
Aveva percorso appena duecento metri in mezzo al traffico mentre il vociare allegro e festoso della gente lo seguiva accompagnato dalla musica delle fisarmoniche e delle chitarre che suonavano allegramente.... nessuno a mai capito come sia potuto succedere.... Il traffico si era bloccato improvvisamente, la gente accorreva sul luogo dell'incidente... la vespa era volata lontano come se una forza sovrumana la avesse scagliata in aria ..... l'amico che era con Mario era in piedi con un gomito appena “sbucciato” e qualche abrasione superficiale sulle mani e su una gamba, niente di serio. La gente urlava mentre accorrevano i Vigili Urbani ed i Carabinieri che presenti alla festa avevano chiamato soccorsi dal Comando di Quartu. Si tentava di tenere lontana la gente che intanto si era assiepata intorno al giovane che accompagnava Mario, ma Lui, dov'era?
Una gamba grondante di sangue era appesa ad un basso albero ed i resto del corpo smembrato era disseminato nel raggio di qualche metro, mentre la testa recisa non si ritrovava.
Una scena raccapricciante. Non si era mai vista una cosa simile.
La gente intorno e gli stessi militari intervenuti per i rilievi rimasero allibiti innanzi a quell'orrida visione, com'era potuta accadere un cosa simile dal momento che con c'era stato uno scontro, non c'era stato assolutamente nulla che giustificasse quell'immane tragedia.
I rilievi effettuati non approdarono ad alcuna versione plausibile, era un mistero quanto era successo, era qualcosa di sopranaturale... non c'era altra possibile spiegazione..... ma, Loro, i genitori, e tutti coloro che avevano preso parte alla spartizione del tesoro maledetto sapevano bene, anticipatamente, che fatti tragici potevano accadere..... come quello, e forse peggiori.
Inenarrabile è la disperazione della famiglia e di quanti a loro vicini....
Quella assurda disgrazia non trovava ragione e, irrefrenabili lacrime amare scorrevano tra la loro disperazione, contagiando tutti i partecipanti alla festa che si erano stretti intorno.
La festa ovviamente venne sospesa a causa del tragico lutto. In men che non si dica quanto era stato allestito per i festeggiamenti, fu smontato velocemente, mentre la voce dell'incredibile incidente percorse l'intera città in un lampo..... Erano gente conosciuta da tutti e non mancò nessuno ad accompagnare Mario alla sua ultima dimora. Il corteo funerario si svolgeva lento e composto, mentre le campane a morto venivano sovrastate a tratti dal pianto disperato dei genitori e dell'unica amata sorella che per una vicenda precedente l'aveva portata alla pazzia.... povera ragazza... anche lei aveva pagato anticipatamente per l'avidità....che aveva sconvolto la famiglia intera.
Del terribile accaduto Enrico venne a conoscenza tramite Mariuccia che aveva rifiutato anch'essa di partecipare alla spartizione.... Enrico organizzò di tutta fretta la sua partenza, sarebbe andato lontano, all'estero. Non avrebbe mai voluto sapere altro di ciò che sarebbe successo. Partì.
Tuttavia, durante i contatti con i famigliari venne a conoscenza della serie di morti che si susseguivano, a catena, tra i partecipanti della “compagnia” che si era divisa il tesoro.
Alcuni di loro di punto in bianco si erano improvvisati Impresari Edili, gente questa, che precedentemente non aveva mai preso una cazzuola in mano, persone che, tra l'altro, stentavano a sopravvivere.
Gente che si era arricchita all'improvviso e che, gradualmente, a turno, moriva in maniera atroce. Gli incidenti nei cantieri, nelle strade erano all'ordine del giorno... di loro, in breve tempo non rimase più nessuno... mentre le loro famiglie subirono le peggiori conseguenze riflesse:
Sequestri dei cantieri, dei mezzi, delle stesse abitazioni private ecc, ecc.
Mariuccia ed Enrico, il sacerdote ed il geometra Rabdomante, furono gli unici che sopravvissero alla mattanza che aveva colpito il tristemente famoso gruppo....
Sopravvissero anche i vecchi genitori di Mario...... continuarono a vivere perché dovevano pagare con la sofferenza, il male che avevano procurato...... Loro lo sapevano...
quel tesoro era... Maledetto!
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