Io e i miei… fantasmi

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Pubblichiamo molto volentieri la testimonianza di una nostra lettrice che intende rimanere anonima. Buona lettura.

Allora avevo 23 anni circa, andai a convivere con un ragazzo e per ammortizzare le spese, decidemmo di dividerle con un’altra coppia. La casa era datata, ma non messa male. C’era un bagno con la vasca, e per poterci fare la doccia, decidemmo di montare una tenda intorno, perché la vasca era posizionata a metà di una parete, quindi con i due lati corti e uno lungo liberi.
La tenda aveva l’apertura al centro del lato lungo, era celeste in tinta unita.
In fondo al bagno la finestra, che non faceva entrare raggi del sole perché si affacciava su un cumulo di altri palazzi che facevano ombra.

Quel giorno, come altri, decisi di farmi una doccia.
Ero sola in casa, quindi sarei stata più rilassata. Mentre mi lavavo, passò un’ombra come di una vecchina ingobbita dalla finestra verso la porta, da destra a sinistra….. “Cazzo!”, mi dissi “Ho dimenticato di chiudere la porta, chi sarà entrato” mi affaccio fra le due tende… nessuno…
Va bè, chissà cosa pensavo.
Continuai a farmi la doccia senza pensarci… “Aricazzo!” la stessa ombra che andava invece dalla porta alla finestra. In effetti, pensai, sarebbe dovuta entrare dalla finestra la prima volta.
Finii la doccia velocemente, usci dalla vasca completamente fradicia e la prima cosa che feci fu controllare la porta… chiusa a chiave!

Non ne parlai con nessuno di questa esperienza, ma capitò che un giorno, mentre si cenava, io e quello che allora era il mio compagno avevamo il viso rivolto alla porta chiusa della cucina, che dava all’andito.  Al centro della porta c’era del vetro, com’era uso fare anni fa le porte.
Ad un certo punto lui esclamò “Chi cazzo è passato nell’andito???”. Da considerare che tutti gli autoctoni di quella casa erano in cucina! Gli dissi di lasciar perdere che poi gliene avrei parlato. Scoprimmo che in quella casa ci morì una donna e si dice che le anime rimangono in una casa “po billai scusorgiu”,(controllare il tesoro) almeno nel paese di mia madre.
Poi da quella casa andai via.

Mi trasferii in un’altra casa dove si impiccò un tizio, per non so quale motivo, si parlava di suicidio d’amore.
Si impiccò al tubo dello scarico del bagno (quando andai io era ancora storto) e io presi possesso della sua camera.
Sentivo come una tristezza intorno a me, ma niente di più, mentre quando invitato amiche, in pieno agosto, sentivano delle “strisce gelate” nella loro schiena. Ovviamente non raccontai mai del suicidio. Sembrava non gradisse ospiti.

Queste sono le mie vicende su due ipotetici fantasmi, non legati alla mia vita, ora passiamo a mio padre e mia madre.
Mio padre era stato un padre molto severo nella sua vita, quindi mi ritrovai sola ad accompagnarlo nel suo ultimo periodo, non mi sono mai pentita e lo rifarei sempre.
Era malato di cancro, soffrì tantissimo, io stavo con lui dalla mattina alla sera, persi anche il posto di lavoro per stare con lui.
Smise di fare la chemio, perché lo faceva stare male, quindi giorno dopo giorno lo vidi consumarsi, rimpicciolirsi, perdere le fattezze umane.
Fino a quando, dopo aver espletato tutti i suoi doveri, salutato tutti (dietro mia richiesta), sistemata situazione con mia madre riguardo la pensione, mi disse di andare via e morì.

Mio padre aveva un orologio Casio, da cui non si separava mai, e lo vidi in un taschino della giacca in ospedale, inutile dire che nessuno poté portare quell’orologio a casa sua, anche perché la sua camera era chiusa a chiave.
Entrammo con mie cognate per poter prendere “sa bistimenta”, gli abiti per vestirlo per il funerale e tumulazione.
Aprì la porta e proprio in quel momento un orologio cominciò a suonare… era il suo orologio Casio sul comò della camera!!! Quando tornai in ospedale, l’orologio non c’era più… non ho mai potuto dare una spiegazione a questo fatto…

Un altro fatto senza spiegazione sempre riguardo mio padre fu una chiamata.
La mia famiglia si trovava in cucina, io in camera di mia madre, sui letti le borse e i giubbotti di tutti.
Faccio una premessa, i miei erano separati in casa e nonostante mio padre stesse morendo, stavano divorziando, nessuno dei due aveva il numero di telefono dell’altro.
Squillò il telefono di mia madre (era il periodo dei cellulari a cristalli liquidi), chiamai mia madre per venire a rispondere al telefono ma non mi sentiva.
Presi il telefono e rimasi basita.
Il numero era quello di mio padre….
Risposi io con un flebile “Pronto…”, dietro si sentiva il vuoto, il nulla.
Continuavo con “Pronto, pronto…”, ma niente. Chiusi la chiamata e rimasi un po’ così.
Siccome ci deve essere sempre una spiegazione logica nella mia vita, mi dissi che sicuramente la telefonata era partita dal telefono di mio padre che era rimasto in borsa, una borsa poggiata e ferma sul letto.
Andai a controllare le ultime chiamate in uscita sul cellulare di mio padre ma non c’era nessuna telefonata quel giorno, esoprattutto non c’era il numero di mia madre.
Controllo le chiamate in entrata sul cellulare di mia madre e non c’era più quel numero.
Ecco, io qui mi fermo, anche se sono una persona logica, non posso dare spiegazioni a certe cose.

Esattamente 8 anni dopo, mia madre fu uccisa mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali.
Andava a prendere la pensione, in una strada dove ad agosto non passa nessuno durante la giornata, figuriamoci alle 6 e 50 del mattino.
Comunque mia madre morì due ore dopo, anche se cercarono di salvarla.
Ha anche battuto la testa su un palo (lo scrivo perché servirà dopo).

Io ero fuori, rientrai con il primo aereo il giorno successivo.
La vidi solo nella bara e la cosa più assurda è che sentivo che qualcuno sarebbe morto, perché ogni volta che sto male in quella maniera, vengo sempre a sapere che qualcuno muore.
Mi confidai con una mia amica un mese prima e le dissi “Ho la sensazione del freddo della morte”.
Mentre partivo, circa 20 gg prima, salutai mia madre e mi bloccai nell’andito dicendo a me stessa “Te lo immagini, rientri e mamma non c’è più?”, scrollai quei pensieri e partii.
Tutti quei 20 giorni che mi separavano dal destino, stetti male, ma molto male, feci sogni premonitori, che ho rivissuto nei giorni seguenti.

Dopo qualche giorno dalla morte di mia madre, non riuscendo a dormire e nominandola sempre, mi giravo e rigiravo nel letto, fino a quando lo sguardo mi andò sul filo dell’antenna, che appesi al lampadario perché usavo una prolunga, e lo vidi accendersi, come i led di natale, tante lucine blu una dietro l’altra.
Mi sedetti sul letto e dissi “Mamma!”, piano piano le luci si affievolirono e sparirono. Mi alzai e non riuscì a dormire per tutta la notte.

Sono successi altri fatti strani dopo la morte di mia madre, racconterò i più particolari.
Un anno dopo, lo stesso giorno e alla stessa ora, decisi di scendere e vedere se effettivamente il sole era così accecante da non poter vedere chi attraversava in quella strada.
La cosa più strana è che c’era l’arcobaleno, un piccolo arcobaleno che partiva da un palo e finiva sul palo del marciapiede opposto dove aveva battuto la testa mia madre.
Feci delle foto e poi andai via per recarmi in cimitero e alla messa finita la quale andai a casa della migliore amica di mia madre.
Feci vedere le foto alle figlie e una di loro mi disse “Ma qui c’è un viso!!!”, e tutti lo videro, il viso di mia madre.
Da premettere che non sono cattolica, quindi chi persona più scettica di me, ma quel viso c’è sulla foto, è un gioco d’ombre, ma un gioco d’ombre con le fattezze di mia madre… poi già l’arcobaleno senza aver piovuto mi è sembrata comunque una bella cosa.

Tralascio altre cose, che potrebbero essere poco importanti, e concludo la storia con due esperienze.
Ho un campanello wireless, con circa 30 suonerie se non di più, collegato ad una ciabatta vicino al letto, in maniera tale che se suonano, lo senta solo io.
Ho messo una suoneria classica, tipo “din, don”.
Questo campanello ha preso più calci di un pallone ai mondiali, ma non è mai successo niente.
Il giorno del compleanno di mia madre, mi accingevo ad uscire per andare in cimitero, ad un certo punto diedi forse un colpo al campanello, che cominciò a suonare “Tanti auguri a te…”… con tutte le suonerie presenti, proprio quella. Io le chiamo coincidenze, anche se strane.

Concludo con l’ultima cosa che mi è successa.
Da un po’ di tempo, entrando in camera da pranzo, e solo quando vi entro, sento dei campanellini.
Ho pensato fossero fuori, ma se mi avvicino alla veranda il suono si affievolisce, se mi avvicino all’andito, pure.
Mi è successo varie volte, fino a quando non ho deciso di capire.
Seguo il suono e scopro che è dentro la credenza che io non apro mai.
Apro le ante e scopro che lo scampanellio arrivava dai dei piattini sovrapposti e penso che ci possono essere vibrazioni, come si propagano non possiamo saperlo, ma nella credenza c’erano anche tazzine una sopra l’altra, bicchieri messi affianco, cucchiaini in altri bicchieri ecc. Perché sono quei piattini che suonavano?
Li ho mossi, ho levato la tazzina che c’era sopra e quella a fianco. Hanno smesso di suonare… non li ho più sentiti.
Tutto ciò sempre in corrispondenza degli anniversari di mia madre.
Non parliamo di cose sparite e poi riapparse in punti assurdi. Come un c/c che dopo mesi che lo cercavo è apparso ai piedi del letto, piegato in tre e in piedi.
Sono dell’opinione che solo il corpo fisico muore, noi siamo fatti di energia e l’energia non si può distruggere, ma solo trasformare… Forse è tutto frutto della mia fantasia, anche se certe cose non me le so spiegare, ma mi danno veramente tanto conforto.

Buona vita a tutti.

 

Se avete avuto qualche esperienza particoloare e volete raccontarla mandate una mail ad alessio@contusu.it