Contro gli uccelli nocivi

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Nei periodi di raccolto (mietitura, vendemmia o raccolta delle olive per esempio), i contadini stavano a guardia dei campi per proteggerli dai ladri e soprattutto dagli uccelli nocivi.

Utilizzavano vari strumenti di difesa come spaventapasseri, suoni di ferraglia varia, fucilate a pallini e sopratutto gli scongiuri.
Uno dei più famosi è il seguente:

Su cane ardente
no happas in mente
de toccare sa robba mia
in custo monte violente
inie ti balles solu
no happas consolu
de sa robba mia
Il cane ardente
non abbia in mente
di toccare la mia roba
in questo monte violento
li possa tu ballare da solo
non abbia consolazione
della mia roba

Questo brebu veniva utilizzato anche contro le volpi a cui è probabile si riferisca il “cane ardente”.
Grazia Deledda indicava che con il termine “robba” venivano indicate appunto le greggi.

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