Cristoforo Colombo? E’ nato a Sanluri

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Che Cristoforo Colombo sia nato a Sanluri lo sostiene una studiosa spagnola in un libro appena uscito. Passò la gioventù tra Castelsardo, Oristano e Tortolì. Non era catalano, portoghese o galiziano. E nemmeno genovese.

Ma originario dell’isola di Cerdeña , come gli spagnoli chiamano la Sardegna. A fornire questa nuova interpretazione sui misteriosi natali di Cristoforo Colombo, è la studiosa iberica Marisa Azuara nel suo libro appena uscito Christoval Colón. Más grande que la leyenda (Amares editore, anno 2007; 370 pagine, 26 euro).

La Azuara ricostruisce la storia e la genealogia della famiglia del grande navigatore fino a sostenere che Colombo nacque in Sardegna «nel 1436, nel castello di Sanluri, residenza della sua famiglia paterna» e che trascorse la giovinezza tra Oristano, Tortolì e Castelsardo a studiare le scienze e la nautica. «Dietro lo pseudonimo di Cristoforo Colombo – scrive la studiosa – c’è Cristoforo da Siena e Alagon, figlio di Salvatore da Siena Piccolomini e Isabella Alagon d’Arborea. Da parte di suo padre – era il secondo figlio del Grande ammiraglio di Sardegna – Colombo era imparentato con i Piccolomini e i Chigi di Siena, con i Todeschini Piccolomini Aragona dell’Umbria, con i Visconti di Milano e con i Spinola di Firenze. Riguardo sua madre, discendeva dagli Alagon di Saragozza, dei mitici giudici sardi Mariano e Eleonora d’Arborea e del sardo genovese Brancaleone Doria».

Fatta questa premessa, ossia scardinata la versione attuale che vuole lo scopritore delle Americhe nato a Genova intorno al 1451, come riporta la testata internet spagnola Ejeadigital , la Azuara caldeggia la tesi delle origini aragonesi da parte di madre sostenendo che la Corona d’Aragona abbia giocato un ruolo importante nella scoperta delle Americhe. Il risultato cui arriva è dovuto al fatto che la maggior parte degli studi svolti finora non avrebbero tenuto conto che nel XV secolo la Corona di Aragona era uno Stato sovrano che si estendeva per il Principato di Catalogna e i regni di Aragona, Maiorca, Valencia, Sicilia, Corsica, Napoli e, per l’appunto, quello di Sardegna. Scrive la Azuara sul giovane Cristoforo: Poco se sabe de sua infancia, pero, dados los antecedentes humanistas y marineros de sus antepasados, es de suponer que transcurriría en las propiedades familiares de Sanluri, Oristano, Castelgenovese, y Tortoli, dedicada al estudio de las ciencias y al aprendizaje de la náutica .

Le ricerche sono durate due anni e le fonti su cui la Azuara ha lavorato appartengono agli archivi storici di Cagliari, Oristano e Torino, a quello della Corona d’Aragona, all’archivio Simon Guillot di Alghero e a quello siciliano. La base documentale è dell’associazione Araldica e genealogica di Sardegna. Ma perché la studiosa spagnola sposta le origini del navigatore da Genova alla Sardegna? In effetti non le sposta affatto: ritiene che nel XV secolo venivano chiamati genovesi sia gli abitanti del Genovesado (Ducato di Ginevra, Piemonte e Repubblica di Genova), sia coloro che vivevano nelle terre conquistate (Corsica, Sardegna, Sicilia, etc). Fino ad oggi le notizie date per certe sulla vita di Colombo partono dal 1470. Questo studio rivela un importante avvenimento nella famiglia dell’esploratore che risalirebbe al 1458: l’elezione a Pontefice della Chiesa Romana di un suo parente, Enea Silvio Piccolomini: Pio II. Seguendo le regole del nepotismo che allora imperava in Vaticano, il neo Papa nominò Gonfaloniero dell’armata papale il nipote Antonio Todeschini. Questi, a sua volta, premiò Cristoforo da Siena per il suo interesse per la cosmografia con la nomina a Capitano di vascello della flotta pontificia. «Il giovane sardo, quando abbandonò la Sardegna per andare a offrire i suoi servizi a Pio II, certo non immaginava che questa scelta gli avrebbe permesso di conoscere i più importanti eruditi della sua epoca».

Il riferimento è alla cosiddetta Accademia Romana: Nicola di Ciusa, il cardinale Giovanni Torquemada, Paolo del Pozzo Toscanelli e tanti altri. E così Colombo potè apprendere i segreti della matematica, dell’astrologia e della geografia. Studiò Tolomeo, Plinio, Aristotele e Platone. «Imparò anche a disegnare mappe grazie a Fra Mauro, monaco camaldolese». Canal Historia sta preparando una serie di documentari basati sulle conclusioni della Azuara. E in primavera una troupe dovrebbe sbarcare in Sardegna, a spasso tra i ricordi del giovane Colombo. L’altra novità sullo scopritore del Nuovo Mondo è che dopo 516 anni è stato assolto dall’accusa di aver portato i pidocchi in America. A quanto pare esistevano da 10mila anni prima del suo sbarco.

EMILIANO FARINA

L’Unione Sarda domenica 10 febbraio 2008