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I Mostri sardi

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Written by Gianluca Medas   
Monday, 04 September 2006 15:18
Questo articolo è stato letto: 24206 volte
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I Mostri sardi
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mostri sardiIn questo articolo Vi riproponiamo un interessantissimo lavoro di catalogazione e rielaborazione degli esseri fantastici della nostra splendida isola. La raccolta è tratta da un lavoro di Gianluca Medas. Tramite il link seguente potrete visitare la pubblicazione originale intitolata: Mostri in Mostra UMBRAS .

AMMUTADORE
È un essere che agisce collegato con il sonno della sua preda. Si capisce che si è introdotto nel sonno perché provoca una sensazione di angoscia, soffocamento e oppressione nel malcapitato. Essendo un incubo è estremamente difficile cacciarlo via.
È il terrore dei pastori che dormono in aperta campagna, poiché li attacca alle spalle, mentre sono indifesi nel sonno, soffocandoli con i suoi artigli.
Non è facile cacciarlo via, ci sono alcune formule segrete che conoscono alcune vecchine.
Altri nomi con cui viene chiamato questo incubo: AMMUNTADORE - AMMUTTAROI - MUNTADORI - MUTAROLLA

BRUJA, BRUSCIA
(brùsa, bru(i)xa = dallo spagnolo, meretrice, prostituta)
Anche la bruja, come la coga, è principalmente una strega e in questo caso si va anche perdendo l'aspetto ematofago che si ritrova solo nelle zone di colonizzazione catalana (Alghero e nel campidano, dove viene oggi confusa con la coga a causa di una perdita di significato dovuta al tempo).
La bruja quindi è bella e strega, tanto istintiva e selvaggia da essere avvicinata ad una donna di mal'affare o di facili costumi. Può certamente divenire moglie e madre ma manterrà sempre il suo aspetto notturno pregno di magia e istintualità.

COGA
Il nome deriva direttamente dalla pratica magica a base di erbe con le quali si preparavano filtri in particolare d'amore (appare una chiara origine dal latino coquere); femminile coga, maschile cogu, la "s" ne indica il plurale.
Sono streghe presenti soprattutto al centro-nord e in particolare nel campidanese
Si tratta generalmente di una donna malvagia che vive ai margini della vita del paese, vestita sempre di nero, maleodorante, con il volto profondamente scavato. Conosce le erbe e le loro funzioni. Recita formule magiche, prepara filtri per il malocchio, costruisce bambole di pezza, prepara filtri d'amore, fa morire le bestie con la forza della parola, ed altre nefandezze innominabili. È amica del diavolo. Il suo è un vero lavoro. È destinata ad essere Koga fin dalla nascita, come una condanna. Sa interpretare il lamento della STRIA e legge nel fondo del caffè. Viene avvicinata solo da fidanzate disilluse o illuse, da mogli stufe ed invidiose, e da banditi in cerca del felce maschio. Conduce una vita miserevole lontana da tutti temuta e disprezzata da tutti senza lasciare in eredità le sue terribili conoscenze.

GENTILES

Sono i più antichi abitatori dell'isola (ANTIGUS ANTIGOS), di statura gigantesca e forza sovraumana, hanno in genere un bell'aspetto, in alcune paristorias (leggende) si dice che avessero un occhio solo. Alcune grotte dell'interno, secondo qualche pastore, conservano i segni del loro passaggio. A loro si deve la costruzione dei monumenti funerari megalitici. In alcune leggende si racconta che ricevettero da EUSUPRIMUSONNENDI l'incarico di pastori della terra, per prepararla alla presenza dell'uomo. Uomo che in antichità ha avuto rapporti con queste figure leggendarie, e che da loro ha imparato a costruire le case di pietra, i NURAGHES. I GENTILES si muovevano cavalcando fascine di legna. Oggi il loro compito di pascolare la terra non è venuto meno, ma non si fanno più vedere dall'uomo con il quale non hanno più alcun rapporto. I numerosi incendi, la siccità, sono i segni del loro costante allontanamento. Si nascondono, secondo un pastore di NURAXI NIEDDU, tra i pochi alberi fitti rimasti in Barbaggia.

IL BALLO DEI MORTI
Può capitare che la notte si senta un suono di launeddas e il vociare di uomini e donne provenire da una chiesa. Questi, in allegria, cantano e ballano, invitando i pochi passanti notturni ad entrare e fare festa con loro.
Sono i morti, che in alcuni giorni dell'anno scendono in terra sacra per fare festa, tuttavia non bisogna accettare il loro invito a ballare, poiché i loro piedi non toccano il pavimento, e potrebbe essere fatale. I vecchi lo sanno e all'invito dei morti sorridono e declinano l'invito. Ma c'è sempre qualcuno che non sa… ed i morti che ballano questo lo sanno.

IL MALIGNO
Nella TERRA A FORMA DI SANDALO alcuni nomi:
AREMIGU - BALENTE - BEKKU - BESTIA - DIAULU - ZAMPADIADDU - FORASDENOSU - FORASDOMINE - INGANNADORE - LUSBE' - KODICELLA - KOAS DE FOGU- LUTTSIFERRU - MASKINGANNA - PUDIDU - PUTTSA - TENTADORI.
Molti di questi spiriti maligni sono giunti dal mare, portati dal sapere dei MAZIABREBUS.
Questi spiriti malvagi si incontrano la maggior parte in queste notti: di San Giacomo, di San Giovanni Battista, del Sabato Santo.
Luoghi dove preferibilmente si manifestano:nei crocevia, nei luoghi sacri abbandonati, nei cimiteri, tra le piante di fico.
Luoghi da evitare la notte dove si possono incontrare: davanti agli specchi, le acque dei pozzi, le sorgenti, i ruscelli, alcuni nuraghi e alcune grotte si dice siano custoditi da loro.
L'incontro con uno spirito malvagio è assai temuto, perché tali esseri procurano spavento, cercano di sfruttare l'ingenuità con l'inganno, e scombinano la vita di chi incontrano. In particolare l'incontro con S'AREMIGU (già parente lontando dello AZATOH di ABDUL ALHAZRED del NECRONOMICON) può provocare la demenza in chi lo vede e disperdere il bestiame dei pastori come un vento impetuoso.

ISKULTONE (o Skrutsoni)
Viene chiamato anche Skrutsoni, ed è una sorta di versione sarda del Basilisco. Secondo alcuni si tratta di uno Stellione (o Tarentula Mauritanica) rimasto in letargo sotto terra per 10 anni, mentre secondo altre fonti si tratta di un serpente o di un rettile di grosse dimensioni, altri ancora lo descrivono come un drago dalla sette teste con una croce in cristallo sulla fronte che chi riuscirà a prendere avrà fortuna per cinque generazioni.
In realtà nessuno l'ha mai visto, perché queste specie di mostro si nasconde alla vista, anche perché la sua comparsa è assai pericolosa, il suo sguardo, o in altri racconti, il suo soffio, può uccidere.
Chi lo incontra, se non lo vede prima che lui lo veda, muore di colpo.
Un racconto di Baunei parla di una terribile creatura dall’aspetto di serpente al quale, ogni anno, veniva sacrificata una fanciulla del paese. Un giorno San Pietro, venuto a predicare in Sardegna, affrontò il mostro e lo sconfisse, scaraventandolo agli inferi ponendo così fine al massacro delle fanciulle e creando al voragine del Golgo.

JANA, JANAS
La jana è una strega che si confonde con la fata. Eccetto che per alcune regioni dove mantiene il suo aspetto vampirico, la jana ha comportamenti tipici della sfera fatata. Se ci si avvicinava alle caverne che loro abitavano (le domus de janas) erano infatti capaci di stendere un velo bianco che ricopriva l'intera pianura incantando di meraviglia il viandante che veniva quindi rapito da servili nani crudeli. Queste leggende ricordano da vicino quelle più nordiche del Cerchio delle fate o delle grotte fatate. 
Sono di aspetto piccino e bellissime, e tessono su telai d'oro. Si dice che proteggano le grotte naturali, i dolmen e i vecchi edifici e alcune erano in grado di predire il futuro. A volte abitano anche i nuraghi e in questi casi non sono minute ma anzi gigantesse dagli enormi seni.
Alcune però non erano pacifiche fate ma tipiche streghe malvagie: a Tonàra, Isilli e Asùni vivono in caverne, rapiscono i bambini e hanno una regina, Sa Jana Maìsta, che assale gli uomini che passano vicino alla sua grotta per succhiargli il sangue e poi rinchiudersi nella caverna e partorire dei figli.
Particolare è poi la figura di Lucia Arrabiosa, o Giorgìa Raiòsa. Molto conosciuta che infatti viene descritta diversamente in base alle zone: ora donna avara trasformata in pietra per punizione (vedi la Domu de Orgìa nella pagina sulla storia sarda "Preistoria-Nuragica"), ora una gigantessa che porta sul capo enormi massi, ora una creatura mostruosa dalle lunghissime mammelle e con una lingua lunghissima che usa per infornare il pane, ora una potente alleata del diavolo che con esso costruisce i famosi passaggi sotterranei o, infine, una potente fata benefica che tesse nella sua casa nascosta tra le rocce.
Le janas quindi sono fate, in alcuni casi si cibano di sangue e hanno una Regina (Jana Maista).

KADDOS BIRDES
Sono cavalli dal manto verde famosi per la loro bellezza. Difficili da incontrare, i cavallini verdi, sono dotati di poteri magici. Le paristorias dicono che il re di Monteleone e quello di Bisarcio ne possedevano uno. Il possesso di questi cavallini fu causa di guerre e della scomparsa di alcune città antiche (BARACE, e SANT'ANTIOCO di BISARCIO). Bisogna anche dire che avvicinare il cavallino verde è difficile, nessuno l'ha mai cavalcato. Appare all'improvviso così come all'improvviso scompare. Può essere che nella terra a forma di sandalo uno o due esemplari circolino ancora, un po come la foca monaca, un tempo amica e alleata dei Giganti, della quale restano un paio di esemplari. Una leggenda dice che quando ETEDLLA BILDE (è questo il nome di uno di loro) si farà cavalcare il giorno del re pastore verrà.

MARIA FARRANKA
Spirito che vive dentro i pozzi.
Sta in letargo dentro un bozzolo, in attesa che qualcuno si affacci. Risvegliatasi lentamente Maria Farranka si arrampica verso lo sfortunato, fino ad acchiapparlo con i suoi artigli, gettandolo giù. Maria Farranka trasforma la sua vittima in un maialino, che andrà ad aggiungersi al branco che vive e pascola nelle strade scavate sotto terra. Nella terra a forma di sandalo, si trovano più di mille tunnel scavati da SOS ORIGANTES, un antichissimo popolo del quale sono rimaste pochissime e misteriose tracce. Queste strade sotterranee oggi vengono utilizzate esclusivamente da Maria Farranca, che se ne è impossessata proclamandosi regina. Principali vittime di Maria Farranka sono i bambini disobbedienti che si avvicinano troppo ai un pozzi disobbedendo alla loro mamma.
Altri nomi: MARIA PUTZU, MAMA E'FUNTANA



 
 
 
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