La Torre di Sant’Elia o della Lanterna

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Costruita ad opera dell’amministrazione del comune di Pisa nell’anno del signore 1282 dal costruttore Bartolomeo Provincialis su commissione degli allora castellani del Castrum di Cagliari Bondo Camulitano e Colo Frapano.

Edificata sulla cima del promotorio di Sant’Elia nei pressi della chiesetta eretta in onore di Elia, rendeva possibile il controllo di tutto lo spazio di mare antistante e quindi garantiva il collegamento visivo con le altre torri costruite lungo il litorale del golfo.

Presidiata da 2 guardiani (poi denominati “torrieri” durante la sucessiva Reale Ammministrazione delle Torri) la torre doveva assolvere la funzione di torre faro e di guardia. Lo storico Giorgio Aleo, in un manoscritto seicentesco, descrive la necessità derivante della tempestiva individuazione e segnalazione del naviglio Genovese che, in quel periodo, frequentemente incrociava minaccioso quelle acque. A tal proposito è interessante notare come, oggetto delle ispezioni dell’epoca fosse, tra le altre cose, il quantitativo di legno raccolto e stoccato nei pressi della torre.
Questo doveva essere considerato dai superiori sufficiente all’accensione e al mantenimento dei fuochi di segnalazione con i quali il Castrum di Cagliari, ancora privo delle torri dell’Aquila, dell’Elefante e del Leone, doveva essere allertato per la presenza del naviglio nemico. Oltre la funzione militare difensiva la torre era stata pensata per segnalava alle imbarcazioni la giusta rotta da seguire per raggiungere il porto. Fu dismessa solo nel tardo XVIII secolo dopo il tentativo di sbarco Francese (1793/94).

Andrea G.