Il nuraghe fortificato di Capichera

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Verranno riportate alla luce oltre 100 abitazioni dell’età della pietra protette dal nuraghe-fortezza della Prisgiona.
Una Costa Smeralda del XV secolo avanti Cristo che testimonia la vita in quel territorio di una comunità ricca e raffinata.

L’idea di popolazioni rozze, armate di clava e vestite di pelli viene smentita da alcuni reperti. I nuragici erano eleganti e amanti del bello, centellinavano bevande raffinate e decotti, erano anche abili restauratori.
La prova arriva da alcuni vasi che sono stati riparati con delle graffette di piombo. L’amministrazione ha deciso di riportare alla luce l’antico villaggio e creare un parco archeologico. […]. Il cantiere partirà entro la fine del mese e i lavori saranno supervisionati dalla responsabile scientifica della Soprintendenza, Angela Antona, che coordina il progetto. Dello staff incaricato della rinascita del villaggio fanno anche parte il dirigente del comune Libero Melonie il progettista Antonio Maria Azara. Per la prima fase è stato stanziato oltre un milione di euro per far riaffiorare tutta la città, ancora sepolta sotto la terra. Al lavoro di scavo è affiancato un laboratorio per il restauro dei reperti. […] Spiega il sindaco Pasquale Ragnedda «Abbiamo scoperto uno dei villaggi più importanti della Sardegna. Ora lavoriamo per valorizzarlo. Vogliamo creare un percorso museale -archeologico che serva anche come richiamo per i turisti. Nel nostro territorio non ci sono solo spiagge, ma anche tante testimonianze della storia e della cultura dell’isola».
In un’area di quattro ettari si distende la metropoli tra il nuraghe della Prisgiona e la tomba dei giganti di Coddu Vecchju, che si trova 600 metri più in basso. Tra le capanne anche un forno che serviva per fabbricare vasi di ceramica. Accanto alla torre principale c’è la sala delle riunioni in cui si riunivano i capi del villaggio. Al centro dell’ambiente è stata ricavata una vasca scavata nella roccia. All’interno sono stati ritrovati contenitori di ceramica con decorazioni e forme originali. Il recinto sacro era il cuore dell’area in cui si recitavano riti religiosi. […]. Vicino alla capanna delle riunioni si trova un pozzo profondo oltre otto metri, che serviva per dare l’acqua al villaggio. Ma questi sono solo i primi ritrovamenti di un’area ancora tutta da scoprire.

Di Luca Rojch. Da “La Nuova Sardegna” GA del 14 gennaio 2007, Pag 26.