La torre dell'Elefante - Contus Antigus

La torre dell’Elefante

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La torre dell’Elefante fu edificata utilizzando il bianco calcare prelevato dal colle di Bonaria nel 1307 dai pisani il suo progetto su affidato ….

…all’architetto Giovanni Capula (come precisa una lapide marmorea in latino: Capula Johannes fuit caput magister numquam suis operibus inventum sinister), che progettò anche la “gemella” torre di San Pancrazio (una terza torre, la Torre del Leone, gravemente danneggiata dai cannoni inglesi, spagnoli e dall’attacco francese del 1793, fu inglobata nel Palazzo Boyl).

torre dell'elefante di Cagliari

La torre faceva parte del sistema difensivo voluto dai pisani timorosi delle incursioni moresche quanto delle mire genovesi sulla città. La costruzione era dotata di tre imponenti portoni e due saracinesche (una di esse si conserva ancora tenuta su da pesanti catene).
La torre raggiunge in altezza 31 metri che diventano 35 se si considera anche il torrino, mentre dal lato di via Cammino Nuovo si eleva sino a 42 metri di altezza. Si pensa addirittura che essa sia stata edificata sui resti di alcune cisterne di epoca punica. La torre si è conservata nei secoli pressoché intatta. Essa rappresenta ancora oggi l’ingresso al Castello. Il nome non gli deriva, come si potrebbe facilmente immaginare, dalla scultura dell’elefantino, simbolo di forza e di fedeltà, posta a circa 10 metri dal lato di viale Università, ma dalla Ruga Leofantis, che oggi corrisponde alla Via Stretta. Ai piedi dell’elefantino si notano ancora gli stemmi dei castellani pisani di Cagliari. torre dell'elefante di Cagliari
Durante i secoli la torre è stata utilizzata per varie destinazioni. Intorno al 1328 gli aragonesi fecero chiudere la parte nord dell’edificio per utilizzarla a scopo abitativo e come magazzino. Gli spagnoli usavano praticarvi un macabro rituale: esponevano, dentro grate di ferro, le teste decapitate dei condannati a morte. Il capo mozzato dell’illustre marchese di Cea, accusato dell’uccisione del vicerè Camarassa, vi rimase esposta per ben 17 anni, efficace ammonimento contro ogni nuovo tentativo di insurrezione.
Nel 1800 infine fu adibita a carcere per detenuti politici. Venne restaurata nel 1906 riaprendo il lato murato dagli aragonesi, riacquistando così il suo aspetto originario.

Foto Andrea Gambula

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