Crollo in via Peschiera e circondario

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Nei prossimi giorni, gli speleologi del GCC torneranno nel sottosuolo, per svelare cosa celano i detriti in fondo alla voragine apertasi in via Peschiera, perché potrebbero celare una caverna, una delle tante cavità sotterranee note anche agli scrittori ottocenteschi.

Nel frattempo rammentiamo che ogni anno, specialmente nel periodo estivo, tornano d’attualità gli smottamenti nell’area circostante la centralissima piazza d’Armi, nonostante speleologi ed esperti del sottosuolo conoscono la natura cavernosa della zona, resa suggestiva dalla presenza di due laghi sotterranei. Sono questi imponenti bacini idrici, profondi nel punto massimo 5 metri, altamente suggestivi eppure preoccupanti perché, ancor oggi, non è stato accertato dove l’acqua –
che scorre in un ruscello sotterraneo per poi scomparire in un sifone – va a finire.
Anche il Comune di Cagliari è consapevole che in quell’area (compresa tra le vie Marengo, Montenotte, Castelfidardo, Peschiera, Is Mirrionis e piazza d’Armi) è celato un dedalo di ambienti sotterranei, per la maggior parte classificabili nella topologia delle “cave di pietra”.
Queste cavità artificiali sono state concepite in periodo punico- romano e utilizzate fino al secolo scorso per estrarre i cantoni da costruzione utili all’edilizia.
Gli accessi a questi sotterranei – in seguito alla cessata attività cavatoria – sono stati ricoperti da gettate di terra, poi spianata, sulla quale sono sorte strade e palazzi.
E’ accaduto che le perdite delle malridotte condotte idriche (sia di acqua potabile che delle fognature) hanno aggredito la terra di accumulo e nel corso degli anni, pur sempre quotidianamente, hanno confinato in profondità i detriti sottratti alle stesse strade che non di rado, sprofondano nel vuoto dando origine alle voragini.
In città, quando si apre una voragine, ci si affretta con interventi tampone e si continua a rinsaldare il sottosuolo con il cemento e la mistura di pietre. Ma c’è qualcuno che valuta l’impatto del cemento sul sottosuolo e che pensi ad assecondare la natura invece di andarle contro?
E’ mai possibile che nessuno pensi che le opere pubbliche più recenti potrebbero alterare l’equilibrio naturale del suolo e del sottosuolo?
Crolli e voragini si verificano perché nel Capoluogo sardo non c’è mai stata attenzione e rispetto verso l’equilibrio idrogeologico, verso le cavità sotterranee che sono celate nell’area urbana.
E’ innegabile che fino a pochi anni or sono si è pensato a costruire senza valutare l’impatto che le nuove opere avrebbero avuto sul sottosuolo, non trascurando la vibrazione continua dovuta, peraltro, all’aumento del traffico. Come d’altronde è accaduto nelle immediate vicinanze di via Peschiera e Marengo, dove poche ore fa si è aperta una voragine profonda 6 metri, che lascia intravedere un pertugio sotterraneo. Ed è stata una fortuna che un’auto risucchiata
sottoterra fosse vuota!!!
Nella speranza che il Comune di Cagliari possa attivarsi in tempi celeri per avviare gli opportuni provvedimenti utili a garantire la sicurezza dei cittadini che percorrono la zona, sia a piedi che in auto, riproponiamo ai media l’elenco delle voragini che si sono aperte nelle succitata area, negli ultimi cinquant’anni. L’elenco è stato estrapolato dall’archivio del gruppo speleo-archeologico cavità cagliaritane, che negli anni ha esplorato questi siti ipogeici, chiedendo spesso all’amministrazione comunale di non ricoprire le voragini con colate di terra e cemento, che nel tempo, come accennato, potrebbero cedere per l’ennesima volta.

Con viva cordialità,

Per il Gruppo Cavità Cagliaritane

Marcello Polastri
Diego Scano

Crollo Piazza d'Armi
La fotografia scattata di recente da M. Polastri, mostra dal
sottosuolo, un crollo, con cono detritico, che ha risucchiato
all’interno di una cavità parte di asfalto!!!

ELENCO CROLLI IN P.ZZA D’ARMI e CIRCONDARIO

Estate 2007, gli speleologi del GCC informano i media sul distacco di un grande masso roccioso dalla volta della “Cavità del lago” o “della frana” celata in piazza d’Armi. Il masso pesava oltre 8 tonnellate, e giace ancor oggi in fondo alla caverna, dove nessun intervento è stato fatto per consolidare la volta rocciosa spessa, in quel punto, appena 4 metri. La stessa coltre rocciosa regge il traffico veicolare di una delle più trafficate piazze di Cagliari.
31 agosto 1993, tra piazza d’Armi e viale Merello si crea una voragine sul ciglio stradale profonda 4 metri, lunga 13 e larga 3. A farne le spese è un’autorimessa della zona, che si allaga e mostra segni di cedimenti strutturali.
Il CROLLO di maggior entità si verificò nel cuore della notte del 12 maggio 1987, una voragine analoga risucchiò nel sottosuolo parte della facciata di una palazzina, allora adibita a rivendita di antifurti: ennesimo calvario per gli automobilisti della zona, nuovamente le transenne e, fatto grave, per circa un mese gli abitanti dello stabile lesionato, dormirono all’addiaccio, dopo aver montato le tende nella pineta di viale Buoncammino. Lo testimoniano i giornali del periodo.
Un’altra voragine, invece, si generò 26 anni prima: il 9 agosto 1961, rivelando la presenza di una grande caverna. L’area circostante piazza d’Armi, compresa la via Marengo e un lungo tratto in salita di via Is Mirrionis, vennero chiuse al traffico per oltre un mese per permettere la demolizione di uno stabile, con conseguenti disagi per gli automobilisti, sempre alle prese con incessanti ingorghi.

NB. Sul portale del G.C.C. all’indirizzo: www.sardegnasotterranea.org troverete aggiornamenti sul caso “Crollo in via Peschiera e circondario”.

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