Il castello di Chiaramonti - Contus Antigus

Il castello di Chiaramonti

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Il Castello di Chiaramonti è posto in posizione panoramica sul Colle di S.Matteo, uno dei tre colli su cui è situato il paese di Chiaramonti.

Il castello prende il nome dal cognome materno del suo edificatore, Brancaleone Doria, marito di Eleonora d’Arborea.
La sua posizione dominante e strategica lo qualificava come importante punto di controllo e di contiguità con le fortificazioni circostanti.
Il momento storico nel quale venne costruito è alquanto travagliato dalle lotte volte al possesso della Sardegna da parte degli Aragonesi e dei vari Giudici dei Giudicati di Arborea. Anche i Doria vi presero parte attivamente, tanto che il castello venne occupato nel 1348 dal viceré Aragonese Rambaldo di Corbera.
Dopo sanguinosi combattimenti si giunse ad un accordo tra i Doria e gli Aragonesi che comportò la cessione ai primi, tra gli altri del castello di Chiaramonti. La guerra tra Arborensi e Aragonesi, continuò più cruenta che mai, sino alla pace di San Luri (1355), nella quale si decise di consegnare all’arcivescovo di Oristano i castelli di Roccaforte, Chiaramonti e Castelgenovese – allora posseduti da Matteo Doria – nell’attesa della decisione papale sull’attribuzione degli stessi.
Morto Matteo Doria (1357) gli successe il figlio, che ricevette ufficialmente dal sovrano di Aragona, diversi possedimenti tra i quali nuovamente il castello.
Nel 1357 tali possedimenti appartenevano ancora ai Doria. Il giudice d’Arborea, Mariano IV, ambiva tanto a possedere il castello di Chiaramonti, che lo pretese in dote per le nozze di sua figlia Eleonora con Brancaleone.
D’altra parte il re d’Aragona Pietro IV sperava di poter entrare in possesso con le nozze di un suo fido cortigiano con Violante Doria, sorella di Brancaleone.
Dopo ripetuti tracolli militari i Doria dovettero abbandonare la Sardegna (1448), e con la loro partenza inizio anche il declino della rocca, che passò nelle mani di diversi proprietari, perdendo via via l’antico prestigio.

Quello che fu per tanti anni simbolo di potere politico e militare assunse (intorno al 1500) le vesti di chiesa parrocchiale e venne dedicata a San Matteo, forse in ricordo del suo antico proprietario (Matteo Doria). La presenza degli ecclesiastici si intensificò ulteriormente, con l’edificazione – a spese del comune – nel 1587 di un convento di Carmelitani, del quale rimane ancora la cappella, anch’essa in fase di restauro.

Il castello era costituito da una torre da un fabbricato capace di ospitare balestrieri e soldati.
Della struttura originaria è rimasta la base quadrangolare della torre, realizzata in blocchi squadrati di calcare e alta circa 10-12 metri. Nella parte superiore della torre si innesta una struttura poligonale che ha tutte le caratteristiche architettoniche del campanile gotico, come nella chiesa di Bonaria a Cagliari.
la chiesa che vi venne edificata era a navata unica, fiancheggiata da otto cappelle di cui rimangono a testimonianza le imposte e le nervature delle volte, di chiaro stile aragonese.

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