La fata del pozzo - Contus Antigus

La fata del pozzo

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la fata del pozzo

Se avete letto qualcosa relativamente agli esseri fantastici che popolano le fonti, i corsi d’acqua e i pozzi in Sardinnia, siete a conoscenza dei pericoli in cui ci si può imbattere. Probabilmente, vista la sua giovane età non ne sapeva nulla Salvatore, quando in giovane età ebbe un incontro straordinario con un essere acquatico.
Avvenne durante le vacanze scolastiche che Salvatore passava con i suoi nonni in un paese del centro Sardegna. Salvatore adorava fare dei lunghi giri in campagna, talvolta a piedi e spesso in bicicletta. 

Vicino al podere dei nonni si trovava una vecchia fattoria nel cui cortile vi era un pozzo rotondo a carrucola ricoperto da un tetto di canne. Un giorno il ragazzo quattordicenne aveva sete, e dato che stava passando proprio accanto al pozzo prese un pò d’acqua.
Iniziò ad amare questo pozzo in modo particolare, e da quel giorno prese a recarvisi tutti i giorni.

Già il mattino di buon’ora andava dal suo pozzo e vi si soffermava sempre un pò. Quel pozzo esercitava un’attrattiva straordinaria e sconosciuta e attirava il giovane, ancora inesperto, in modo davvero misterioso.

Una mattina, prima del sorgere del sole, il giovane stava seduto alla luce della luna sul bordo dell’amato pozzo. In quel momento dal suo portamonete cadde una moneta, che finì direttamente nell’acqua per poi sparire nel fondo ma nelle onde apparve all’improvviso un viso tenero e opalino, davvero tenerissimo e straordinariamente bello, con grandi occhi scintillanti e una bocca carnosa e finemente arcuata.
I capelli mossi di quella figura erano nero-bluastri.
Quell’immagine si soffermò solamene un istante e il giovane voleva assolutamente rivederla, ma non avvenne nulla. Ogni mattina andava al pozzo, ma l’acqua rimaneva immobile, scura e misteriosa.

Gli venne venne allora l’idea di buttare un’altra moneta ma l’esperimento non subì l’effetto sperato. il giovane allora riuscì a prendere un anello d’oro appartenente alla nonna e in una notte buia e senza luna si recò nuovamente al pozzo.
Aveva appena gettato il prezioso gioiello nell’acqua che questa iniziò a tremolare e a scintillare ed ecco apparire lo stesso viso straordinariamente tenero ed incantevole, dalle forme argentee e misteriose.

Questa volta non c’era solamente il viso, ma tutta la parte superiore del corpo uscì dall’acqua sino ai fianchi, scintillante come madreperla. Salvatore rimase come incantato e gli sembrò di essere contemporaneamente in due corpi diversi: uno continuava a restare seduto sul bordo del pozzo, mentre l’altro si sporgeva leggero e trasparente oltre il bordo. Solo la parte inferiore del suo corpo rimaneva una e con il suo corpo sottile si sporse talmente nel pozzo e verso la fata che questa si spinse verso di lui, avvicinando la bocca alla sua. Ma quando egli cercò di stringere la fata fra le braccia, essa sparì immediatamente nel suo fresco elemento. E la visione cessò all’istante.

Solo qualche tempo dopo, in una notte domenicale, l’episodio ebbe un suo seguito. Il giovane Salvatore voleva andare a sedersi sul bordo del pozzo e si preparava ad issarsi. Così facendo si ferì ad una mano con un chiodo. Iniziò a sanguinare ed il sangue gocciolò nell’acqua del pozzo…
Salvatore si irrigidì dalla paura. Si sentiva uscire dal proprio corpo e fluttuare in una nuova forma più leggera, prima sopra il pozzo e poi dentro di esso.
La sua fata era di nuovo là: fu sommerso da una pioggia fresca e frizzante e poi travolto da una gioia ultraterrena e invaso dalla felicità di vivere una storia d’amore con la sua eterea amata.

Solo dopo una settimane dopo osò riavvicinarsi nei pressi del pozzo. Pioveva e lui era in bicicletta, ma la strada che scendeva ripida verso il pozzo era così scivolosa che poco prima di arrivare cadde, andò a sbattere dritto contro il muro del pozzo e colpì un palo con il capo. Dovette fare uno sforzo enorme per evitare di cadere dentro, allontanandosi dal muro. Capì subito che se voleva rivedere la sua fata, avrebbe dovuto pagare con la vita. Decise di vivere.

Torno dai nonni a Novembre e con prudenza si recò nuovamente al pozzo, trovandolo stranamente asciutto.
L’anno successivo seppe che la fattoria venne venduta e il nuovo proprietario abbattè il pozzo.
La sua fata del pozzo non riuscendo nell’intento di portarlo con se, probabilmente si era spostata in cerca di nuove prede.

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