Il Gigante Rosso, il Nuraghe Arrubiu di Orroli

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Da quando, qualche tempo fà, abbiamo scoperto il Nuraghe Arrubiu di Orroli questo è in breve divenuto uno dei siti presso i quali abbiamo a recarci con più frequenza e piacere. La ragione di questa circostanza è da ricercarsi in una molteplicità di motivazioni tra cui spicca certamente l’eccezionale bellezza ed importanza archeologica delle strutture del “Gigante Rosso” (questo il suo nomignolo) oltre che la disarmante armoniosità del territorio circostante e non in ultimo la grande simpatia, cortesia e certamente professionalità dei ragazzi della cooperativa Is Janas che hanno in gestione il sito. La premessa, mi rendo conto, è certamente di quelle “importanti”, ci sentiamo quindi in qualche maniera obbligati a darvi un riscontro immediato alla parole spese.

La Cronologia
Le evidenze archeologiche emerse in fase di scavo hanno portato gli studiosi a datare la costruzione del Nuraghe nel XIV secolo a.c.

La tabella riportata a seguire è tratta dal volume “L’alba dei nuraghi” di Giovanni Ugas e riporta cronologia a facies culturali della Sardegna dal Paleolitico all’età romana.

Cronologia e Facies, Giovanni Ugas

La Struttura
L’aggettivo Arrubiu definisce e ci focalizza immediatamente su una delle più evidenti caratteristiche del Nuraghe, il suo colore rosso dovuto ai particolari licheni che ricoprono gran parte della struttura. Sebbene di grande impatto non è però certamente questa caratteristica colorazione a fare di questo monumento uno dei più importanti della Sardegna – analizzando la struttura capiremo le ragioni.

Nuraghe Arrubiu

Per prima cosa occorre dire che, nonostante le campagne di scavo ad oggi messe in atto, la struttura del nuraghe non è stata ancora completamente evidenziata e quindi portata alla luce. E’ certo però che ad oggi l’Arrubiu è l’unico tra i monumenti megalitici della Sardegna preistorica censiti a bastione pentalobato (in altre parole questo significa che, immaginandolo in pianta, la torre centrale è addizionata secondo una disposizione pentagonale da cinque torri – per capirci il notissimo Su Nuraxi di Barumini è un quadrilobato) – la struttura è poi completata da altre 19 torri che vanno quindi a formare un sistema decisamente complesso.

Schematicamente è possibile dare una rappresentazione della struttura nel suo complesso immaginando l’alternarsi delle seguenti strutture:

1. Mastio (o torre maggiore, centrale);
2. Bastione – dal profilo retto-curvilineo – con 5 torri ai vertici di un pentagono;
3. Antemurale (cinta esterna), con ulteriori 7 torri, che racchiude diversi cortili intorno al bastione;
4. Seconda cortina muraria esterna con 5 torri;
5. Terza cortina muraria con 3 altre probabili torri, non raccordate con quelle precedenti, potrebbero portare a 21 il numero totale di queste strutture.

L’immagine di sotto (tratta da “La terra dei Nuraghi” di Mauro Lissia), sebbene relativa ad un contesto differente – contrariamente all’Arrubiu – pentalobato, è mostrato un complesso quadrilobato, è molto interessante ed esemplificativa il complesso insieme di strutture e opere ridossate il corpo centrale del Nuraghe.

Image

E’ altresì importante ricordare che la superficie complessivamente occupata è di circa 5000 mq – ragguardevoli anche le altezze raggiunte, il mastio centrale oggi ridotto a 15 metri circa aveva in origine un altezza compresa di i 25 e 30 m.

Il Territorio
Come detto parte del fascino sortito dal sito è attribuibile alla magia del territorio in cui è collocato – il Sarcidano.

Per la precisione il Nuraghe sorge al centro dell’altopiano basaltico di Pranemuru, nella zona denominata Su Prànu. L’altopiano è coperto da rada macchia mediterranea sfruttata per il pascolo e dominante un antico guado sul corso del Medio Flumendosa, dove oggi sorge una diga di sbarramento. La diga, costruita nel 1956, è di proprietà dell’Ente Autonomo Flumendosa e forma il Lago del Medio Flumendosa (Villanovatulo) con una capacità di invaso di circa 300 milioni di metri cubi.

E’ interessante citare in proposito la dott.ssa Fulvia Lo Schiavo (attuale Soprintendente per i beni Archeologici. della Toscana):

L’altopiano, costituito da un vasto tavolato basaltico di età PlioPleistocenica, si snoda per circa otto chilometri in direzione Nord-Ovest/Sud-Est e il suo andamento tabulare va degradando da quota 761 metri s.l.m. nella punta più alta di “Pizziogu”, in territorio di Nurri, e a 400 metri, in località “Tacchixeddu”, in quello di Orroli.
Il lato orientale domina tutto il versamento destro del Flumendosa, che scorre in questo tratto per lo più in profonde e spettacolari gole, mentre su quello sud-occidentale sovrasta gli attuali abitati di Nurri e Orroli e le piane sottostanti. Si è qui ai confini del Sarcidano, in una parte di questa regione dell’Isola in cui sono fortemente marcati i segni lasciati dalla presenza dell’uomo fin dalla preistoria. Tutto il territorio infatti ha subito, più che in altre parti, profonde trasformazioni ad opera della continua attività umana, fino ai nostri giorni. A fronte di tante testimonianze di vita nel passato, sono purtroppo veramente esigue le indagini archeologiche effettuate finora, per cui talvolta l’assenza di tracce di un determinato periodo sono forse da attribuirsi in gran parte a carenze della ricerca sul campo. Recentemente questo territorio è stato oggetto di un censimento meticoloso che ha allargato la conoscenza dei vari siti di insediamento, dalla preistoria all’età moderna, ma soltanto interventi di indagine scientifica mirata potranno chiarire e colmare vuoti e lacune.

Valle del Flumendosa

Come raggiungerlo
Il percorso più agevole per raggiungere il nuraghe Arrubiu, da Cagliari o da Sassari, consiste nel percorrere la SS. 131 Carlo Felice fino all’incrocio con la SP. 197 a 4 km. da Sanluri. La SP 197 va seguita fino al centro urbano di Barumini, dove si gira a destra e si raggiungono e si superano Gergei ed Escolca fino all’incrocio con la SP. 128.
Si prosegue sulla SP. 128 fino al bivio per Nurri e si attraversano Nurri e Orroli.
Oltre il paese di Orroli, dopo due chilometri in direzione di Escalaplano, un bivio sulla sinistra reca l’indicazione del nuraghe Arrubiu.


Info e Link utili

Le foto del Nuraghe

Nuraghe arrubiu

Il Nuraghe Arrubiu è visitabile tutti i giorni.

*   Da Novembre a Febbraio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00
*   Da Marzo a Ottobre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.30

Prezzi:

* Intero: 4 €
* Ridotto: 3 €

 

Il sito della Regione SardegnaSardegna Cultura presenta un interessante scheda di approfondimento sul Nuraghe (vedi qui) oltre che una pubblicazione a firma degli Archeologi che hanno curato gli scavi – ovvero Fulvia Lo Schiavo e Mario Sanges (download)

Il Gigante Rosso ed i ragazzi della cooperativa vi aspettano – non mancate di fargli visita e chiaramente non mancate di porgere i nostri Saluti 😉

Andrea.