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MASKINGANNA Significato del nome: Maestro degli inganni. A volte è una voce che chiama i dormienti (a PAULILATINO) i quali si svegliano terrorizzati in un bagno di sudore. Altre volte si comporta da spirito burlone, apparendo sotto forma di bambino piangente, o di oggetto che appare e scompare. Le sue azioni non hanno un senso logico, tutto ciò che fa, nasce dal desiderio di divertirsi nel compiere azioni che fanno spaventare le persone. Per cacciarlo via basta fare un segno della croce e gridare: "NOSTRA SIGNORA MIA" oppure, urinare la propria mano e gettarsi alle spalle il liquido.
MOMOTTI Nessuno mai l'ha visto, quasi tutti l'hanno sentito camminare vicino al proprio letto. Si aggira vestito di un grande mantello color notte che ricopre il suo corpo. Nella mano sinistra tiene una grande sacca dentro la quale sistema le sue prede…i BAMBINI disobbedienti. Il suo nome è antico, più degli antichi romani e certamente nasconde lontane leggende dei SARDOPELLITI. Altri nomi: Bobbotti - Babborku - Bobboi - Mammone.
PANAS Sono donne morte di parto condannate a tornare sulla terra, nelle ore notturne, ed a recarsi al fiume, per lavare i panni del parto, macchiati di sangue e le fasce del bambino. Per evitare tale condanna si usava mettere nella bara della puerpera un ago infilato col filo non annodato, affinche la defunta rimanesse occupata a cucire il corredo per il bambino e tralasciasse così di andare a lavare al fiume. Si trasformano in PANAS anche le ragazze nubili, rimaste incinte, che vengono affogate dai parenti in piccoli bacini d'acqua.
SA PALPAECCIA È una vecchia che la notte di Natale mette una grossa pietra sulla pancia dei bambini "capricciosi" che non vogliono mai mangiare. Si aggira nelle strade ed ascolta i bambini che si lamentano con i genitori: "questo non mi piace; quest'altro mi fa schifo". La notte si introduce nelle case di questi passando attraverso la finestra, si nasconde nel buio e quando il bambino dorme gli mette sulla pancia l'enorme masso. Si dice che i bambini che l'hanno incontrata hanno ripreso a mangiare con appetito. Chissà perché.
SA SURBILE Sùrbile, sùrbentile (sùrbile, sùrvile, sùyvile = assorbente, che assorbe, strega, maga, vampiro) Il nome indica molte realtà diverse a seconda della zona in cui viene usato: a Marghine surbentile significa vampiro, a Ghilarza invece folletto. La strega vampiro. Si tratta di persone viventi che perlopiù conducono una vita normale, ma che sono irresistibilmente attratte dal sangue di bambino, e per soddisfare il loro desiderio sfruttano il potere di trasformarsi in mosca e di volare. L'aspetto esteriore spesso non permette di identificarle con certezza, tuttavia, alcune fonti, descrivono alcune caratteristiche che possono svelare una SURBILE: La Bruttezza è già di per se fonte di sospetto; poi il portamento trasandato, i capelli spettinati, le unghie lunghe, ed il corpo peloso. Un segno di riconoscimento nascosto tuttavia può svelarle; la coda. In qualche caso di Acciaio, di ferro, o a Forma di falce. Il più delle volte le SURBILES hanno una croce pelosa sulla schiena. Si diventa Surbiles: 1) facendo un patto con il diavolo 2) nascendo la notte di Natale, a mezzanotte. 3) nascendo settima figlia femmina. I paesi delle streghe vampiro sono VILLACIDRO e BIDONI'. Ancora oggi numerose sono le testimonianze che raccontano Contos o Paristoras che le vedono protagoniste. Per liberarsi di una SURBILE è sufficiente indossare un capo al contrario, o gettare per aria un copricapo.
SA SURTORE folletti domestici (sa surtora al femminile, sa surtore al maschile) che portano uno o più copricapo che contiene sempre il numero 7 (sette cappelli, sette pieghe, ecc...) e che nasconde un tesoro.
SA MUSCA MACEDDA È una mosca dalle proporzioni enormi (grande come la testa di un bue) generalmente fornita di un pungiglione velenosissimo, di ali potenti, il cui ronzio viene sentito per alcuni chilometri. A causa della Mosca Macedda sono scomparsi paesi, si dice che i mille sotterranei che percorrono la terra a forma di Sandalo fossero stati costruiti per sfuggire al suo assalto. La minaccia della Mosca Macedda è subdola, spesso si nasconde in un tesoro, della quale si fa custode, in attesa di qualcuno che la risvegli e così riprendere la caccia. Spesso mosca e tesoro sono nascosti in due contenitori diversi, così da dare una possibilità di sopravvivenza al ricercatore di tesori. Di sicuro la presenza di una sola Mosca macedda può costiuire una minaccia per il genere umano. Una volta ad Iglesias un frate suonò una musica formado con l'aiuto della popolazione un cerchio magico, grazie a questo riuscì catturarne un intero sciame, sistemando le mosche in sette botti, che ancora oggi sono nascoste sotto il castello. Nessuno allora si prese la briga di segnare le note suonate da frate.
S'ERKITU (o uomo bue) Letteralmente: L'URLO. È un uomo che si trasforma in un Bue, dal corpo di uomo. Testa e zampe, e pelle di Bue, questo si aggira la notte, per le strade del paese, mugghiando spaventosamente per annunciare la morte. E la, dove l'ha annusata, batte per tre volte lo zoccolo sul selciato e passa. L'Erkitu ha due grandi corna di acciaio sulle quali stanno accese due candele. La condanna ad essere Erkitu è terribile e viene detterminata da una colpa commessa; in genere un omicidio rimasto impunito. La metamorfosi avviene gradualmente e con grande spavento dell'uomo che muta. Lo spegnimento della candela o il taglio delle corna costituiscono l'unico mezzo conosciuto per liberare il condannato dalla penitenza. La mattina s'erkitu si ritrasforma in uomo ritrovandosi esausto nella sua stanza. Nessuno puo spezzare questo incantesimo, se non rischiando la propria vita, affrontando in un corpo a corpo mortale l'essere e spegnere le sue candele o spezzandogli le corna. Conosciuto anche come Boe Muliache e 'oe 'e burrone
SU PUNDACCIU Il suo nome deriva da PONDUS - PENDERE. Si tratta di un folletto burlone che ha l'abitudine di divertirsi sedendo sulla pancia dei dormienti. Nel sonno la sensazione è quella di avere fatto indigestione. Veste di velluto blu ed in testa ha una berretta rossa (qualche volta ne ha più di una, si arriva perfino a sette berrette - vedi il Baottu de Setti Berrittas di Bosa). Ogni Pundacciu custodisce un tesoro, se si riesce a levargli la berretta prima che fugga è costretto a svelare dove si trova. Ad Ittiereddu un anziano ci ha raccontato di un Pundacciu che ancora oggi vaga alla ricerca del suo tesoro che ha dovuto regalare ad una bambina furba. Altri nomi: Pesadiglia - Matzamurreddu
SA MISSA PROFONDA Per far accettare l'inferno ad un dannato è necessario celebrare SA MISSA PRUFUNDA. Si tratta di una liturgia particolare celebrata con candele nere ed a cui assistono solo i defunti. Non bisogna andarci se non invitati, perché si può impazzire per lo spavento. I partecipanti devono essere uomini molto coraggiosi ed armati, i quali hanno il compito di sparare durante l'elevazione.
SA MAMA E SU SOLE È una vecchina ricoperta da un lenzuolo bianco che si aggira nelle ore assolate in cerca di bambini disobbedienti che non riposano dopo pranzo. Se li trova brucia loro la fronte costringendoli a letto con un forte febbrone, e una cicatrice. Fonti edite: Deledda, Calvia, Palomba.
SA MAMA E SU BENTU Nelle giornate di vento passa accompagnata dal marito Uragano, seguita dai suoi figli, sempre affamati e alquanto scostanti. Quando è di malumore graffia il volto dei bambini disobbedienti, tuttavia non è cattiva. Ma se il bambino si trovasse alla presenza di uno dei suoi figli...
SA STRIA strie (dal latino, etimologia conosciuta = uccello notturno. Usato in molte zone d'Italia per indicare le streghe) Tra tutte essa appare le più vicina a pratiche demoniaco-malefiche a causa del conservamento in Sardegna della credenza romana, secondo cui la strige (la civetta e/o per somiglianza il barbagianni) uccide i neonati in culla succhiandogli il sangue, mantenuta nell'isola fino oltre la seconda metà del 1700. Ma al contempo i sardi attribuivano a questo animale anche proprietà terapeutiche tanto che bruciandone le piume e bevendone con acqua le ceneri si aveva un ottimo rimedio all'itterizia. Così si ha una strega dal duplice aspetto e dai vasti poteri: guaritrice ma anche assetata di sangue d'infanti, che terrorizza e intimorisce buona parte del nord dell'isola e che può trasformare il suo corpo anche in oggetti al fine di perseguire i propri scopi. La stria è presente anche in forme aggregate, lavora assieme ad altre strie tanto che una "leggenda" parla di un processo ad una di esse che condannata al rogo viene salvata proprio dalle sue sorelle, e ancora oggi è presente un colle granitico che ne conserva il nome (sa punta de s'istria, vicino a Buddusò).
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