Le pagine cucite con il filo

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grimorio sardo

Eccoci di nuovo a pubblicare un racconto relativo alla figura di Thiu Giarrette di Ploaghe. Buona lettura.

“Dopo la morte di tiu Solinas, io e mia sorella pensammo, un giorno, di dare alla sua casa (era attigua alla nostra) una bella pulitina.
Non era la prima volta, ma mai c’era capitato di scoprire qualcosa al suo interno. Quel giorno, invece, avvenne: erano solo alcune pagine, molto ingiallite, di un libro cucito col filo.

Aveva un titolo inquietante, che non rivelerò. 
Da qualche parola letta, mi convinsi dei poteri di mio zio.
Ma sapevo, soprattutto, della sua onestà di cuore.

Infatti non aveva mai voluto dare il libro all’amico che glielo chiedeva insistentemente, rispondendogli: – Tue non l’ischis impittare, disti fagher dannu (“Tu non lo sai usare, rischi di fare danno!”)

Per quel che so io, quell’uomo non sapeva neppure leggere.
Raccogliemmo quei fogli, li mostrammo in seguito agli zii e, tutti d’accordo, li bruciammo.
Le sue scienze e conoscenze morirono con lui.

Credo, oggi, che siano stati doni o poteri da non trasmettere, da non insegnare né da affidare ad alcuno.
A me piace continuare a fantasticare su questo zio guaritore, buono, che spesso infastidiva qualcuno con il suo lessico infantilmente poco pulito, ma che era sempre desideroso di aiutare, con le sue capacità, quanti ne avevano bisogno.”

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Pasquale Demurtas

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