Il giogo di buoi

Tempo di lettura: 1

L’aratura dei campi e il trasporto con i carri vengono ormai svolti da potenti trattori, ma è ancora viva l’usanza di allevare il giogo di buoi per allestire “is traccas” in occasione delle feste paesane.

A Domusnovas, il Sig. Antonio mantiene “Su Ju” che da decenni porta il simulacro del Santo durante la Sagra di Sant’Efisio, la più importante ed imponente della Sardegna (Cagliari 1° Maggio).
La superba coppia di tori, di razza Modicano sarda, viene scelta con cura per avere manto, taglia e temperamento identici. L’addestramento dura circa un anno per abituare le bestie al traino del carro e a restare indifferenti al rumore della folla e allo scoppio dei petardi che spesso accompagna le processioni. Gli addobbi sono molto variopinti: “Is Bocchettus” di garofani sulla punta delle corna, “Is Gottuaras” collari di broccato ricamato per sostenere la campana, “Is Frontieras” sul davanti e “Is Coidanas” le funi per impartire i comandi al giogo.
Ziu Antoni alleva due coppie di buoi per averne sempre una addestrata:
“Su Ju” adulto, di sei anni, si chiama “Bollemu” e “Po Tui” (vorrei vivere per vederti sempre), quasi a sottolineare l’affetto che lega queste bestie.
“Su Ju” giovane, di due anni, porta invece il nome di “Mancai Provisi” e “Non Ci’Arrenescisi” (non riesci nonostante i ripetuti tentativi), per rimarcare l’inesperienza rispetto alla coppia adulta.
Il carro sardo viene costruito da “Su maistu carraiu” (maestro Frongia) secondo tecniche antiche.
Una curiosità: aveva la targa e doveva pagare il bollo all’esattoria; nel ’55 costava £1500 su una paga mensile di £ 25.000.
“Su Ju” col suo caratteristico tintinnio e la “Tracca” preparata con variopinta meticolosità, sono un elemento caratteristico che accompagna l’intensa devozione delle sagre religiose paesane.

Fonte web

I monumenti megalitici sardi come non li hai mai visti!