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Il tesoro di Capitana - 2° Parte

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Il tesoro di CapitanaGià, la storia del tesoro aveva ossessionato tanta gente, forse troppa.
Il tesoro di cui si favoleggiava aveva letteralmente sconvolto un'intera famiglia di Quartu Sant'Elena, una famiglia agiata che presa dalla bramosia di ulteriore ricchezza avrebbe pagato con la vita pur di impossessarsi di questa immensa fortuna.

Il capo famiglia tale (Ziu...X..) rientrò come molti altri soldati dalla guerra la dove perse entrambi le gambe per assideramento quando era stato deportato in Russia dopo essere stato catturato dai soldati.
Portava le protesi che gli avevano applicato dopo avergli amputato le gambe e nonostante questa condizione, la volontà e lo spirito di sopravvivenza certo non lo avevano abbandonato, la moglie ed i due figli, una splendida ragazza ed un ragazzo eccezionale gli erano sempre vicini e lui si sentiva tanto amato e protetto che la sua diversità, data dalle protesi appunto, non gli impedivano certo di sentirsi sempre più vivo.
Aveva imparato a convivere con serenità con il suo stato di invalido ed infatti, puntualmente tutte le mattine si recava nel suo frutteto e con l'aiuto di un piccolo motocoltivatore aveva reso questo luogo un giardino spettacolare ed invidiabile, la dove, come consuetudine in luoghi fuori mano, lontano da casa, aveva posto dei cani da guardia che avrebbero custodito il suo podere.

Aveva lavorato a lungo, e sodo, per rendere quest'appezzamento di terra il giardino che aveva creato e di cui andava visibilmente orgoglioso, la sera rientrava a casa e raccontava quanto divenisse sempre più bello e rigoglioso... era felicissimo del suo operato, e ringraziava il Signore per quanto gli aveva concesso a saldo del danno subito... avendo servito la patria.
Che fosse stato reso invalido poco gli pesava, lavorava molto e lo rendeva sempre più orgoglioso.
Ma arrivò il momento che quest'uomo un pomeriggio arrivo a casa tutto trafelato, balbettava e non si riusciva di farlo tornare in se. Era tornato troppo presto e la figlia, la prima ad accorgersi delle sue condizioni, urlò con forza per richiamare la madre che stava in una stanza in fondo alla casa, aprì il grande portone d'ingresso ed aiutò l'anziano genitore ad entrare mentre la mamma correva pensando ad una disgrazia.
Lo portano con fatica fino in camera da letto dove, interrogatolo su cosa fosse accaduto, egli raccontò allucinato e visibilmente terrorizzato cosa gli fosse capitato nel suo giardino.

Confortato dalla moglie e dalla figlia che intanto aveva provveduto a chiamare anche il fratello che lavorava come geometra presso il locale Comune, rasserenatosi un po l'uomo inizia a raccontare la scioccante esperienza vissuta:

< Mi ero appena accostato ai cani per dar loro da mangiare dopo avergli già cambiato l'acqua con dell'altra fresca quando mi sono sentito battere sulle spalle, mi volto e con grande sorpresa dietro di me c'era un frate con il cappuccio in testa. Mi sono spaventato non tanto per la presenza del frate quanto per il fatto che mi consigliava di aiutarlo a tirar fuori da sotto terra una grande cassa che gli apparteneva; detto questo, direttamente sotto i miei occhi è scomparso così come era apparso. Mi sono sentito svenire dalla paura, neanche in guerra ho avuto mai tanta paura come oggi. >

Intanto il figlio, che era appena sopraggiunto, sentì le ultime parole del padre che lo avevano tanto impressionato, così concertarono tutti insieme di interpellare qualcuno che si intendesse di spiriti, un veggente, un medium, insomma chiunque fosse in grado di spiegare chi fosse il frate apparso all'improvviso e che cosa volesse realmente.
Moglie e figli si dettero subito da fare per rintracciare qualcuno che si occupasse di pratiche simili, fintanto che individuarono una certa Mariuccia che abitava a Quartucciu, giusto al confine di Quartu Sant'Elena. Andarono naturalmente a trovarla e questa dopo aver ascoltato con interesse l'intera storia consigliò di rintracciare un tizio che abitava a Cagliari, un personaggio piuttosto conosciuto per la sua attività di Rabdomante, dove con la sua esperienza oltre che ricercatore delle vene freatiche sorgive era conosciuto anche come colui che trovava i tesori pertanto poteva individuare la cassa famosa in questione.

Mariuccia sa Bruxa (la strega), cosi era chiamata la donna di Quartucciu, era una persona molto conosciuta, e non solo in paese, la sua nomea si era propagata e veniva chiamata un pò in tutta la Sardegna e non solo. Era piuttosto famosa anche nel continente dove si recava spesso accompagnata da un nipote o da una sorella. A vederla incuteva disaggio ed una certa dose di paura, il suo aspetto era stranissimo, di statura media e con i cappelli biondi color paglia secca legati a coda sulla
nuca mettevano in maggior risalto i suoi occhi grigi e spenti, si, spenti, perché non vedeva quasi più.....

Che la cecità avesse acuito i suoi poteri sopranaturali? Si è sempre creduto di si, infatti, era in grado  di percepire delle sensazioni profonde e recondite dell'animo delle persone sulle quali si concentrava e soprattutto se poteva tener la mano di una di queste...era davvero impressionante quanto poteva fare questa donna ed è forse per questo che la gente ne aveva paura, ed è per lo stesso motivo che veniva appellata “La Strega”.

Intanto la famiglia di Quartu prese contatti con il famoso rabdomante al quale raccontarono la storia vissuta dal capofamiglia, mentre pendevano dalle labbra di questo personaggio che pensieroso corrucciava la sua fronte, immerso in profonda riflessione..... quando socchiuse le labbra per parlare gli astanti ebbero come un colpo al cuore per la tensione che li avviluppava.... L'uomo sbottò dicendo che era necessaria ed indispensabile la presenza di un sacerdote, persona questa che lui conosceva bene, affidabile e discreta, per cui se loro non avevano nulla in contrario si sarebbe tentato di rintracciare il prete per sentire anche il suo parere.
Accettata la proposta il rabdomante chiamò il sacerdote che, dopo un serie di interminabili squilli finalmente rispose, sciogliendo la tensione che si era accumulata e che si tagliava a fette, data la breve attesa che, tuttavia, sembrava eterna....

< Pronto?... Si, sono io... vengo in Canonica insieme a delle persone che hanno necessita del Suo intervento... d'accordo... tra mezz'ora... grazie! >

Si divincolarono dal traffico abbastanza in fretta e giunsero dal sacerdote che li attendeva incuriosito, dopo una breve presentazione, accomodatisi nello studio, raccontarono per l'ennesima volta le motivazioni che li aveva condotti sino a lui.
Il parroco era persona conosciutissima essendo intervenuto in diverse occasioni come esorcista, per cui, sicuramente esperto in fatto di spiriti e di fatti misteriosi... prese in seria considerazione quanto gli era stato raccontato e non si scompose troppo, anzi, decise che era urgentissimo intervenire e per questo accordarono di rivedersi tutti insieme lo stesso pomeriggio, compresa  Mariuccia che lui già conosceva e che riteneva indispensabile, affinché evocasse lo spirito del frate che era comparso nel
giardino.
Era Luglio inoltrato, il pomeriggio di quel giorno afoso come non mai, intorno alle 16,30 li trova tutti riuniti nella casa di Quartu.
Dopo i convenevoli di rito, caffè, dolci tipici Quartesi e bibite fresche aprono al discorso che maggiormente interessava la famiglia.... così, Ziu (....) alla richiesta del prete prese a descrivere la scioccante esperienza vissuta.
Lo interruppe il sacerdote che, ascoltata la versione dell'uomo, decise di doversi recare in campagna, nel giardino dove si era verificato il fatto; senza perdere tempo partirono ed in breve giunsero sul posto dove li attendeva una brutta sorpresa.
I cani da guardia che normalmente si accostavano al cancello d'ingresso quando sentivano che qualcuno si avvicinava, non c'erano, come mai?, al che, il padrone, allarmato per la loro assenza aprì di fretta e chiamandoli per nome ad alta voce non ottiene risposta. Entrando li trovarono morti.
A quella vista intervenne Mariuccia che aveva avvertito una strana sensazione:

<Fermi tutti > disse, < Non muovetevi, sento molte presenze in questo giardino... aspettate >

Ruotando la testa come se seguisse il movimento di queste presenze invisibili, prese a camminare e si diresse verso un punto preciso che le “presenze” le avevano indicato, quello era il punto d'ingresso alla cripta dove era custodito il tesoro ma, non vi si poteva accedere se non a condizioni particolari che sarebbero state comunicate a tempo debito. Così dovettero lasciare il posto ed aspettare nuovi segnali. Rientrati quindi tutti alla casa di Quartu, riepilogato quanto successo concordarono che
chiunque di loro avesse avvertito un qualche segnale in merito al caso in questione avrebbe avvertito tutti i componenti il gruppo che si era venuto a creare, lo stesso che avrebbe dovuto collaborare sinergicamente.
Il sacerdote prima di salutare benedì i presenti e raccomandò di stare tranquilli e sereni, non avessero alcuna paura, tutto sarebbe andato bene.
Si strinsero vigorosamente le mani e si lasciaro.
Rimasti soli, da li a poco alla famiglia si aggiunse anche il “figlio” acquisito, il fidanzato della figlia che già si preparava per il matrimonio..... stettero a lungo insieme, praticamente sino a tarda notte e, dai commenti generali traspariva il desiderio che andava crescendo sempre più, di scoprire cioè cosa contenesse quella famosa cassa ... e se fosse il favoleggiato tesoro di Capitana?, si chiedevano, mentre si affollavano una marea di altre ipotesi. Intanto si era fatta notte fonda e decisero di riposare un po per essere poi in grado di affrontare la giornata successiva.

ForziereCome d'abitudine alle prime luci dell'alba il padrone di casa era pronto per recarsi al suo giardino , questa volta in compagnia del figlio che aveva insistito tanto e non lo avrebbe lasciato uscire da solo. Fatta colazione uscirono ed in breve giunsero nella tenuta di famiglia dove il giovane si dette subito da fare per portare fuori i cani che erano rimasti li, ancora legati, non avendoli rimossi il pomeriggio precedente. Sepolte le povere bestie il figlio decise di interpellare degli amici per procurarne degli altri in sostituzione... così trascorsero un paio d'ore sul posto e prima di mezzogiorno decisero di rientrare nell'intento di recuperare altri cani da portare nel giardino. Ne trovarono due che sembravano dei mostri, l'aspetto feroce di questi certo non avrebbe permesso ad alcuno di avvicinarsi al podere, per cui, soddisfatti, decisero che la stessa sera li avrebbero portati nella loro tenuta.
La sera infatti mentre il vecchio raccoglieva un poco di frutta e qualche grappolo d'uva, il volenteroso figliolo aveva sistemato i cani che apparentemente sembravano nati e cresciuti sul posto. Tutto bene dunque, erano pronti a rientrare ed il vecchio sembrava non presentare tracce dell'esperienza vissuta, tornarono a casa e stettero al freso seduti sotto il pergolato della bellissima casa, tipica campidanese, dove nelle lunghe sere estive si cenava tranquillamente sotto il porticato dove si affacciano le varie stanze dell'abitazione.
La notte poi, durante la cena non si poté farne a meno di riaprire il discorso in tema all'accaduto e si congetturò ancora a lungo sui segnali che avrebbero potuto ricevere, si sfiorarono tutte le ipotesi possibili ma senza approdare a nulla, mentre si fantasticava ancora una volta sul tesoro che si sarebbe potuto trovare. Si diceva che era una fortuna incommensurabile e già si facevano i conti sulla possibile spartizione, il tarlo della cupidigia li aveva oramai contaminati ed i loro progetti futuri correvano con la fantasia oltre l'inimmaginabile; da miliardari si sarebbero potuti permettere tanti di quei lussi........
La notte trascorse in allegria al pensiero di una fortuna così grande che stava per ricoprirli letteralmente d'oro, ma tutto sommato, fu una nottata tranquilla.

Il vecchio, puntualissimo, all'alba era già a mezza strada in direzione del proprio giardino quando sulla strada fora una gomma del suo mezzo... imprecando uscito a fatica dalla motocarrozella si accinge a sostituirla e mentre era intento a sbloccare i bulloni strettissimi e duri da smuovere si sentì una mano sulle spalle. Voltandosi di scatto si trovò vicino un giovane che salutando gli disse di lasciar fare a lui, lo avrebbe aiutato, e presagli dalle mani la chiave, in men che non si dica sistemò la ruota, sarebbe potuto ripartire senza problemi. Ziu (...) ringraziò vivamente ma non sapeva come sdebitarsi, il giovane tuttavia non voleva niente in cambio di un semplice doveroso favore come quello che aveva prestato, allora il vecchio chiese se non avesse particolari impegni, se lo avesse gradito, si sarebbero recati in giardino visto che distava davvero poco, per cogliere della frutta che gli avrebbe regalato;

< Chi sei, qual'è il tuo cognome, sei senz'altro di Quartu ed io conosco pressoché tutti per cui se vieni con me ci fermiamo solo per poco, devo portare da mangiare per i cani e dopo aver raccolto la frutta ti riaccompagno volentieri a casa. >

Rispose il giovane:

< No! Grazie, non posso venire devo stare qui per controllare delle cose.>

Il vecchio insistette e chiese cosa avesse da controllare di così particolare interesse ed il giovane rispose in maniera sibillina dicendo che se non avesse a controllare con attenzione tutta la zona circostante, anche il suo meraviglioso giardino sarebbe stato in pericolo.
Ziu... non è che avesse compreso bene ciò che il giovane gli aveva detto e ringraziando ancora partì.
Arrivato, finalmente, aprì il grosso cancello e richiusolo alle proprie spalle, si accinse a portare il pasto per i cani che sicuramente avevano fame. A momenti gli veniva un colpo quando vide i nuovi cani, morti anche questi come i due precedenti... che stava succedendo? Perché i cani morivano gli uni appresso agli altri? Non era mai successo, al chè improvvisamente gli ritornano il mente le parole del giovane che lo aveva aiutato: < Devo controllare anche il suo giardino altrimenti....>
Rendendosi conto che quelle parole sibilline e la morte anche dei cani potessero essere collegate, pensando all'eventuale nuovo segnale che tutti si aspettavano, in breve si ritrovò a casa la dove emozionatissimo raccontò la nuova avventura vissuta.

La moglie preoccupatissima suggerì di richiamare urgentemente tutte le persone con le quali avevano concordato, sperando di scoprire se questo fosse il segnale aspettato.
Chiamò senza perdere tempo e, raccontate le ultimissime accordano di rivedersi nel pomeriggio, e le ore che separavano l'incontro sembravano interminabili facendo crescere in famiglia, uno stato di tensione che era oramai arrivato al parossismo.
Come stabilito, puntualissimi, si ritrovano ad analizzare il caso ultimo e li si stabilisce che, forse, una seduta spiritica fatta in casa sarebbe stata opportuna, se si fosse riusciti a stabilire un contatto con le entità custodi del sito in questione, da questa, sicuramente, avrebbero ricavato le informazioni che necessitavano per risalire poi alla scoperta della cassa del tesoro.
Scelto l'ambiente più consono dove fare la seduta spiritica si sedettero intorno ad un grande tavolo perché potesse ospitare tutti, dato che erano piuttosto numerosi; Mariuccia era la Medium, mentre gli altri sedevano in circolo ponendo il rabdomante di fronte alla medium e lasciando fuori il sacerdote che dall'esterno avrebbe assistito senza dover partecipare direttamente se non per un caso estremo, la dove malauguratamente si fosse dovuto ricorrere ad un esorcismo.

Istruiti sul comportamento da tenere, emozionatissimi iniziarono illuminati dalla luce di una candela, unica fonte di luce che schiariva la scena e che a sua volta creava dei riverberi sui volti dei partecipanti rendendoli, a tratti, paurosi..... Il volto spetrale di Mariuccia, dipinto dalla luce oscillante della candela la rendeva orribile a vedersi, soprattutto mentre si seguivano le smorfie che contorcevano i suoi lineamenti, sbuffava rumorosamente, sempre più forte mentre cantava una specie di nenia incomprensibile... l'aria elettrizzante che si era creata teneva la compagnia come ipnotizzata ma terrorizzata allo stesso tempo... il terrore lo si leggeva nei loro occhi sbarrati e pieni di paura, mentre il sacerdote dall'esterno seguiva anch'esso, teso fino allo spasmo, il continuo sbuffare della medium, la sua nenia ossessiva ed i continui sussulti che a tratti la facevano sobbalzare sulla sedia. La scena si protraeva da oltre un ora quando, all'improvviso, dalla bocca di Mariuccia che aveva preso a sbavare copiosamente fuoriuscì una voce rombante e mascolina che fece rabbrividire i partecipanti. Lo stesso volto di lei si era alterato assumendo un aspetto inaspettatamente maschile, la conformazione del viso e degli occhi richiamavano una figura orientale ma questa si trasformava in continuazione fintanto che si stabilizzò un volto sereno e la stessa voce possente iniziale si rivelò infine, dolce e suadente.

< Sappiate figlioli, che io sono il Priore del convento, la dove avvenne un orribile eccidio ad opera di un gruppo di masnadieri che ci avevano aggredito ponendo poi tutto a ferro e fuoco.
Erano dei disperati in fuga, che hanno nascosto in grande tes.....
>

S' interruppe perché alla sua si era sovrapposta la possente voce precedente, che in una lingua mai sentita, proferiva delle parole incomprensibili... Nonostante le insistenze del direttore della catena, il geometra rabdomante, che tentava di obbligare lo spirito a che parlasse una lingua comprensibile, dopo lunga insistenza dovettero smettere.
La pausa obbligata sciolse la tensione accumulata e finalmente poterono tentare un resoconto dell'accaduto. Erano stanchi ed ancora sovreccitati per l'esperienza vissuta.... ma ben presto, usciti a respirare un po d'aria fresca sotto il pergolato, ristorati da una buona bibita fresca iniziarono a scambiarsi le impressioni suscitate da quella prima esperienza, unica, perlomeno per quella famiglia che non aveva mai assistito precedentemente.
Prese la parola il sacerdote:

< Sapete, fenomeni simili ne ho visti tanti, e questo rientra nella norma ..... le alterazioni del volto di Mariuccia, sono la conferma della tentata possessione del suo spirito da parte di altre entità, così quello che si è manifestato era sicuramente uno dei soliti che interferiscono per impedire il dialogo che aveva aperto “il priore”... peccato che l'interferenza di quest'altro spirito ci abbia costretti a smettere... davvero un peccato, ma.....>

Il geometra rabdomante avrebbe preferito riprendere subito con una nuova seduta ma venne dissuaso dal momento che tutti gli altri non si sentivano di rincominciare, era la prima volta che ne facevano una pertanto non si sentivano di ripeterla... almeno per quel giorno, avevano bisogno di ritemprarsi e disporsi in condizioni di affrontare un' altra simile esperienza, d'altronde non si tratta di cose ordinarie.
Accordarono di lasciare il tutto al giorno successivo e che si sarebbero risentiti telefonicamente per confermare vicendevolmente.
Fu un altra lunga notte, conseguentemente non si parlò d'altro che di quanto era successo, ed il genero di ziu (....) decise che lui non avrebbe voluto partecipare mai più ad esperienze simili e data la sua insistenza si decise di lasciarlo al di fuori mentre la fidanzata avrebbe continuato nonostante il suo parere negativo. Si era fatto oramai tardissimo e tutti andarono finalmente a letto.

La mattina successiva come di consueto, il primo ad alzarsi fu il padrone di casa, la moglie lo seguì dopo pochi minuti impedendogli di uscire di casa visto che si preparava, e lei non voleva assolutamente che tornasse da solo in campagna ed insistete che vi si recassero: il figlio ed il genero, anche perché c'erano i due cani da seppellire, avrebbero portato anche un poco di frutta fresca da regalare al sacerdote, a Mariuccia ed al geometra che sarebbero tornati nel pomeriggio considerando che l'ora più propizia, secondo loro, era quella.....
Lo fece convinto ed il vecchio rimase a casa seppur a malincuore perché abituato ad andare in campagna, in casa, si sentiva inutile.
Quando il figlio ed il genero che per la notte dormì da loro furono pronti per uscire, erano già le nove del mattino, in breve raggiunsero il giardino ed andarono a seppellire i cani, poi raccolsero la frutta che era stata raccomandata e mentre stavano per andar via entrambi vennero percorsi ad un brivido fortissimo come se avessero avvertito una presenza che li aveva turbati notevolmente, guardinghi, facendosi forza e coraggio, come se non avessero sentito nulla, chiusero il cancello e messa in moto la macchina, tornarono a casa in un lampo dove raccontarono quello che avevano sentito.
Inutile raccontare quante argomentazioni furono imbastite intorno e decisero che, come al solito, era necessario avvertire i componenti il gruppo per sentire anche il loro parere. Era Lei, la padrona di casa, che si occupava di questo ed il pomeriggio si ritrovarono ancora una volta insieme decisi più che mai ad andare a fondo, chiarire una volta per tutte come avrebbero dovuto fare per recuperare il tesoro..... costasse quel che costasse.
Dopo un pranzo veloce si ritrovarono tutti insieme, pronti per iniziare.... soliti avvertimenti di rito e.... si entrò nel vivo della seduta.
Mariuccia, al massimo della concentrazione in breve arrivò a stabilire un contatto, il momento più atteso.
Il monaco della volta precedente si era manifestato senza interferenze e da quel momento iniziò a parlare riprendendo il discorso interrotto la volta precedente:

<Per entrare in possesso del tesoro che è custodito nella cripta, dovrete usare particolari precauzioni ed attenervi al rispetto di quanto vi dirò, dovrete giurare solennemente che osserverete dettagliatamente quanto ascolterete da questo momento in poi e non trascuriate nulla....>

A queste parole, seguì una pausa che sembrava eterna, Mariuccia ansimava ed era percossa da lunghi brividi... il volto cereo e gli occhi sbarrati mettevano in evidenza il bianco dei globi oculari che rendevano la sua faccia una maschera terrificante, quando improvvisamente riprese a parlare:

<Andate nel giardino e li, saprete cosa fare>

Mariuccia si “svegliò” di soprassalto dal torpore in cui era caduta e, concitatissimi si organizzarono per recarsi in campagna. Data l'ora, si domandavano come avrebbero fatto per continuare ... c'era il rischio che qualcuno li vedesse ... e poi ...cosa avrebbero dovuto fare? Cosa li aspettava sul posto?
Alle domande avrebbero risposto arrivando in giardino e da li a poco si ritrovarono al suo ingresso.

Continua...



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