Il tesoro di Maria Maddalena

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Vi sono presenti anche alcuni oggetti di vita quotidiana come un fischietto da Nostromo, oggetto legato al lavoro di tutti i giorni che per alcuni era più prezioso di qualsiasi gioiello portando il nutrimento alla propria famiglia. Tutto è stato offerto a Maria Maddalena.

Il culto per Maria Maddalena non è molto diffuso in Italia che consta di circa un centinaio di chiese a lei dedicate. Esistono figure più devote come San Nicola, Sant’Antonio e lo stesso Padre Pio. Ma Maria Maddalena come ben sappiamo è sempre rimasta in ombra nel nostro paese in cui è presente il papa e il Vaticano. Personaggio scomodo? Non così in Francia, stato in cui la figura della santa è veneratissima, in particolar modo nella Provenza e nei luoghi presso Marsiglia. Questo perché la leggenda narra che dopo la morte di Gesù, Maria Maddalena dovette abbandonare Gerusalemme e la Palestina per le persecuzioni dei romani.

Perché si sarebbero accaniti contro di lei? Devota di Gesù ma forse sua sposa e portatrice del suo seme perché incinta? Spesso viene illustrata proprio sopra una barca, in viaggio verso le coste francesi dove sarebbe poi sbarcata a S.MARIE LA MER, piccola cittadina sulla costa francese dove il culto della santa è al di sopra di ogni immaginazione.

Maria non sarebbe giunta nella provenza con un unico viaggio, si sarebbe rifugiata per un certo periodo a riposare nell’isola della Maddalena da cui il nome. Dopotutto l’isola era disabitata, con poche lontane colonie romane, accarezzata da un clima favoloso che poteva regalare un autentico riposo alla santa e a chi la accompagnava. In seguito avrebbe continuato a navigare fino in Francia, dato che rimanere qui, territorio comunque dell’Impero romano, poteva essere pericoloso. Il fatto che la santa si sia fermata sull’isola è argomento molto diffuso in Francia e questo ci fa capire molte cose. L’isola della Maddalena venne progressivamente abitata da gente del Sud della Corsica come testimoniato dagli antichi abiti tradizionali degli isolani identici a quelli corsi. Essi decisero di sbarcare sull’isola principalmente perchè erano alla ricerca di terre da colonizzare, ma più velatamente anche per ricercare il luogo in cui Maria Maddalena avrebbe soggiornato, diffondendo proprio questa leggenda ed edificando anche un piccolo tempio a lei dedicato.

I pastori fecero così sorgere una chiesetta visitabile ancora oggi percorrendo la strada panoramica e la dedicarono alla santa, in un punto preciso in cui si supponeva si fosse fermata. Successivamente gli abitanti si mossero verso la costa e da pastori divennero pescatori. Il nucleo si ingrandì, si necessitò di una chiesa più grande e così venne edificta la chiesa principale dell’isola, mentre la chiesetta mutò con il nome di Santissima Trinità. Alla luce di queste nuove considerazioni il nome di “La Maddalena” non risulta più tanto casuale. Ed ecco che una parrocchia non eccesivamente grande o importante vanta un tesoro particolarmente ricco costituito dall’insieme delle offerte alla santa, qui particolarmente devota e amata.

I gioielli sono innumerevoli. Vi è un bellissimo rosario dono ad una sposa per ricordare che oltre alla fedeltà nel matrimonio non si doveva mai dimenticare la fede a Dio. Vi è un prezioso tabernacolo donato alla chiesa dall’ammiraglio BARONE GIORGIO DES GENEYS nel 1800, sardo-piemontese che donò anche l’altare. Curioso il fatto che fosse contemporaneo a Nelson, che si conoscevano, che si incontrarono anche alla Maddalena, che entrambi fecero due regali prestigiosi, ma i loro rapporti erano stati molto freddi. Interessanti i gioielli del Sacro/profano consistenti in scacciapensieri in argento contenenti dei sonaglietti, cornini contro la malasorte, piccole maschere contro il malocchio e conchiglie per attirare la fertilità. Vi sono anche moltissime stampe tutte raffiguranti Maria Maddalena o momenti della sua vita descritti nei Vangeli canonici e apocrifi. Infatti vi è una bellissima stampa in cui Maria è illustrata sulla barca nel viaggio verso la provenza o chissà… forse nello stesso sbarco sull’isola sarda.

Isabella Dalla Vecchia

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